Slitta aggiornamento del Codice della Strada: niente tre ruote in autostrada e tangenziale

Le misure sarebbero dovute servire a favorire lo sviluppo della mobilità urbana green, l'utilizzo di biciclette e di motoveicoli, con un vantaggio non indifferente per l'ambiente e la sostenibilità. Il presidente Paolo Magri: "Decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote"

yamaha tricity 300

È di poche ore fa il comunicato stampa di ANCMA: l'aggiornamento del Codice della Strada che avrebbe consentito l'accesso in autostrada e tangenziale agli scooter a tre ruote non si farà, L'emendamento non è stato preso in considerazione e non farà parte del nuovo Decreto Bilancio.

"Abbiamo appreso con sorpresa da fonti parlamentari del ritiro dell'emendamento al Decreto rilancio, depositato dall'On. Nobili in fase di conversione e finalizzato a introdurre alcune importanti modifiche al codice della strada: è una decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote" - Questo è quanto ha dichiarato dal Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), Paolo Magri.

Lo stesso Magri ha anche sottolineato che il dispositivo prevedeva importanti novità, tra cui l'introduzione della strada urbana ciclabile, del doppio senso ciclabile, oltre alla già citata regolamentazione dell'accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e.

La decisione di ignorare l'emendamento che avrebbe aperto i caselli delle autostrade e le tangenziali ai mezzi a tre ruote, va a penalizzare dei modelli che negli ultimi anni hanno riscontrato un grosso successo: Piaggio MP3, ad esempio, può godere di cilindrate "importanti", dai 300 ai 500 cc, passando per i 350 cc, capaci di tenere tranquillamente il passo dei veicoli in autostrada. Fuori anche la la neo-nata Yamaha Tricity 300 o il Qooder QV3.

Piaggio-MP3-300-hpe

Le misure sarebbero dovute servire a favorire lo sviluppo della mobilità urbana green, l'utilizzo di biciclette e di motoveicoli, con un vantaggio non indifferente per l'ambiente e la sostenibilità.

ANCMA ha poi sottolineato:

"In attesa di conoscere le motivazioni di questa decisione - che tanto più ci sorprende in quanto l'emendamento aveva ottenuto, a quanto ci risulta, il parere favorevole da parte del Ministero dei Trasporti - non possiamo che appellarci al Governo e al Parlamento affinché ripropongano in Aula queste modifiche, consentendo al nostro Paese di fare un altro piccolo ma decisivo passo verso la mobilità del futuro"

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