Moto della Wehrmacht nel Danubio: svelato il mistero della DKW
Una DKW NZ 350-1 della Wehrmacht è riemersa dal Danubio a Budapest dopo oltre 80 anni: i contrassegni permettono di ricostruirne parte della storia.
Una DKW NZ 350-1 rimasta per oltre ottant’anni nel fango del Danubio sta aiutando gli storici a ricostruire un piccolo frammento dell’assedio di Budapest. La moto militare tedesca, recuperata all’inizio di agosto nei pressi di piazza Batthyány, nel cuore della capitale ungherese, è molto più di un vecchio mezzo arrugginito: i contrassegni ancora presenti hanno permesso di collegarla a uno dei reparti tedeschi coinvolti nei combattimenti degli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Il ritrovamento assume ancora più importanza perché nelle vicinanze della moto sono stati recuperati anche munizioni, mine anticarro e i resti di due soldati tedeschi, ancora accompagnati dalle piastrine identificative. Attenzione, però: il fatto che uomini e motocicletta siano stati trovati nello stesso punto non dimostra che i militari viaggiassero sulla DKW. Al momento, anzi, gli esperti considerano possibile che appartengano a contesti differenti.
DKW NZ 350-1, i contrassegni raccontano la sua storia
A ricostruire il possibile passato della motocicletta è stato lo storico militare ungherese Norbert Számvéber, direttore dell’Archivio di Storia Militare presso l’Istituto e Museo di Storia Militare ungherese.
L’analisi dei contrassegni ha permesso di collegare la DKW alla divisione corazzata Feldherrnhalle e, più precisamente, al suo battaglione del genio. Secondo la ricostruzione, la moto sarebbe entrata nell’inventario del reparto nel settembre del 1944, quando questo portava ancora il nome Pionier-Bataillon (mot.) Feldherrnhalle.
Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre il reparto venne rinominato Panzer-Pionier-Bataillon Feldherrnhalle. La motocicletta, però, continuò a mostrare i vecchi contrassegni. Non sarebbe stata un’anomalia: nel pieno della guerra non c’erano necessariamente tempo e risorse per aggiornare immediatamente le marcature di tutti i mezzi. Proprio questa particolarità ha contribuito a circoscrivere il periodo nel quale la DKW sarebbe entrata in servizio.
La NZ 350-1 era una motocicletta sviluppata per l’impiego militare e prodotta dal 1944. Montava un monocilindrico a due tempi da circa 11,5 CV ed era utilizzata soprattutto per compiti di collegamento, come il trasporto di ordini e comunicazioni.
Ne furono costruiti circa 12.000 esemplari tra il 1944 e il 1945. Le stime riportate dagli storici indicano che oggi potrebbero essere sopravvissute appena 30-50 unità di produzione tedesca, alcune solo parzialmente originali.
La moto e l’assedio di Budapest
Per capire come una DKW tedesca sia arrivata sul fondo del Danubio bisogna tornare agli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Budapest divenne teatro di uno degli scontri urbani più duri del fronte orientale. Dopo l’accerchiamento della città, le forze tedesche e ungheresi continuarono a combattere contro l’avanzata sovietica. L’assedio terminò nel febbraio del 1945, dopo settimane di combattimenti devastanti.
La zona del ritrovamento è particolarmente significativa. Dopo l’abbandono della testa di ponte di Pest il 18 gennaio 1945, sul lato di Buda operarono anche i resti della 22ª divisione volontaria di cavalleria delle SS.
Proprio qui entra in gioco uno degli aspetti più delicati del ritrovamento. Accanto alla moto sono stati trovati i resti di due militari tedeschi e le relative piastrine di riconoscimento. Le analisi preliminari indicano che uno potrebbe essere appartenuto alle Waffen-SS, mentre l’altro sarebbe stato un militare della Wehrmacht.
Questo non significa però che fossero conducente e passeggero della DKW. Le indagini devono ancora stabilire l’identità dei due uomini e il loro eventuale rapporto con la motocicletta.
Come è finita la DKW nel Danubio?
È la domanda più affascinante, ma anche quella alla quale non è ancora possibile rispondere con certezza.
L’esame della DKW NZ 350-1 ha mostrato che il cambio era rimasto in seconda marcia, o comunque bloccato in quella posizione. Sulla motocicletta sono inoltre presenti tracce compatibili con un incidente avvenuto circa 81 anni fa. Non è però possibile stabilire se l’impatto coincida con il momento in cui il mezzo finì nel fiume.
Una possibilità è che la DKW sia stata persa vicino alla riva durante una missione di collegamento. Ma esiste anche un’altra ipotesi: potrebbe essere finita nel Danubio dopo la conclusione dei combattimenti, durante le operazioni di sgombero delle macerie.
Quest’ultima eventualità cambierebbe parecchio il racconto. La moto non sarebbe necessariamente precipitata nel fiume durante un combattimento, come potrebbe suggerire a prima vista il ritrovamento insieme a munizioni e resti umani.
Lo stesso Számvéber ha escluso invece come poco plausibile l’ipotesi di una moto trasportata su un traghetto affondato durante l’assedio, considerando sia la situazione tattica dell’epoca sia le condizioni del Danubio, fortemente ghiacciato.
Una rarissima moto militare conservata dal fango
A rendere particolare la scoperta sono anche le condizioni della motocicletta. Il fango del Danubio ha contribuito a preservare molti elementi che normalmente sarebbero andati perduti dopo più di ottant’anni.
La DKW recuperata a Budapest è stata identificata come un esemplare prodotto nel 1944 a Zschopau ed è ora sottoposta a lavori di conservazione presso l’Istituto e Museo di Storia Militare ungherese.
Anche il destino dei due militari rimane aperto. Le piastrine conservate insieme ai resti rappresentano un elemento fondamentale per tentare l’identificazione, ma saranno necessari ulteriori riscontri documentali.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera vicenda. La DKW non è soltanto una rara moto militare della Seconda guerra mondiale recuperata in condizioni eccezionali. Contrassegni, posizione, componenti e reperti circostanti permettono agli storici di mettere insieme pezzi di una storia rimasta nascosta sotto il Danubio per oltre otto decenni.
Non sappiamo ancora con certezza chi abbia guidato quella moto per l’ultima volta né quando sia finita nel fiume. Ma sappiamo a quale reparto era collegata, quando sarebbe entrata in servizio e in quale drammatico scenario storico venne utilizzata. Dopo più di 80 anni, è già molto per una motocicletta che sembrava destinata a rimanere per sempre sul fondo del Danubio.