Mercato moto 2020: in Italia ci si "consolerà" con un -29% a fine anno

Secondo MotorCyclesData.com, in Italia il mercato moto toccherà quota -60% nel primo trimestre del 2020. Ci si consolerà con un -29% finale, grazie alla ripresa prevista per la seconda metà dell'anno

L'emergenza creata dalla pandemia da Coronavirus, se inizialmente aveva fatto balzare a +11,8% il mercato delle due ruote, con 36.489 unità vendute nei primi due mesi del 2020, adesso sta subendo un forte stallo, dettato dalla quarantena forzata, utile a bloccare la propagazione del virus.

MotorCyclesData.com, la società di Market Intelligence & Consulting, specializzata nel settore delle due ruote, con sede a Roma, ha ipotizzato diversi scenari, suddivisi per nazione, riguardanti il mercato moto. Supponendo la riapertura di tutte le attività intorno alla metà di maggio, con un ritorno alla piena normalità da agosto, a fine 2020 si avrà una perdita del 29%. Sempre secondo la previsione della società, il nostro Bel Paese si rifarà nel 2021, per merito dei puntuali provvedimenti messi in pratica dal Governo, che ha già attuato una manovra da 25 miliardi di euro.

Di fatto, siamo passati dalle vendite record di febbraio, in cui la gente tendeva ad utilizzare le due ruote per muoversi, boicottando i mezzi pubblici, alla forzata interruzione delle attività non indispensabili, nel giro di appena 10 giorni. A testimoniarlo sono le vendite pari a zero registrate nei primi 10 giorni di marzo che hanno causato un drastico calo del mercato, pari al 25%.

Come per le altre nazioni, il mercato delle moto (ma non solo) sarà oltremodo negativo quest'anno, considerata la situazione in cui versa attualmente il paese, ma si prospetta un aumento del 30% nel quarto trimestre dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2019, con una previsione di circa 185.000 unità vendute al fronte delle oltre 260.000 dell'anno passato.

Sarà proprio questo +30% previsto per il Q4 del 2020, a bilanciare il tonfo del primo trimestre che potrebbe essere, addirittura, vicino al 60%. Passata la difficile fase negativa, il mercato italiano tornerà a regime, con una prevalenza, però, di cilindrate medio-piccole, per poi puntare alle 250.000 unità nel 2021, al pari livello del 2019.

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