Bagnaia, incubo Silverstone: “Non voglio un altro weekend così”
Pecco Bagnaia cade al nono giro a Silverstone dopo essere partito 16°. Il pilota Ducati denuncia problemi di grip presenti dall’inizio del 2026.
Silverstone si trasforma in uno dei weekend più difficili della stagione di Pecco Bagnaia con la Ducati. Partenza dalla 16ª posizione, problemi di ritmo per tutto il fine settimana e infine una caduta al nono giro che mette fine al GP di Gran Bretagna. Ma a preoccupare il pilota italiano non è soltanto lo zero in classifica. Il vero problema è una mancanza di grip che, secondo Bagnaia, lo accompagna fin dalla prima gara del 2026 e che il team non è ancora riuscito a risolvere.
A Silverstone sono state provate modifiche alla messa a punto e all’elettronica della Ducati GP26, senza ottenere il salto in avanti cercato. Una situazione ancora più difficile da interpretare perché altri piloti Ducati riescono invece a trovare maggiore aderenza. Da qui il messaggio di Bagnaia: un altro fine settimana come quello britannico non deve ripetersi.
Bagnaia cade al nono giro: un incidente difficile da spiegare
Il GP era iniziato in salita ancora prima dello spegnimento dei semafori. Bagnaia partiva infatti dalla 16ª casella della griglia, il suo peggior piazzamento in qualifica della stagione. Già nella Sprint del sabato l’italiano aveva faticato, con un degrado degli pneumatici che gli aveva impedito di mantenere un ritmo competitivo.
La gara lunga non ha portato la reazione sperata.
Bagnaia ha recuperato qualche posizione anche grazie ai ritiri davanti a lui, ma non aveva il passo necessario per risalire stabilmente verso la top 10. Poi, al nono giro, è arrivato l’episodio che ha definitivamente chiuso il weekend.
Il pilota Ducati ha perso l’anteriore in uscita da una curva ed è finito a terra. Una dinamica che lo stesso Bagnaia ha definito particolarmente strana.
“Non avevo mai perso l’anteriore uscendo da una curva”, ha spiegato dopo il GP.
Nemmeno l’analisi dei dati avrebbe fornito una risposta evidente. Secondo Bagnaia, la perdita di aderenza all’anteriore si è verificata nell’arco di pochi millisecondi, senza un elemento chiaro capace di spiegare l’accaduto.
La caduta ha reso ancora più pesante un fine settimana che era già iniziato male. Prima dell’incidente, Bagnaia vedeva una piccola possibilità di entrare nei primi dieci soprattutto grazie ai ritiri verificatisi davanti, ma il ritmo rimaneva lontano da quello necessario per una vera rimonta.
Bagnaia: “Abbiamo cambiato tutto, il problema non è lì”
Il punto più delicato riguarda però le cause delle difficoltà.
Durante il weekend di MotoGP a Silverstone, Bagnaia e Ducati non sono rimasti fermi. Il team ha cercato di intervenire sulla GP26 modificando diversi parametri per trovare maggiore aderenza e restituire fiducia al pilota.
Sono stati effettuati interventi sul setup e sull’elettronica, ma senza ottenere la risposta desiderata.
“Ho cambiato tutto. La messa a punto, l’elettronica. Ma il problema non è lì”, ha spiegato Bagnaia.
Ed è proprio questo a rendere la situazione più complessa. Se una modifica evidente al setup non cambia il comportamento della moto, individuare la causa diventa molto più difficile. Soprattutto perché, secondo il pilota italiano, non si tratta di un problema nato a Silverstone.
Bagnaia sostiene di convivere con una mancanza di grip fin dalla prima gara della stagione 2026. Il GP di Gran Bretagna avrebbe quindi semplicemente portato all’estremo una difficoltà già presente. “Dalla prima gara della stagione non ho grip, assolutamente nulla”, è stata la sua valutazione.
Parole pesanti, soprattutto perché arrivano dopo diversi mesi di campionato. Bagnaia non sta descrivendo un singolo fine settimana sbagliato, ma una caratteristica che gli impedirebbe di trovare con continuità la fiducia necessaria sulla moto. E a Silverstone il problema è diventato particolarmente evidente.
Il confronto con le altre Ducati aumenta i dubbi
C’è un elemento che rende il quadro ancora più difficile da interpretare: le prestazioni degli altri piloti Ducati. Bagnaia ha sottolineato come altri rappresentanti della Casa italiana riescano a trovare molto più grip. Questo rende complicato attribuire la situazione a una caratteristica generale della Desmosedici. I risultati del GP di Gran Bretagna mostrano chiaramente le differenze.
Álex Márquez è stato il migliore tra i piloti Ducati, chiudendo in quarta posizione alle spalle delle tre Aprilia di Raúl Fernández, Jorge Martín e Marco Bezzecchi.
Marc Márquez ha vissuto a sua volta un weekend complicato, ma è comunque riuscito a terminare settimo. Bagnaia, invece, non è arrivato alla bandiera a scacchi.
Per il pilota ufficiale Ducati la domanda diventa quindi inevitabile: perché una base tecnica simile produce sensazioni così differenti in termini di aderenza?
Al momento non c’è una risposta definitiva. Ed è proprio l’assenza di una spiegazione chiara a preoccupare maggiormente Bagnaia. Cambiare continuamente la configurazione della moto può servire fino a un certo punto se non viene identificata l’origine della difficoltà.
Bagnaia chiede una svolta alla Ducati
Dopo Silverstone, il messaggio rivolto alla squadra è molto netto. “Dobbiamo uscire da questa situazione, perché non voglio avere di nuovo un weekend come questo”, ha dichiarato Bagnaia.
Non si tratta soltanto della caduta. Il vero campanello d’allarme è aver trascorso l’intero Gran Premio lontano dalle posizioni che normalmente competono a un pilota ufficiale Ducati.
Lo stesso Bagnaia ha ammesso di aver faticato per tutto il weekend anche solo ad avvicinarsi alla top 10. Partire 16° ha complicato ulteriormente la situazione, ma il problema principale rimane la mancanza di velocità e soprattutto di fiducia.
Silverstone lascia quindi Ducati e Bagnaia davanti a un problema ancora irrisolto. Setup ed elettronica sono stati modificati senza trovare una soluzione, mentre il confronto con le altre Desmosedici rende ancora più difficile individuare una causa comune.
Il prossimo passo sarà capire perché Bagnaia percepisca così poco grip rispetto agli altri piloti della Casa e quale area della GP26 debba essere modificata per restituirgli le sensazioni necessarie.
Dopo un fine settimana iniziato dalla 16ª posizione e terminato nella ghiaia al nono giro, una cosa è già chiara: per Bagnaia, Silverstone non può diventare la normalità. Il problema non è più soltanto recuperare qualche decimo sul giro, ma trovare una spiegazione a una difficoltà che il pilota sostiene di trascinarsi dall’inizio della stagione.