Tamarit Emerald, la Triumph custom da 650 ore venduta a 28.750 euro

La Tamarit Emerald nasce da una Triumph profondamente trasformata: 650 ore di lavoro, 11 specialisti, dettagli realizzati a mano e una vendita all'asta da 28.750 euro.

Tamarit Emerald, la Triumph custom da 650 ore venduta a 28.750 euro
M S
Massimo Schimperla
Pubblicato il 25 ago 2026

Una Triumph trasformata quasi da zero, undici persone coinvolte e più di 650 ore di lavoro. Il risultato si chiama Tamarit Emerald e difficilmente può essere considerato un semplice esercizio di personalizzazione. La special realizzata in Spagna è stata recentemente battuta all’asta a Parigi per 28.750 euro, dopo essere stata proposta senza prezzo di riserva.

A colpire è soprattutto quanto poco sia rimasto della moto donatrice. Motore e trasmissione costituiscono ancora la base meccanica, ma telaio, geometrie, sospensioni, impianto elettrico, carrozzeria e numerosi componenti sono stati ripensati con un obiettivo preciso: costruire una moto che potesse essere osservata quasi come un oggetto di design, senza però rinunciare alla possibilità di circolare su strada.

Emerald appartiene alla serie di moto che Tamarit definisce “jewel motorcycles”, cioè moto-gioiello. Prima di lei erano arrivate Jade e Circe. In questo caso tutto il progetto ruota intorno al verde smeraldo, utilizzato non come semplice colore della carrozzeria ma come elemento centrale dell’intera composizione.

Tamarit Emerald, da Triumph di serie a special quasi completamente nuova

Tamarit Motorcycles ha sede a Elche, in Spagna, e si è specializzata soprattutto nelle trasformazioni basate sulle Triumph bicilindriche moderne. Emerald porta questa filosofia a un livello particolarmente estremo.

La sagoma è lunga e bassa. Il forcellone è stato allungato e le proporzioni vengono enfatizzate da pneumatici di grande sezione e spalla alta. La parte posteriore, invece, è stata mantenuta il più possibile pulita.

Per ottenere questo risultato è stata adottata una sospensione cantilever, soluzione che permette di eliminare visivamente la tradizionale coppia di ammortizzatori posteriori e di abbassare la linea della sella e del parafango.

Anche il telaio è stato modificato. Il lavoro non si è limitato alla parte estetica: la struttura è stata successivamente sottoposta a test di laboratorio per verificarne la sicurezza. Un passaggio importante, perché la Emerald non nasce come moto esclusivamente da esposizione.

È una special destinata anche all’utilizzo stradale.

La trasformazione ha coinvolto persino elementi poco visibili. Alcuni passaggi del sistema di raffreddamento sono stati integrati nella struttura, sono state realizzate staffe specifiche e il parafango posteriore utilizza fibra di vetro insieme a supporti lavorati in alluminio e ottone.

Verde smeraldo, cromature e dettagli costruiti a mano

Il colore è inevitabilmente il protagonista. La carrozzeria utilizza un verde profondo che cambia aspetto a seconda della quantità e dell’angolazione della luce.

A contrasto ci sono numerose superfici cromate. Tamarit ha scelto però di non trasformare la moto in una distesa indistinta di metallo lucido. Le cromature vengono utilizzate per mettere in evidenza singoli elementi, mentre bulloneria con finitura in ottone e catena dorata introducono tonalità più calde.

Particolarmente curata è la zona tra serbatoio e sella.

Gli inserti laterali sono modellati in modo da aderire alle forme del serbatoio, mentre la seduta prosegue posteriormente quasi senza interrompere la linea della moto. Nella sua struttura sono integrati sottili elementi a LED che svolgono la funzione di luce di stop e indicatori di direzione.

Anche il manubrio è tutt’altro che convenzionale. Le sue curve avvolgono visivamente il faro sia sopra sia sotto, creando una sorta di struttura attorno al gruppo ottico anteriore.

Sono dettagli che fanno capire dove siano finite parte delle 650 ore necessarie per completare la moto. Emerald non utilizza un singolo componente spettacolare per attirare l’attenzione: punta piuttosto sulla coerenza tra moltissimi particolari.

Il bicilindrico Triumph resta a carburatori

La meccanica segue la stessa filosofia. Il cuore della Tamarit Emerald è un bicilindrico Triumph alimentato a carburatori, restaurato e modificato.

Sono presenti carburatori Keihin con filtri lasciati completamente a vista. Una scelta che contribuisce all’estetica della moto tanto quanto al suo carattere meccanico.

Il propulsore ha ricevuto anche interventi interni e pistoni maggiorati. Non viene però indicato un dato preciso relativo alla potenza finale, quindi il punto del progetto non sembra essere la ricerca di un valore da record.

Conta di più il modo in cui il motore si inserisce visivamente nel resto della moto.

Lo stesso vale per lo scarico. I corti collettori sono stati realizzati specificamente per Emerald e seguono da vicino il profilo del carter prima di terminare nella zona bassa. Non sembrano quindi componenti semplicemente aggiunti a fine progetto, ma parti concepite insieme alla moto.

Anche l’elettronica è stata semplificata per ridurre al minimo cavi ed elementi visibili. La batteria è alloggiata all’interno di un contenitore metallico costruito appositamente.

650 ore di lavoro e 11 persone per una sola moto

I numeri raccontano bene quanto sia lontano questo progetto da una normale personalizzazione: oltre 650 ore e undici persone coinvolte nella costruzione.

Il metodo di Tamarit consiste nel prendere una Triumph di produzione e intervenire progressivamente fino a modificare quasi ogni superficie e ogni componente visibile. Emerald rappresenta una delle interpretazioni più complete di questo approccio.

Il lavoro ha trovato anche una valutazione concreta sul mercato. La moto è stata presentata come Lotto 469 a un’asta organizzata al Grand Palais Historique di Parigi ed è stata aggiudicata per 28.750 euro.

Il dato può sembrare elevato se si pensa alla Triumph da cui deriva. Ma il confronto con il prezzo di una normale moto di serie dice poco: qui il costo è legato soprattutto alla quantità di lavorazioni artigianali, ai componenti realizzati appositamente e al carattere irripetibile del progetto.

La Tamarit Emerald è interessante proprio per questo. Non cerca di sembrare una moto completamente diversa attraverso qualche pannello nuovo e una verniciatura particolare. Telaio, sospensione, scarico, impianto elettrico e dettagli sono stati affrontati come parti dello stesso progetto.

Della moto originale rimane soprattutto il cuore meccanico. Tutto ciò che gli sta intorno è stato invece ricostruito per ottenere una special lunga, bassa e decisamente riconoscibile. E dopo 650 ore di lavoro, definirla semplicemente una Triumph modificata sarebbe probabilmente riduttivo.

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