KTM MotoGP 2027: test a Sepang per il nuovo motore 850cc

KTM avanza verso il 2027 con il motore 850cc a combustibili non fossili, test del prototipo a Sepang e l'acquisizione di Tech3.

KTM MotoGP 2027: test a Sepang per il nuovo motore 850cc
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 3 feb 2026

La rivoluzione della KTM per la MotoGP 2027 è ufficialmente iniziata, e i primi segnali concreti sono arrivati direttamente dal test di Sepang. Un cambiamento radicale, non solo dal punto di vista tecnico ma anche strutturale, che segna l’inizio di una nuova era per la casa austriaca. L’obiettivo è chiaro: guidare la transizione verso un campionato più sostenibile, pur affrontando sfide inedite e interrogativi ancora aperti.

Sul tracciato malese, il nuovo prototipo 2027 ha debuttato sotto gli occhi attenti di ingegneri e osservatori, portando con sé dati che non lasciano spazio a interpretazioni: sette secondi di ritardo rispetto ai tempi dei piloti ufficiali e una velocità di punta inferiore di 20 km/h rispetto alla precedente RC16. Questi numeri, per quanto possano sembrare allarmanti, rappresentano il punto di partenza di un progetto ambizioso, in cui ogni dettaglio è stato ripensato per rispondere alle nuove direttive regolamentari.

Il cuore pulsante di questa rivoluzione è il nuovo motore 850cc, una scelta che segna una netta discontinuità rispetto al passato. Progettato e acceso per la prima volta a Mattighofen nell’ottobre 2025, il propulsore è stato sviluppato esclusivamente per funzionare con combustibili non fossili. Questa decisione, in linea con le strategie promosse da Dorna e FIM, proietta la MotoGP verso una dimensione più attenta all’ambiente, senza però rinunciare alla ricerca della performance. Tuttavia, la riduzione della cilindrata e la semplificazione aerodinamica imposte dal nuovo regolamento hanno comportato inevitabili compromessi, evidenziati dai cronometri ma destinati a essere progressivamente limati nei test successivi.

Al centro di questa fase di sviluppo c’è il collaudatore finlandese Mika Kallio, che ha avuto il compito di portare in pista il prototipo conforme alle specifiche future. Il suo lavoro, fondamentale per raccogliere dati e impressioni, ha già permesso agli ingegneri austriaci di tracciare una prima mappa delle aree su cui intervenire per ridurre il gap prestazionale. La sfida, ora, sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra innovazione, affidabilità e spettacolarità, senza tradire l’essenza della competizione.

Sul fronte organizzativo, il rinnovamento coinvolge anche la struttura del team satellite Tech3. L’acquisizione da parte di una cordata guidata dall’ex team principal di Formula 1 Guenther Steiner, sostenuta da Bolt Ventures e Main Street Advisors, ha messo fine a un periodo di incertezza e rilanciato le ambizioni della squadra. Per KTM, questo significa poter contare su una base solida in cui sperimentare nuove soluzioni tecniche e coltivare giovani talenti, in una fase di transizione che si preannuncia cruciale per il futuro del marchio nel mondiale.

Non mancano, tuttavia, le voci critiche. Analisti e addetti ai lavori si interrogano sulla reale capacità del progetto di recuperare il gap prestazionale in tempi brevi e sulle possibili ripercussioni commerciali di una MotoGP percepita come meno veloce e spettacolare. Il rischio, secondo alcuni, è che la ricerca della sostenibilità possa penalizzare l’appeal del campionato, rendendo più difficile attrarre nuovi appassionati e sponsor. Questi dubbi, legittimi e comprensibili, troveranno risposta solo con il passare dei mesi e con il confronto diretto tra i vari costruttori.

Resta il fatto che KTM ha scelto di non restare a guardare. Sia sul piano tecnico che su quello strutturale, la casa austriaca sta muovendo i suoi pezzi con determinazione, consapevole che la sfida della MotoGP 2027 non si giocherà solo sul cronometro, ma anche sulla capacità di interpretare e guidare il cambiamento. L’innovazione, oggi più che mai, passa da qui: dal coraggio di osare, dalla volontà di investire e dalla capacità di reinventarsi, senza perdere di vista le radici di uno sport che continua a far sognare milioni di appassionati in tutto il mondo.

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