Márquez si difende dopo la caduta di Bezzecchi: "Era la mia traiettoria"
Marc Márquez torna sul contatto con Marco Bezzecchi nella Sprint MotoGP del Qatar 2026. Lo spagnolo difende la propria traiettoria, racconta l'attivazione dell'airbag e ammette che l'italiano aveva un passo migliore.
Marc Márquez vince la Sprint del GP del Qatar 2026, ma a far discutere è soprattutto il contatto con Marco Bezzecchi, finito a terra mentre lottava per la prima posizione. Un episodio che ha cambiato la gara di Lusail e sul quale lo spagnolo della Ducati ha voluto chiarire subito la propria posizione. La sua versione? Non avrebbe compiuto alcuna manovra anomala, limitandosi a seguire la traiettoria utilizzata nei giri precedenti.
Il pilota Ducati si porta a casa 12 punti preziosi per il Mondiale, ma ammette anche un particolare non secondario: Bezzecchi aveva un passo migliore del suo. Senza la bandiera rossa e la successiva ripartenza, secondo Márquez, la storia della Sprint avrebbe potuto essere molto diversa.
E c’è un altro dettaglio: il contatto con l’Aprilia è stato abbastanza violento da provocare l’attivazione dell’airbag della sua tuta. Una situazione che ha rischiato di compromettere anche la gara dello spagnolo.
Márquez spiega il contatto con Bezzecchi: cosa è successo
La Sprint del Qatar è stata movimentata fin dalle prime battute. Il brutto incidente di Pecco Bagnaia ha costretto la direzione gara a interrompere la corsa con la bandiera rossa, prima di organizzare una seconda partenza.
Márquez è riuscito a sfruttare al meglio la ripartenza, prendendo subito il comando davanti a Bezzecchi. L’italiano dell’Aprilia, però, aveva più velocità e ha provato ripetutamente a superarlo.
Il momento decisivo è arrivato alla curva 1, quando i due piloti sono entrati in contatto. Bezzecchi è finito a terra, mentre Márquez è riuscito a mantenere il controllo della Ducati e a proseguire la corsa.
Intervistato dopo la vittoria, lo spagnolo ha spiegato di essere rimasto sorpreso dalla presenza dell’avversario all’interno della curva.
“Non ho fatto nulla di strano”, ha dichiarato, sostenendo di aver seguito la propria traiettoria abituale.
Secondo la sua ricostruzione, il movimento era sempre lo stesso: frenare, allargare leggermente la linea e poi tornare verso l’interno. Márquez non si aspettava quindi di trovare Bezzecchi proprio in quel punto.
Una spiegazione con cui il pilota Ducati respinge l’idea di aver effettuato una manovra diversa dal solito. Il contatto è stato esaminato dai commissari, che hanno deciso di non assegnargli penalità.
Márquez ha comunque riconosciuto che l’italiano disponeva di una velocità superiore e che avrebbe potuto dimostrarlo anche nella gara lunga di domenica.
L’airbag si gonfia, Martín attacca: il momento più difficile
Il contatto con Bezzecchi non è stato privo di conseguenze nemmeno per Márquez. L’urto ha infatti provocato l’attivazione dell’airbag integrato nella sua tuta, un sistema di sicurezza progettato per proteggere il pilota in caso di caduta o impatto.
Lo spagnolo ha raccontato di aver rischiato a sua volta di perdere il controllo della moto. Dopo il contatto ha dovuto percorrere quattro o cinque curve con l’airbag ancora gonfio, in attesa che la tuta tornasse progressivamente alla sua forma normale.
Una condizione tutt’altro che ideale quando si guida una MotoGP al limite. L’airbag, una volta attivato, rende temporaneamente la tuta più ingombrante e può limitare la libertà di movimento del pilota.
Proprio in quel momento Jorge Martín è riuscito ad avvicinarsi e ad attaccarlo.
Márquez ha ammesso di non aspettarsi un assalto così immediato. Dopo il contatto con Bezzecchi, la sua intenzione era quella di ritrovare calma e concentrazione, ma la pressione dell’Aprilia lo ha costretto a cambiare rapidamente atteggiamento.
Vedendo Martín così vicino, lo spagnolo ha capito di dover tornare ad aumentare il ritmo. L’obiettivo era preciso: chiudere la Sprint davanti al diretto rivale per il campionato.
Da quel momento ha iniziato a spingere per costruire un piccolo margine di sicurezza. Una volta raggiunto un vantaggio compreso tra cinque e otto decimi, ha cercato di gestire la situazione fino alla bandiera a scacchi.
La strategia ha funzionato. Márquez ha conquistato la vittoria davanti a Fabio Di Giannantonio e Jorge Martín, portando a casa il massimo dei punti disponibili nella gara breve.
Un successo importante, soprattutto considerando quanto fosse stato complicato il suo pomeriggio.
Márquez ammette: Bezzecchi più veloce, ma il Mondiale si avvicina
Nonostante la vittoria, Márquez non ha nascosto le difficoltà incontrate a Lusail. Anzi, nell’analisi della Sprint ha riconosciuto apertamente che Bezzecchi era il pilota con il passo migliore.
Nella prima parte della corsa, prima dell’interruzione, l’italiano stava mostrando una velocità superiore. Márquez ha ammesso che, con ogni probabilità, Bezzecchi sarebbe riuscito a batterlo se la gara fosse proseguita senza bandiera rossa.
La seconda partenza ha invece modificato gli equilibri. Il pilota Ducati è scattato meglio, si è portato davanti e ha difeso la posizione con determinazione.
Una situazione che gli ha permesso di ottenere un risultato che, considerando il passo mostrato dagli avversari, non appariva affatto scontato.
Guardando alla gara di domenica, lo spagnolo continua a considerare Bezzecchi il riferimento sul ritmo. Alle sue spalle vede una situazione più equilibrata, con Martín molto vicino alle sue prestazioni e Di Giannantonio competitivo nelle posizioni di testa.
Il pilota Aprilia, in particolare, rappresenta l’avversario da controllare nella corsa al titolo.
Márquez ha spiegato che la priorità sarà gestire il confronto diretto con Martín, cercando di terminare davanti a lui o comunque di limitare al massimo l’eventuale perdita di punti.
La vittoria nella Sprint gli consegna infatti la prima possibilità matematica di conquistare il Mondiale già domenica, ma il pilota Ducati preferisce mantenere un approccio prudente.
Nonostante la voglia di chiudere il campionato il prima possibile, Márquez ritiene poco realistico aspettarsi un’altra vittoria da 25 punti, almeno considerando i valori emersi durante il fine settimana.
La sua analisi è piuttosto chiara: i 12 punti della Sprint sono stati conquistati lavorando e sfruttando le circostanze, ma non grazie a una superiorità evidente sugli avversari.
E c’è anche un pensiero per Bagnaia. Prima di parlare della propria prestazione, Márquez ha voluto esprimere la speranza che il pilota italiano stesse bene dopo il violento incidente che aveva provocato l’interruzione della corsa.
La Sprint di Lusail lascia quindi un quadro particolare. Márquez ha vinto senza essere il più veloce, Bezzecchi ha perso una grande occasione e Martín ha dimostrato di poter essere competitivo nonostante i problemi fisici.
Domenica la distanza di gara sarà maggiore e la gestione delle gomme potrebbe cambiare nuovamente gli equilibri. Márquez partirà con 12 punti in più conquistati nella Sprint e una possibilità di titolo, ma anche con la consapevolezza che per ripetersi servirà qualcosa in più.
Intanto, sul contatto con Bezzecchi, la sua posizione resta netta: nessuna manovra insolita, soltanto una battaglia in pista finita nel peggiore dei modi per l’italiano.