Jorge Martín, podio in Qatar con il polso ko: "È già una vittoria"
Jorge Martín conquista il terzo posto nella Sprint MotoGP del Qatar 2026 nonostante il dolore al polso. Lo spagnolo racconta il duello con Márquez, la scelta della gomma morbida contro il parere del team e la lotta per il Mondiale.
Jorge Martín non ha alcuna intenzione di arrendersi nella corsa al Mondiale MotoGP 2026. Lo spagnolo dell’Aprilia lo ha dimostrato nella Sprint del Qatar, conquistando un terzo posto che vale molto più dei punti raccolti. Partito dall’undicesima casella, è riuscito a risalire fino al podio nonostante un polso ancora dolorante e una condizione fisica tutt’altro che ideale.
A Lusail ha anche provato a mettere in difficoltà Marc Márquez, arrivando a superarlo durante la gara. Ma battere il pilota Ducati, come ha spiegato lo stesso Martín, è un’altra storia: “Non è la stessa cosa superare Márquez rispetto agli altri, lui contrattacca sempre”.
Alla fine la vittoria è andata proprio a Márquez, davanti a Fabio Di Giannantonio e Martín. Per il pilota Aprilia, però, il risultato rappresenta una piccola impresa, soprattutto considerando che appena due settimane prima aveva riportato un infortunio al polso.
Martín rimonta dall’11° posto: decisiva la scelta delle gomme
La Sprint del Qatar non era cominciata nel migliore dei modi per Jorge Martín. L’undicesima posizione in griglia lo costringeva a recuperare terreno, mentre le condizioni fisiche imponevano una gestione attenta dello sforzo.
Eppure, una volta partito, lo spagnolo ha iniziato subito a guadagnare posizioni. Una rimonta costruita con sorpassi decisi, approfittando anche degli episodi che hanno cambiato il volto della corsa.
La bandiera rossa per il brutto incidente di Pecco Bagnaia ha imposto una seconda partenza, mentre il successivo contatto tra Márquez e Marco Bezzecchi ha tolto dalla lotta uno dei principali protagonisti.
Martín è stato bravo a sfruttare ogni occasione, ma una delle chiavi del suo podio è stata la scelta della gomma posteriore morbida.
Una decisione presa contro il parere del proprio team.
Il pilota Aprilia ha spiegato di non sentirsi sufficientemente a suo agio con la mescola media e di aver quindi preferito puntare sulla morbida, nonostante le indicazioni ricevute dai tecnici.
Una scelta rischiosa? Sulla carta sì, soprattutto per la gestione dell’usura. Ma nella gara breve la gomma morbida gli ha permesso di trovare il feeling necessario per attaccare.
“Credo che sia stata la chiave della mia gara”, ha ammesso Martín, soddisfatto di aver seguito le proprie sensazioni.
Il risultato gli ha dato ragione. Con maggiore fiducia nel comportamento della moto, lo spagnolo è riuscito a recuperare terreno e a inserirsi nella lotta per le prime posizioni.
Non era affatto scontato, soprattutto per un pilota che stava ancora cercando di capire quanto avrebbe potuto chiedere al proprio fisico.
Il duello con Márquez: “Superarlo è diverso, risponde sempre”
Uno dei momenti più interessanti della Sprint è arrivato dopo il contatto tra Marc Márquez e Marco Bezzecchi. L’italiano è finito a terra, mentre il pilota Ducati è riuscito a proseguire. L’urto, però, è stato abbastanza violento da provocare l’attivazione dell’airbag della tuta di Márquez.
Martín se n’è accorto immediatamente. Vedendo il rivale in difficoltà, ha capito che quella poteva essere l’occasione giusta per attaccare. E non si è lasciato sfuggire l’opportunità. Lo spagnolo ha raggiunto Márquez ed è riuscito a superarlo, portandosi momentaneamente davanti. La risposta, però, non si è fatta attendere.
Márquez ha contrattaccato e si è ripreso la posizione, dimostrando ancora una volta quanto sia difficile riuscire a staccarlo quando si trova in lotta diretta. Martín ha raccontato che con altri piloti, dopo un sorpasso, è spesso possibile prendere qualche metro di vantaggio. Con Márquez la situazione cambia: anche quando viene superato, lo spagnolo della Ducati cerca immediatamente di rispondere.
Una caratteristica che rende ogni confronto particolarmente impegnativo. Il pilota Aprilia ha provato a rimanergli vicino, aspettando un eventuale errore che potesse riaprire la battaglia. Ma Márquez non ha concesso altre occasioni e ha progressivamente aumentato il ritmo.
Nel finale Martín ha dovuto cedere anche la seconda posizione a Fabio Di Giannantonio, chiudendo terzo.
Nessun rimpianto particolare, però. Per Martín, essere riuscito a salire sul podio nelle sue condizioni equivale già a una vittoria.
Un risultato che conferma la sua determinazione e la capacità di rimanere competitivo anche in un fine settimana fisicamente complicato.
Il dolore al polso e la corsa al Mondiale: Martín non si arrende
Il terzo posto nella Sprint non cancella il problema principale di Jorge Martín: il dolore al polso infortunato.
Lo spagnolo ha spiegato di aver affrontato due settimane particolarmente impegnative per recuperare una condizione sufficiente a tornare in pista. Il lavoro svolto a casa gli ha permesso di presentarsi in Qatar con una preparazione migliore di quanto potesse aspettarsi inizialmente.
Ma il recupero non è ancora completo.
Durante i test ha cercato di limitare al massimo gli sforzi, evitando di percorrere più di due giri consecutivi. Una strategia studiata per non sovraccaricare il polso e conservare energie in vista della Sprint.
Il problema è che la gara lunga di domenica richiederà uno sforzo decisamente maggiore.
Martín ha ammesso di essersi svegliato sabato con molto dolore. La Sprint è andata bene, ma resta da capire come reagirà il fisico dopo una giornata così intensa.
Le terapie e il riposo saranno fondamentali per cercare di presentarsi al via nelle migliori condizioni possibili.
L’adrenalina, secondo il pilota Aprilia, potrebbe aiutarlo a sopportare il dolore durante la corsa. Questo non significa però che sarà semplice affrontare tutti i giri previsti.
Lo spagnolo è consapevole che dovrà gestire le energie e limitare gli sforzi inutili, soprattutto nelle fasi iniziali.
C’è poi la questione Mondiale.
Márquez ha conquistato 12 punti nella Sprint, rendendo ancora più complicata la rincorsa di Martín. Il pilota Aprilia sa di non avere più il controllo completo della situazione, ma non vuole rinunciare alla possibilità di giocarsi il titolo fino alla fine.
L’obiettivo immediato è fare una buona partenza nella gara di domenica, sfruttare il passo mostrato durante il fine settimana e raccogliere il maggior numero possibile di punti.
Martín spera soprattutto di riuscire a mantenere aperta la sfida fino a Portimão. La Sprint del Qatar ha dimostrato che un singolo episodio può cambiare rapidamente gli equilibri, e lo spagnolo vuole farsi trovare pronto qualora arrivasse un’occasione.
Nel frattempo ha anche chiarito quanto accaduto durante le qualifiche con Pedro Acosta. Il suo nervosismo, ha spiegato, era legato soprattutto allo sforzo necessario per completare un giro veloce e alla frustrazione di essere stato distratto mentre stava rischiando molto.
Rivedendo l’episodio, Martín ha riconosciuto che la manovra in sé non era particolarmente grave. Ora, però, l’attenzione è tutta sulla gara lunga.
Il Mondiale si complica, il polso continua a fare male e Márquez resta davanti, ma Jorge Martín ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dire. Il podio conquistato partendo undicesimo, appena due settimane dopo l’infortunio, è la conferma che il pilota Aprilia non intende mollare. Domenica servirà un’altra prestazione di alto livello. E soprattutto bisognerà capire quanto il suo fisico riuscirà a resistere sulla distanza.