Marc Márquez non ci sta dopo Motegi: “Lottiamo per il Mondiale”
Marc Márquez vince Sprint e GP del Giappone, sale a -2 da Jorge Martín e spiega perché ha evitato una gara promozionale sui kart.
Marc Márquez lascia il GP del Giappone 2026 con due vittorie, 37 punti e una certezza: in questo momento ogni dettaglio deve essere finalizzato alla lotta per il Mondiale MotoGP. Il pilota Ducati ha conquistato sia la Sprint sia la gara lunga di Motegi, riducendo ad appena due punti il distacco da Jorge Martín quando restano sei Gran Premi.
Ma a far discutere, oltre ai risultati in pista, sono state alcune dichiarazioni rilasciate dopo la gara. Márquez ha spiegato senza troppi giri di parole perché durante il weekend abbia preferito non partecipare a un’attività promozionale con i kart. Il senso della sua posizione è chiaro: comprende le esigenze dello spettacolo, ma in questa fase della stagione la priorità assoluta è il campionato.
Una concentrazione che si è vista anche durante il GP. Una volta superato Martín, Márquez ha infatti gestito ritmo e rischi, accelerando solamente quando il rivale tornava ad avvicinarsi.
Márquez a -2 da Martín: “Quedan seis carreras”
Motegi ha rappresentato uno dei fine settimana più redditizi della stagione per Marc Márquez. Il numero 93 si è trovato a proprio agio già nella Sprint e ha confermato le stesse sensazioni nella gara di domenica, nonostante i dubbi iniziali sulla gomma posteriore dura.
Dopo il GP, il pilota Ducati ha spiegato che l’obiettivo rimane quello di attaccare quando le condizioni lo consentono, pur sapendo che non tutti i circuiti permetteranno di ottenere gli stessi risultati.
La situazione in classifica rende inevitabile parlare di sfida per il titolo. Jorge Martín conserva la leadership, ma il margine è ormai ridotto a soli due punti.
Márquez, tuttavia, non vuole ancora trasformare il finale di stagione in un duello esclusivamente tra lui e Martín. Mancano infatti sei Gran Premi e possono ancora cambiare molte cose tra circuiti differenti, condizioni meteorologiche e inevitabili imprevisti.
L’obiettivo dichiarato è soprattutto mantenere la continuità mostrata nelle ultime gare. Una strategia comprensibile quando la distanza dalla vetta è diventata praticamente irrilevante e anche uno zero può avere conseguenze pesantissime.
La prossima gara sarà inoltre in Indonesia, su un circuito dove Márquez ha ricordato di non essere mai riuscito a concludere la gara. Un precedente poco favorevole che il pilota Ducati spera evidentemente di interrompere nel 2026.
MotoGP Giappone, così Márquez ha gestito la vittoria
Le parole del pilota aiutano anche a capire la strategia utilizzata durante la gara di Motegi.
Márquez avrebbe preferito prendere il comando il prima possibile. Su questo circuito, infatti, seguire da vicino un’altra moto può complicare soprattutto la fase di frenata. Jorge Martín, però, è riuscito a mantenere la prima posizione nelle battute iniziali.
Il pilota Ducati ha quindi dovuto aspettare.
Una volta trovato lo spazio per passare, Márquez ha cambiato approccio. Invece di cercare immediatamente la fuga, ha impostato un ritmo che gli permettesse di mantenere un piccolo margine senza aumentare inutilmente il rischio di caduta.
Quando Martín tornava a circa sei o sette decimi, Márquez aumentava il ritmo. Quando il margine diventava più rassicurante, poteva tornare a gestire.
Una condotta particolarmente significativa considerando la situazione del Mondiale. A sei gare dalla conclusione, una vittoria vale molto, ma evitare uno zero può essere ancora più importante.
Il dato sui tempi evidenzia comunque quanto sia stata elevata l’andatura: durante l’intervista è stato sottolineato come la gara sia risultata 37 secondi più veloce rispetto a quella dell’anno precedente.
Márquez ha quindi corso gestendo il margine, ma mantenendo comunque un ritmo estremamente elevato.
Márquez rinuncia ai kart: priorità al Mondiale MotoGP
L’episodio più curioso del weekend è avvenuto lontano dalla pista della MotoGP.
Durante il fine settimana era stata organizzata una gara promozionale con i kart, alla quale Márquez ha deciso di non partecipare. Al suo posto è apparso anche un sosia caratterizzato come il pilota spagnolo.
Interpellato sull’episodio, il numero 93 ha spiegato la propria posizione con parole molto nette. Pur comprendendo la componente di spettacolo che accompagna la MotoGP, ritiene che in questo momento ci sia un limite da non superare.
“Estamos para luchar un campeonato, no para ‘cachondeos’”, ha sintetizzato Márquez. In italiano, il concetto può essere reso con: “Siamo qui per lottare per un campionato, non per perdere tempo con queste cose”.
Non è quindi una critica generale alle iniziative promozionali, quanto una questione di priorità. Con un Mondiale così equilibrato, Márquez vuole ridurre al minimo tutto ciò che può distrarlo dall’obiettivo principale.
E la classifica spiega bene questa scelta.
Dopo la doppietta ottenuta in Giappone, Jorge Martín e Marc Márquez sono separati da appena due punti. Con sei Gran Premi ancora da disputare, la situazione può cambiare da un weekend all’altro.
Motegi ha dimostrato inoltre che il pilota Ducati non punta soltanto sulla velocità. La gestione del vantaggio su Martín e l’attenzione nel limitare i rischi mostrano un approccio sempre più orientato al campionato.
Adesso arriva Mandalika, pista che in passato non ha regalato grandi soddisfazioni a Márquez. Proprio per questo il GP d’Indonesia rappresenterà un altro test importante: dopo aver praticamente azzerato il distacco dalla vetta in Giappone, l’obiettivo sarà continuare a raccogliere punti senza vanificare quanto costruito a Motegi.
A questo punto della stagione, il messaggio del numero 93 è piuttosto semplice: lo spettacolo può aspettare. La priorità è il titolo MotoGP 2026.