Il mondo dell'off-road piange Arthur Lampkin, mito di un'epoca d'oro
Addio ad Arthur Lampkin (1938-2026), pilota britannico che segnò motocross e trial: titoli nazionali, vittorie internazionali e una dinastia che ha influenzato il fuoristrada.
Il mondo del motociclismo fuoristrada piange la scomparsa di uno dei suoi più grandi protagonisti: Arthur Lampkin. Figura leggendaria e pilastro della tradizione britannica, Lampkin ha lasciato un segno indelebile nelle discipline off-road grazie a una carriera costellata di successi e a un’eredità che ancora oggi influenza le nuove generazioni di piloti. Il 21 febbraio 2026, a seguito di una lunga malattia, si è spento uno degli ultimi grandi interpreti dell’epoca d’oro delle due ruote inglesi, ma il suo nome continuerà a vivere nei racconti degli appassionati e nelle imprese di chi ne ha seguito le orme.
Nato il 30 maggio 1938 nel Kent e cresciuto tra le colline dello Yorkshire, Arthur Lampkin ha incarnato lo spirito combattivo e la versatilità che hanno reso celebre il motorsport britannico. La sua carriera, iniziata tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, si è distinta per la capacità di eccellere sia nel motocross che nel trial e nell’enduro, tre discipline che richiedono abilità tecniche e mentali differenti. Lampkin ha saputo imporsi in ognuna di esse, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di piloti e appassionati.
Gli anni Sessanta rappresentano il periodo d’oro della sua carriera. Tra il 1959 e il 1962, Lampkin si è affermato come uno dei migliori piloti del Regno Unito, conquistando tre titoli britannici nelle classi 500cc e 250cc e collezionando sette vittorie in Gran Premi internazionali. Il suo talento poliedrico gli ha permesso di salire sul podio al primo Campionato Mondiale di motocross della storia, centrando un prestigioso terzo posto che ha contribuito a consolidare la supremazia inglese nella disciplina in quegli anni.
Ma ciò che rende unica la figura di Arthur Lampkin è la sua straordinaria versatilità. Non tutti sanno, infatti, che fu uno dei pochi campioni capaci di imporsi anche nelle competizioni di trial. Il suo palmarès vanta tre vittorie allo storico Scott Trial (1960, 1961, 1965), una delle prove più dure e selettive del panorama internazionale, oltre al trionfo nel prestigioso Scottish Six Days Trial nel 1963. In queste gare, Lampkin ha saputo mettere in mostra una tecnica sopraffina e una sensibilità nel controllo della moto che ancora oggi sono considerate un modello da imitare.
Il 1966 segna un’altra tappa fondamentale nella sua carriera, quando rappresentò la Gran Bretagna all’International Six Days Trial in Svezia, conquistando una preziosa medaglia d’oro. Questo risultato conferma la sua capacità di adattarsi a contesti estremamente diversi, dimostrando come il talento di Lampkin andasse ben oltre i confini delle singole specialità. La sua attitudine a leggere il terreno, a trovare la traiettoria perfetta anche nelle condizioni più difficili e a mantenere il sangue freddo nelle situazioni estreme, lo hanno reso un avversario temuto e rispettato su ogni tracciato.
La famiglia Lampkin rappresenta una vera e propria dinastia nel mondo delle due ruote. Arthur fu il capostipite di una stirpe di campioni: i fratelli Alan e Martin seguirono le sue orme, con quest’ultimo che nel 1975 divenne il primo campione del mondo di trial. La leggenda si è poi perpetuata con Dougie Lampkin, figlio di Martin, che tra gli anni Novanta e Duemila ha dominato la scena mondiale, conquistando ben dodici titoli iridati e confermando il DNA vincente della famiglia.
Dopo il ritiro dalle competizioni, Arthur Lampkin non ha mai abbandonato il mondo delle moto. Ha continuato a collaborare nell’azienda di ingegneria di famiglia, contribuendo allo sviluppo e all’innovazione tecnica delle moto da fuoristrada. La sua esperienza e il suo intuito sono stati fondamentali per l’evoluzione di soluzioni che hanno migliorato le prestazioni e la sicurezza dei mezzi, mantenendo sempre uno sguardo rivolto al futuro e alle esigenze dei piloti.
Alla notizia della sua scomparsa, la comunità motociclistica internazionale e la Federazione Internazionale hanno espresso profondo cordoglio, sottolineando come Arthur Lampkin sia stato non solo un grande campione, ma anche un uomo capace di incarnare i valori di determinazione, lealtà e passione che rappresentano l’essenza del motociclismo britannico. Il suo ricordo continuerà a vivere nelle officine, nei paddock e sui circuiti di tutto il mondo, dove ancora oggi tanti giovani piloti si ispirano ai pionieri che hanno scritto la storia del fuoristrada.