Bosch celebra 30 anni di ABS e apre la strada all’MSC per le motociclette
Bosch festeggia 30 anni dall'ABS per moto. L'MSC rivoluziona la sicurezza in curva; normative EU, India e Singapore spingono l'adozione globale. Innovazione e formazione sono chiave.
Nel panorama della mobilità su due ruote, la sicurezza non è mai stata così centrale come negli ultimi trent’anni. Un percorso che ha visto protagonisti innovazione, precisione e tecnologie intelligenti, elementi che hanno radicalmente cambiato il modo in cui percepiamo la guida e la protezione sulle motociclette. “Rendere la guida più sicura attraverso innovazione, precisione e tecnologia intelligente”: queste le parole di Geoff Liersch, responsabile Two‑Wheeler & Powersports di Bosch, che ben sintetizzano la missione perseguita dall’azienda tedesca in questo lungo arco temporale.
Tutto ha avuto inizio nel 1995, quando il sistema ABS fece il suo debutto sulla leggendaria Kawasaki GPZ1100. Da allora, la strada percorsa è stata ricca di tappe fondamentali e rivoluzioni silenziose, con l’obiettivo di rendere la sicurezza una costante, e non più una semplice opzione. Secondo i dati della Bosch Accident Research, queste innovazioni hanno contribuito a prevenire o ridurre la gravità di oltre il 30% degli incidenti con lesioni, segnando un punto di svolta per tutto il settore.
La genesi di questa rivoluzione affonda le radici ancora più indietro nel tempo: il sistema ABS per le due ruote nasce infatti come evoluzione diretta di quello sviluppato per le auto nel 1978. La sua prima missione? Contrastare il temuto bloccaggio della ruota in frenata d’emergenza, specialmente su fondi scivolosi. Ma la storia non si è fermata a questa prima vittoria: nel 2013, con l’arrivo del MSC (Motorcycle Stability Control), i sistemi di sicurezza sono entrati in una nuova era, diventando strumenti dinamici in grado di intervenire persino durante le pieghe più impegnative.
Le tappe più significative degli ultimi vent’anni riflettono una strategia a respiro globale. Nel 2007, Bosch inaugura in Giappone un centro interamente dedicato alla sicurezza delle due ruote, destinato a trasformarsi in un vero hub internazionale di specialisti. Nel 2009 arriva il lancio dell’ABS 9, seguito nel 2016 dall’ABS 10, pensato appositamente per le moto leggere dei mercati emergenti. Nel 2018, la tecnologia raggiunge un nuovo apice con una versione potenziata destinata alle motociclette ad alte prestazioni.
Cuore pulsante del MSC è la sua capacità di analizzare i dati in tempo reale: grazie a un’unità di misura inerziale (IMU) e ai sensori di velocità ruota, il sistema monitora fino a 100 volte al secondo angolo di piega, beccheggio e rollio. Questa intelligenza permette di modulare frenata e accelerazione anche in curva, integrando funzioni avanzate come il controllo del sollevamento della ruota posteriore, il vehicle hold per le partenze in salita e il controllo dello slittamento posteriore per l’uso in pista. Un ventaglio di soluzioni che ridefinisce il concetto stesso di sistemi di sicurezza sulle due ruote.
Un’attenzione particolare è stata rivolta ai mercati emergenti, dove la diffusione delle tecnologie avanzate è storicamente più lenta. Qui, Bosch ha puntato su versioni accessibili del MSC per motocicli di piccola cilindrata, con un focus su India, Cina e paesi ASEAN. L’obiettivo è portare la protezione dove il bisogno è più urgente, ampliando la platea di utenti che possono beneficiare di queste innovazioni.
A spingere ulteriormente l’adozione di queste tecnologie è il contesto della regolamentazione. Dal 2016, l’Unione Europea ha reso obbligatorio l’ABS per tutte le moto sopra i 125 cc, seguita dall’India nel 2018. Singapore, dal canto suo, ha annunciato che dal 1° aprile 2027 tutte le motociclette, indipendentemente dalla cilindrata, dovranno essere dotate di ABS. Queste normative riflettono una crescente sensibilità verso la sicurezza stradale e rappresentano un importante stimolo per l’industria.
Nonostante i progressi, la sfida resta aperta. Alcuni motociclisti esperti e gruppi di appassionati sottolineano la necessità di trovare il giusto equilibrio tra intervento elettronico e sensazione di guida, invitando a una formazione continua e approfondita. Gli esperti di sicurezza concordano: conoscere i limiti del proprio veicolo, comprendere a fondo il funzionamento di ABS e MSC e allenarsi in situazioni di emergenza sono elementi imprescindibili. Campagne educative e una solida cultura della sicurezza stradale diventano quindi il naturale complemento all’evoluzione tecnologica.