Calendario MotoGP 2026: 5 continenti e una sfida fisica senza precedenti

Il calendario MotoGP 2026 presenta 22 Gran Premi, il ritorno del Brasile e le tappe italiane a Mugello (31 maggio) e Misano (13 settembre).

Calendario MotoGP 2026: 5 continenti e una sfida fisica senza precedenti
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 29 gen 2026

La stagione MotoGP 2026 si preannuncia come una delle più entusiasmanti e impegnative degli ultimi anni, grazie a un calendario MotoGP completamente rinnovato che abbraccia cinque continenti e introduce novità capaci di ridefinire gli equilibri del motociclismo mondiale. Ventidue appuntamenti ufficiali, un totale di 44 partenze tra gare regolari e Sprint, e una gestione della stagione che impone ai piloti un approccio quasi manageriale: questi sono solo alcuni degli elementi che renderanno il prossimo campionato una sfida senza precedenti.

L’aspetto più clamoroso è certamente il ritorno del Gran Premio Brasile, assente dal palcoscenico mondiale da ben ventuno anni. Il 22 marzo, infatti, il circuito di Goiânia ospiterà nuovamente la carovana della MotoGP, segnando il ritorno del Sudamerica tra le mete del Motomondiale. Questa scelta non solo amplia gli orizzonti commerciali della Dorna, promotrice del campionato, ma rappresenta anche un riconoscimento agli sforzi organizzativi locali. Tuttavia, la contemporanea esclusione dell’Argentina dal calendario futuro lascia spazio a interrogativi sulla reale solidità degli investimenti nella regione sudamericana.

Il nuovo calendario MotoGP 2026 riflette chiaramente le ambizioni di espansione globale del campionato, con l’obiettivo di conquistare nuovi mercati e fidelizzare un pubblico sempre più internazionale. Il via ufficiale sarà dato il 1° marzo in Thailandia, mentre la chiusura della stagione è prevista a novembre nella consueta cornice di Valencia. Nel mezzo, un susseguirsi di trasferte che costringeranno team e piloti a una pianificazione logistica senza precedenti, con tempistiche serrate e viaggi intercontinentali sempre più frequenti.

Le modifiche introdotte riguardano anche la distribuzione delle tappe europee. L’appuntamento austriaco, ad esempio, viene anticipato all’autunno e fissato per il 20 settembre, mentre Ungheria e Repubblica Ceca saranno protagoniste del mese di giugno. Questo riassetto temporale inciderà notevolmente sulla preparazione atletica e tecnica delle squadre, costrette a rivedere i propri cicli di allenamento e adattarsi a condizioni climatiche e ambientali variabili.

Per il pubblico italiano, il 2026 conferma due momenti di assoluta eccellenza: il round del Mugello, in programma il 31 maggio, e quello di Misano, fissato per il 13 settembre. Questi appuntamenti, veri e propri simboli del motociclismo nazionale, rappresentano tappe irrinunciabili sia per gli appassionati che per gli addetti ai lavori. La copertura televisiva rimane solida, con Sky Sport MotoGP che garantirà la trasmissione integrale degli eventi, affiancata dalla possibilità di seguire le gare in chiaro su TV8 e in streaming su NOW e tramite l’app ufficiale del campionato.

L’incremento del numero di gare, con ben 44 partenze totali tra regular race e Sprint, alza ulteriormente l’asticella della resistenza fisica richiesta ai piloti. Diversi direttori sportivi hanno già espresso preoccupazione per il rischio di sovraccarico, sottolineando la necessità di un’attenta gestione delle energie durante la stagione. Gli organizzatori, consapevoli dell’enorme interesse generato da alcune sedi storiche, raccomandano vivamente l’acquisto anticipato dei biglietti per non perdere l’occasione di assistere dal vivo a uno spettacolo unico.

Non meno importanti saranno i test invernali previsti a Sepang e Jerez, appuntamenti fondamentali per valutare lo stato di forma dei team e dei piloti in vista dell’inizio del campionato. Questi test offriranno i primi indizi su come le squadre intendano bilanciare le esigenze commerciali, la sostenibilità dello sforzo sportivo e la sicurezza dei corridori, in un contesto sempre più competitivo e globalizzato.

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