Bandit9 Supermarine: dall’Oriente con furore

Il noto marchio vietnamita tenta il salto da customizzatore a costruttore con una moto dall’aspetto futuristico, spinta però da un moderno motore Triumph.

Nel corso dei suoi primi 10 anni di vita, la vietnamita Bandit9 Motorcycles si è guadagnata una certa fama a livello internazionale come customizer di alto profilo, capace di sfornare special abbaglianti e piuttosto costose (quasi da collezionisti), ma con la sua ultima creazione, “The Supermarine”, il suo obiettivo diventa quello di aprire un nuovo capitolo della sua storia, affermandosi come piccolo costruttore di moto estremamente esclusive.

Per realizzare “The Supermarine”, il team tecnico interno di Bandit9 – composto anche da chimici e ingegneri aerospaziali e robotici – ha messo a frutto l’esperienza maturata in questi anni per realizzare una motocicletta da subito fuori dagli schemi, con 400 componenti realizzati internamente compreso l’inedito telaio, disponibile in alluminio 7075 (Ergal) oppure in fibra di carbonio e amabilmente accoppiato all’originale forcellone, a sua volta in alluminio 7075.

La carenatura è altrettanto impressionante e già rappresenta di per sé un importante salto di qualità per Bandit9, che fino ad ora le aveva realizzate tutte a mano ma che per questa Supermarine si è affidata alla progettazione in 3D e a macchinari in grado di concretizzare con precisione i pezzi (e con tolleranze nell’ordine dei micron). Sarà resa disponibile in plastica ABS per la variante “Stealth” oppure, di nuovo, in fibra di carbonio per la variante “Carbon”.

Anche in termini di ciclistica saranno disponibili due livelli di scelta: per le sospensioni sarà possibile le scegliere la fornitura “standard” della britannica Nitron oppure quella “upgraded” della svedese Ohlins, mentre per i freni l’alternativa è tra pinze Brembo a 4 pistoncini e le Beringer Aerotec a 6 pistoncini. I bei cerchi in alluminio pressofuso, da 18″ davanti e 17″ dietro, sono invece un’opzione fissa.

La Bandit9 Supermarine sarà spinta da un compatto ed elegante bicilindrico parallelo Triumph omologato Euro5, che potrà essere quello da 900 cc (lo stesso “high torque” della Street Scrambler, tanto per intenderci) o quello da 1.200 cc (quello della Speed Twin), sempre a seconda dello spessore del portafoglio del cliente.

Secondo quanto anticipato dal costruttore, con la prima opzione si avranno a disposizione 74 CV a 7.500 giri/min e 80 Nm di coppia a 3.800 giri/min (abbastanza per raggiungere la velocità massima dichiarata di 193 km/h), con la seconda ci si potrà divertire con 103 CV a 7.250 giri/min e 113 Nm a 4.250 giri/min (arrivando a toccare i 210 km/h). Il dilemma della doppia scelta si ripropone inoltre per il sistema di scarico, un filante 2-in-2 che può essere in acciaio inox o in titanio, e pure per il cambio, che si può scegliere a 5 o a 6 rapporti.

Con così tante variabili in gioco per il suo assemblaggio, non c’è da stupirsi che il peso della moto possa variare in modo significativo, dai 216 fino ai 190 kg. Stesso discorso per il prezzo, che non è stato rivelato ufficialmente – anche perché il modello è ancora in fase di finalizzazione – ma che difficilmente potrà essere allettante per le tasche dei comuni mortali.

La Bandit9 Supermarine sarà disponibile a partire da Dicembre 2021, ma sarà comunque costruita solo su ordinazione, secondo le specifiche richieste di ogni singolo cliente, lasciando così molto spazio per qualunque altro genere di personalizzazione. Se volete seguire attentamente l’evoluzione del progetto, non vi resta che tenere d’occhio il sito web ufficiale dell’ambizioso brand asiatico.

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