The Batman: come una Honda degli anni '80 è diventata la moto di Bruce

Esplorazione dettagliata delle tre moto di The Batman (2022): la Drifter su base Honda CB750, il Batcycle custom di Ash Thorp e la Catcycle ispirata alla BMW R nineT.

The Batman: come una Honda degli anni '80 è diventata la moto di Bruce
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 30 gen 2026

Nel panorama cinematografico contemporaneo, pochi film hanno saputo integrare la cultura motociclistica nel racconto visivo quanto The Batman (2022). Il regista Matt Reeves ha scelto di affidare a tre moto — la Drifter di Bruce Wayne, il Batcycle di Batman e la Catcycle di Selina Kyle — il compito di esprimere non solo lo stile, ma anche la psicologia e l’identità dei personaggi. In questo scenario, il design motociclistico diventa un vero e proprio linguaggio narrativo, in grado di raccontare mondi interiori e valori, ben oltre la semplice funzione di accessorio scenico.

Fin dalle prime fasi della produzione, la parola d’ordine è stata “realismo”. Niente fantascienza estetica o eccessi da blockbuster, ma una cura meticolosa nel rappresentare la cultura custom contemporanea. Questa scelta ha richiesto un delicato equilibrio tra esigenze spettacolari e plausibilità meccanica, ponendo spesso i designer di fronte a decisioni complesse. Tuttavia, è proprio questo approccio “grounded” che ha conferito al film una credibilità visiva rara nel panorama dei cinecomic, rendendo Gotham una città tangibile e vissuta.

Partiamo dalla Drifter, la moto che accompagna Bruce Wayne nella sua vita più anonima. Affidata al talento di Ash Thorp — già autore del concept della Batmobile — questa café racer nasce su base Honda CB750 degli anni ’80, probabilmente una ’82 CB750F. La scelta di questa moto non è affatto casuale: il suo motore quattro cilindri raffreddato ad aria è celebre per la modularità e l’ampio supporto aftermarket, rendendola perfetta per trasformazioni custom. Il risultato è una moto sobria, funzionale, quasi invisibile, capace di incarnare la discrezione e la doppia vita di Wayne. La Honda CB750 rappresenta, quindi, il ponte ideale tra la cultura café racer e la narrazione cinematografica, riscuotendo ampio consenso tra gli appassionati per il rispetto dimostrato verso questa icona motociclistica.

Di tutt’altro segno è la filosofia dietro il Batcycle. Qui, la libertà creativa di Ash Thorp si esprime senza compromessi: la moto è un’opera unica, che fonde elementi di naked bike potenti con soluzioni custom radicali. Il forcellone allungato, ispirato alla Suzuki Hayabusa, e l’architettura visivamente massiccia, sono pensati per garantire una presenza scenica dirompente. In questo caso, la priorità non è la riproduzione fedele di una moto reale, ma la creazione di un simbolo, di un’estensione visiva della figura del vigilante. Il Batcycle non mira a essere guidabile nella vita reale, ma a colpire l’immaginario dello spettatore, sottolineando la potenza e l’aura leggendaria di Batman.

Per la Catcycle di Selina Kyle, la produzione si è affidata al celebre customizer giapponese Kaichiroh Kurosu di Cherry’s Company. La base scelta è una BMW R nineT, reinterpretata in chiave essenziale, con il classico motore boxer, carrozzeria minimalista e finiture opache. Questa moto si distingue per la fedeltà alle proporzioni e alle soluzioni tecniche del modello originale, mantenendo una forte connessione con il mondo scrambler e roadster. La BMW R nineT traduce in termini meccanici l’agilità, l’astuzia e l’eleganza predatoria di Selina, diventando quasi un’estensione del suo carattere sullo schermo.

Il lavoro di bilanciamento tra spettacolo e credibilità è stato costante. Per il Batcycle si è scelto di privilegiare la forza visiva, mentre per Drifter e Catcycle hanno prevalso soluzioni più pragmatiche, ancorate alla tradizione motociclistica reale. Questo dialogo continuo tra designer cinematografici e costruttori ha dato vita a un universo credibile, capace di soddisfare sia il pubblico generalista sia gli appassionati più esigenti.

La risposta della community motociclistica è stata estremamente positiva. Molti hanno lodato la scelta della Honda CB750 per la sua autenticità e per il rispetto dimostrato verso la cultura café racer. Altri hanno apprezzato la capacità della BMW R nineT di rimanere riconoscibile e fedele al mondo custom contemporaneo, pur inserendosi perfettamente nel racconto di Gotham. Il Batcycle, infine, ha suscitato fascino e discussione, venendo interpretato più come un esercizio di stile che come un progetto destinato alla guida quotidiana.

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