Honda CB400 Super Four E-Clutch: il quattro cilindri torna moderno

Honda riporta al centro della scena la CB400 Super Four con motore quattro cilindri, design da naked classica ed E-Clutch.

Honda CB400 Super Four E-Clutch: il quattro cilindri torna moderno
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 25 ago 2026

Ci sono moto che cercano di stupire con cavalli, aerodinamica ed elettronica sempre più sofisticata. La Honda CB400 Super Four E-Clutch prende una strada diversa. Riparte da una ricetta quasi elementare: una naked, un motore quattro cilindri in linea, un serbatoio ben visibile e una meccanica che non ha bisogno di essere nascosta dietro una carenatura.

Semplice solo in apparenza, però. La nuova CB400 porta infatti dentro una formula molto tradizionale alcune delle tecnologie che Honda sta progressivamente introducendo sulla propria gamma, a cominciare dalla E-Clutch, il sistema che gestisce elettronicamente la frizione lasciando al motociclista la possibilità di continuare a utilizzare normalmente il cambio.

È proprio questo contrasto a rendere interessante la moto. Esteticamente potrebbe sembrare la naturale evoluzione di una naked giapponese di qualche decennio fa. Tecnicamente, invece, appartiene pienamente al 2026.

Honda CB400 Super Four E-Clutch, il ritorno della naked classica

Il design non cerca scorciatoie. Sulla CB400 Super Four il motore rimane protagonista e i quattro collettori di scarico sono bene in vista, prima di convergere verso il terminale cromato sul lato destro.

È un’impostazione che richiama immediatamente la lunga tradizione delle Honda CB. Serbatoio pronunciato, coda relativamente semplice, posizione di guida naturale e proporzioni equilibrate costruiscono una moto che non ha bisogno di elementi estremi per farsi riconoscere.

Honda ha lavorato anche sul serbatoio scegliendo una costruzione in acciaio, anziché ricorrere semplicemente a una copertura plastica con funzione estetica. Un dettaglio apparentemente secondario, ma coerente con l’idea di mantenere quella sensazione meccanica tipica delle naked tradizionali.

Il risultato ricorda, per filosofia, anche la più grande CB1000F, ma in un formato decisamente più accessibile. Ed è proprio qui che si trova uno dei punti centrali del progetto: non tutti hanno bisogno di una maxi naked da oltre 1.000 cc per divertirsi.

Una media cilindrata può essere più facile da sfruttare, meno intimidatoria e soprattutto più adatta all’utilizzo quotidiano. Nel traffico, sulle strade extraurbane e nei percorsi guidati, avere una quantità di potenza realmente utilizzabile può contare più del valore massimo scritto sulla scheda tecnica.

E-Clutch: cosa cambia davvero sulla Honda CB400

La componente più moderna è naturalmente la Honda E-Clutch.

Non va confusa con un cambio automatico vero e proprio. Il cambio rimane manuale e il motociclista continua a scegliere le marce. Quello che cambia è la gestione della frizione, controllata elettronicamente dal sistema quando necessario.

In pratica, nelle condizioni previste dal funzionamento dell’E-Clutch non occorre utilizzare continuamente la leva della frizione per partire, fermarsi o cambiare rapporto. Il sistema interviene autonomamente, riducendo una delle operazioni più ripetitive soprattutto nel traffico cittadino.

Chi invece vuole mantenere un controllo più tradizionale non viene escluso dall’esperienza. La leva rimane e può essere utilizzata normalmente. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della soluzione Honda: l’elettronica non elimina necessariamente l’interazione del pilota con la moto, ma può alleggerire il lavoro quando serve.

Accanto alla E-Clutch trova spazio anche l’acceleratore elettronico, altro elemento che allontana la nuova CB400 dalle naked analogiche del passato.

Il risultato è quindi una moto dall’aspetto volutamente tradizionale, ma con una gestione decisamente contemporanea.

Il quattro cilindri resta il cuore della nuova CB400 Super Four

La scelta più caratterizzante rimane comunque il motore quattro cilindri in linea.

In un mercato dove molte cilindrate medie hanno adottato soluzioni bicilindriche per contenere peso, complessità e costi, Honda sceglie una configurazione che ha contribuito in maniera decisiva alla storia della famiglia CB.

Ed è una scelta importante non soltanto dal punto di vista tecnico.

Un quattro cilindri compatto cambia il carattere della moto. Cambiano l’erogazione, il modo in cui il motore prende giri e soprattutto le sensazioni trasmesse al motociclista. La nuova CB400 non sembra voler inseguire il concetto secondo cui più cilindrata e più potenza equivalgano automaticamente a maggiore divertimento.

L’obiettivo è piuttosto offrire prestazioni sufficienti da poter essere utilizzate con maggiore frequenza nella guida reale.

È una filosofia che ha senso soprattutto su una moto destinata ad accompagnare il proprietario ogni giorno. Una potenza enorme può affascinare sulla carta, ma nel traffico o sulle normali strade aperte è spesso impossibile utilizzarne una parte significativa.

Con una 400 quattro cilindri, invece, parte del divertimento può arrivare proprio dalla possibilità di sfruttare maggiormente il motore senza entrare immediatamente in territori difficili da gestire su strada.

Una Honda moderna che non vuole sembrare futuristica

La CB400 Super Four E-Clutch rappresenta quindi un curioso incontro tra due mondi.

Da una parte ci sono lo stile naked, il serbatoio in acciaio, i collettori in bella vista e quella semplicità formale che ha accompagnato generazioni di Honda. Dall’altra arrivano acceleratore elettronico, normative moderne e una frizione gestita elettronicamente.

Non è una moto nostalgica in senso stretto. Non prova a ricostruire fedelmente una CB del passato. Riprende invece alcuni elementi riconoscibili della tradizione Honda e li utilizza come base per una naked pensata per gli anni Venti.

Ed è probabilmente questa la sua caratteristica più riuscita: la tecnologia non è stata utilizzata per trasformarla in qualcosa di completamente diverso.

La moto rimane visivamente leggibile. Il motore si vede, il telaio non viene nascosto e lo scarico diventa parte integrante della linea. Niente sovrastrutture inutilmente elaborate per mascherare la meccanica.

Il problema? La Honda CB400 potrebbe restare lontana dall’Europa

C’è però un dettaglio che rischia di raffreddare l’entusiasmo dei motociclisti europei.

La Honda CB400 Super Four E-Clutch è destinata principalmente al Giappone e ad altri mercati asiatici. Questo significa che vederla regolarmente nelle concessionarie italiane non è qualcosa che si possa dare per scontato.

Ed è forse il vero peccato della storia, perché il segmento delle naked di media cilindrata è oggi particolarmente competitivo e una quattro cilindri compatta con E-Clutch rappresenterebbe una proposta molto diversa rispetto alla maggioranza delle rivali.

La formula, del resto, è tutt’altro che rivoluzionaria: motore accessibile, posizione di guida naturale e dimensioni gestibili. Honda ha semplicemente aggiornato questi ingredienti con la tecnologia necessaria per renderli attuali.

Ed è proprio questo il punto. In un periodo in cui molte moto cercano di diventare più grandi, potenti e sofisticate, la CB400 Super Four E-Clutch prova a ricordare che una buona naked non deve necessariamente impressionare con numeri esagerati.

Deve soprattutto essere piacevole da guidare. Se poi ci sono quattro cilindri in linea e quattro collettori lasciati orgogliosamente in vista, tanto meglio.

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