BMW prepara la nuova S 1000 RR: spunta un forcellone inedito

BMW brevetta un nuovo forcellone destinato alle future superbike RR: utilizza il rheocasting per ridurre gli spessori mantenendo rigidità e resistenza.

BMW prepara la nuova S 1000 RR: spunta un forcellone inedito
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 1 set 2026

La prossima generazione delle BMW S 1000 RR e M 1000 RR comincia a prendere forma. Un nuovo brevetto mostra infatti un forcellone profondamente diverso da quello delle attuali superbike tedesche e molto simile al componente visto sulla BMW Concept RR, il prototipo presentato nel 2025 come anticipazione della futura famiglia RR.

La novità più interessante non riguarda soltanto il design. BMW sta lavorando soprattutto sul metodo di produzione, utilizzando un particolare processo di fusione che permette di realizzare pareti con spessori inferiori a 3,5 mm, mantenendo i livelli di rigidità e resistenza richiesti da una moto di altissime prestazioni.

Il brevetto non conferma ancora su quale modello e in quale momento questa soluzione entrerà in produzione. Il collegamento con la futura generazione RR appare però concreto: BMW stessa aveva presentato la Concept RR come un’anticipazione tecnica e stilistica delle superbike che verranno.

Il nuovo forcellone BMW arriva dalla Concept RR

Per trovare questo componente non bisogna aspettare di vedere la prossima S 1000 RR. Basta tornare al Concorso d’Eleganza Villa d’Este del maggio 2025, quando BMW Motorrad mostrò per la prima volta la Concept RR.

Non era una semplice show bike.

Fin dalla presentazione, BMW spiegò che il prototipo rappresentava un’anteprima della futura generazione dei modelli RR. La moto portava all’estremo diversi concetti già sviluppati sulla M 1000 RR, dalla ricerca aerodinamica all’utilizzo di materiali leggeri come carbonio e alluminio.

Il nuovo brevetto aggiunge ora un altro tassello.

Il forcellone rappresentato nei documenti presenta infatti una forma molto simile a quella utilizzata sulla Concept RR e vista anche sui prototipi della nuova superbike BMW comparsi durante i test.

Rispetto alla soluzione delle attuali S 1000 RR e M 1000 RR, il disegno è molto più chiuso. Ma dietro quelle superfici apparentemente semplici c’è una struttura interna decisamente più complessa.

BMW punta infatti a utilizzare meno materiale dove non serve, rinforzando invece le aree sottoposte ai carichi maggiori.

Pareti sotto i 3,5 mm: come viene costruito

Il vero elemento interessante del brevetto è il processo produttivo. BMW utilizza una tecnica chiamata rheocasting, una lavorazione nella quale il metallo viene portato a uno stato semisolido prima di essere pressato all’interno dello stampo.

In termini semplici, invece di lavorare con il materiale completamente liquido come avviene in una fusione più tradizionale, il metallo assume una consistenza intermedia. Questo permette di controllare meglio il riempimento dello stampo e soprattutto di ottenere forme complesse con spessori molto ridotti.

Nel brevetto BMW si arriva a pareti inferiori a 3,5 millimetri, pur mantenendo la rigidità e la resistenza necessarie per l’utilizzo su una superbike.

Ed è proprio qui che si trova il vantaggio.

Ridurre semplicemente lo spessore di un componente strutturale non basta: bisogna assicurarsi che continui a sopportare accelerazioni, frenate, trasferimenti di carico e sollecitazioni generate dalla ruota posteriore. Su una moto con prestazioni di questo livello, ogni compromesso sbagliato avrebbe conseguenze dirette sulla precisione di guida.

Il rheocasting permetterebbe invece a BMW di lavorare contemporaneamente su peso, forma e caratteristiche strutturali.

Dentro è molto più complesso di quanto sembri

Il forcellone non viene realizzato come un unico pezzo. Il progetto prevede due elementi principali fusi separatamente, corrispondenti ai lati destro e sinistro. All’interno vengono ricavate nervature di rinforzo posizionate nei punti necessari a gestire le sollecitazioni.

Le due sezioni vengono successivamente unite tramite saldatura per creare la struttura principale.

Ulteriori pannelli vengono poi applicati internamente per chiudere le zone nelle quali si trovano le nervature. Il risultato finale è quindi un componente dall’aspetto esterno relativamente pulito, ma con una vera e propria architettura di rinforzi nascosta all’interno.

Tradotto: BMW può togliere materiale dove è superfluo e utilizzarlo in maniera più mirata dove serve davvero.

È una filosofia particolarmente importante quando si lavora su una superbike, perché il forcellone non deve essere semplicemente il più rigido possibile. Deve raggiungere caratteristiche precise di rigidità e flessione per permettere alla sospensione e allo pneumatico posteriore di lavorare correttamente.

E naturalmente c’è il peso.

Un componente più leggero nella zona posteriore può contribuire alla dinamica complessiva della moto, anche se al momento BMW non ha comunicato quanti chilogrammi o grammi permetterebbe effettivamente di risparmiare questa soluzione.

La nuova BMW RR potrebbe essere più vicina di quanto sembra

Il brevetto diventa ancora più interessante se inserito nel quadro generale.

BMW ha già mostrato gli aggiornamenti destinati alle S 1000 RR e M 1000 RR model year 2027, ma contemporaneamente sta sviluppando quella che appare come una generazione successiva delle proprie superbike.

Alcuni prototipi sono già stati avvistati e mostrano una forte parentela con la Concept RR. Anche altri brevetti emersi nel 2026 hanno evidenziato un design molto vicino a quello della concept presentata sul Lago di Como.

Questo non significa però che il nuovo forcellone debba necessariamente arrivare sui modelli 2027. BMW non ha ancora comunicato ufficialmente la data di debutto della nuova generazione, quindi eventuali indicazioni sul lancio restano per ora indiscrezioni.

La Concept RR offre comunque un’indicazione importante anche sul livello prestazionale verso il quale BMW sta lavorando.

Il prototipo utilizza un quattro cilindri in linea raffreddato a liquido derivato dall’esperienza nel Mondiale Superbike, con una potenza dichiarata di oltre 230 CV. Non è però detto che questa cifra venga trasferita senza modifiche su una futura S 1000 RR stradale.

La Concept RR rimane infatti un prototipo, non la scheda tecnica definitiva del prossimo modello di serie.

Non solo più potenza: BMW lavora sulla ciclistica

Il nuovo brevetto è interessante proprio perché mostra come la prossima superbike BMW non dovrebbe limitarsi a inseguire qualche cavallo aggiuntivo.

Su moto che hanno già raggiunto livelli prestazionali estremamente elevati, peso, aerodinamica e comportamento della ciclistica diventano altrettanto importanti.

Il forcellone sviluppato attraverso il rheocasting va esattamente in questa direzione: pareti più sottili, struttura interna rinforzata e una forma più chiusa rispetto al componente utilizzato oggi.

Non sappiamo ancora se lo vedremo sulla prossima BMW S 1000 RR, sulla futura M 1000 RR o su entrambe. Un brevetto, da solo, non garantisce che una tecnologia arrivi effettivamente in produzione.

In questo caso, però, c’è un elemento in più: un forcellone molto simile è già comparso sulla Concept RR, la moto che BMW ha dichiaratamente utilizzato per mostrare in anticipo la direzione della futura famiglia RR.

Il prossimo salto generazionale delle superbike di Monaco, quindi, sembra destinato ad andare ben oltre un semplice aggiornamento estetico. E questa volta una delle novità più interessanti potrebbe nascondersi proprio accanto alla ruota posteriore.

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