Picasso OMT450c: la nuova moto da Flat Track in fibra di carbonio

La Picasso OMT450c combina un chassis modulare in fibra di carbonio con rigidità regolabile e il motore Honda CRF450: innovazione e adattabilità per il Flat Track.

Picasso OMT450c: la nuova moto da Flat Track in fibra di carbonio
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 2 feb 2026

Nel panorama delle competizioni motociclistiche internazionali, un’innovazione radicale si prepara a riscrivere le regole del gioco: una nuova moto, nata dall’incontro tra ingegneria d’avanguardia e spirito pionieristico, promette di rivoluzionare il mondo del Flat Track. La Picasso OMT450c, presentata da una giovane e ambiziosa startup svizzera, si distingue per una combinazione unica di materiali ad alte prestazioni, architettura modulare e soluzioni tecniche che puntano a offrire un vantaggio competitivo tangibile a team e piloti di ogni livello.

Dietro questa rivoluzione si cela Stefano Picasso, fondatore di Picasso Engineering, che ha scelto un palcoscenico suggestivo e inusuale per il debutto della sua creatura: il ghiaccio di St. Moritz, durante il prestigioso Concours of Elegance. In questo ambiente estremo, dove il controllo della moto è messo costantemente alla prova dalle superfici a bassissimo attrito, il team ha potuto sperimentare in condizioni limite le potenzialità del nuovo chassis modulare in fibra di carbonio.

Il cuore tecnologico della Picasso OMT450c è rappresentato proprio da questo telaio modulare, un elemento che cambia le regole della progettazione tradizionale. Realizzato interamente in fibra di carbonio, il telaio offre una rigidità progressiva regolabile e una struttura pensata per adattarsi alle esigenze di ogni tracciato. Grazie a innovativi connettori meccanici di precisione, le diverse travi che compongono il telaio possono essere rimosse e sostituite in modo rapido, senza dover smontare l’intera motocicletta. Questo si traduce in una flessibilità di set-up senza precedenti, permettendo ai team di intervenire in modo mirato per ottimizzare la risposta dinamica della moto su ogni circuito.

Un aspetto particolarmente interessante di questa architettura modulare è la possibilità di utilizzare elementi asimmetrici, dotati di rigidità torsionale differenziata. Tale soluzione apre a scenari tattici sofisticati, soprattutto su tracciati caratterizzati da curve in direzioni opposte, dove la capacità di adattare il comportamento della moto a situazioni dinamiche contrastanti può fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. L’approccio adottato da Stefano Picasso è fortemente pragmatico: ridurre i tempi di manutenzione, abbassare i costi di gestione e consentire tarature estremamente precise sono obiettivi concreti che mirano a democratizzare la tecnologia e a renderla accessibile anche ai team meno strutturati.

Sul fronte propulsivo, la scelta è ricaduta su un motore che non ha bisogno di presentazioni: il monocilindrico della Honda CRF450. Questo propulsore, ampiamente collaudato nel fuoristrada, è stato adattato dagli ingegneri di Picasso Engineering per rispondere alle specifiche esigenze del Flat Track, dove la gestione della trazione e la risposta ai regimi medi sono fattori determinanti. L’obiettivo è mantenere l’affidabilità originaria della Honda CRF450, perfezionando però la mappatura elettronica e alcuni componenti per affrontare le sollecitazioni tipiche delle competizioni su terra e ghiaccio.

L’introduzione della Picasso OMT450c ha già acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori. Da un lato, numerosi piloti e tecnici apprezzano la versatilità offerta dal chassis modulare e le nuove possibilità di set-up; dall’altro, non mancano le perplessità riguardo la complessità gestionale della fibra di carbonio e la necessità di adottare protocolli di manutenzione e riparazione molto rigorosi. In questo contesto, la vera sfida sarà rappresentata dalla capacità dei team di integrare efficacemente queste soluzioni innovative nel lavoro quotidiano, senza compromettere l’affidabilità e la sicurezza.

Dal punto di vista economico, le implicazioni sono altrettanto rilevanti. Se la Picasso OMT450c dimostrerà di poter mantenere le promesse in termini di durabilità e adattabilità, potrebbe diventare un alleato prezioso per i team più piccoli, consentendo loro di ridurre sensibilmente i costi operativi e di competere ad armi pari con le squadre più strutturate. Tuttavia, resta da verificare se il rapporto tra prestazioni e costi di produzione dei componenti in composito risulterà sostenibile anche nel lungo periodo, considerando le specificità e le esigenze di manutenzione della fibra di carbonio.

I prossimi mesi saranno cruciali: sono infatti previste sessioni di test su tracciati tradizionali, con diversi piloti chiamati a valutare sul campo le potenzialità della nuova moto. L’attenzione sarà tutta rivolta a un interrogativo centrale: un’architettura modulare dotata di rigidità progressiva può davvero offrire vantaggi concreti in termini di controllo, adattabilità e velocità in curva rispetto alle soluzioni convenzionali? La risposta a questa domanda potrebbe segnare una svolta epocale per il Flat Track e per il futuro delle moto da competizione.

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