Yamaha Ténéré 700: il kit australiano che la trasforma in una racing
La SPKS Lab rivoluziona la Yamaha Tenere 700 con modifiche a ruote, freni, sospensioni, scarico e aspirazione: +10-15 CV e -20 kg
Un salto evolutivo per la Yamaha Tenere 700 arriva dall’Australia Occidentale, dove l’officina SPKS Lab ha firmato una trasformazione radicale: 10-15 cavalli in più, circa 20 kg in meno e un assetto completamente ripensato per il fuoristrada più puro. Sotto la guida di Cheyne Speak, questa iconica adventure bike abbandona la sua vocazione da globetrotter per diventare una macchina reattiva, progettata per dominare i single track senza perdere di vista la praticità nell’uso quotidiano urbano. Il risultato è una reinterpretazione che coniuga grinta racing e versatilità, aprendo nuove prospettive per gli appassionati che cercano una compagna di viaggio dalle prestazioni esaltanti.
Il progetto: un lavoro a 360 gradi
L’intervento su questa Yamaha Tenere 700 ha toccato ogni componente essenziale. Si parte dalle ruote, dove i Excel rims con raggi in acciaio inox montati su mozzi Envy UK billet rappresentano un upgrade fondamentale, capace di ridurre la massa non sospesa e migliorare la risposta dinamica della moto. L’impianto frenante anteriore è stato alleggerito e semplificato grazie alla conversione a singolo disco da 320 mm, operazione resa possibile da un adattatore MotoSwiss. Questa scelta, oltre a contenere il peso, diminuisce gli sforzi rotazionali, garantendo maggiore agilità in fuoristrada.
Il cuore della trasformazione risiede però nelle sospensioni personalizzate. Forcella e monoammortizzatore sono stati tarati su misura per un pilota di 75 kg, con trattamenti interni che migliorano scorrevolezza e risposta alle sollecitazioni. L’introduzione di un link DRC da 40 mm modifica la geometria della ciclistica, mentre una sella rialzata di 30 mm favorisce una postura più aggressiva, perfetta per chi vuole affrontare tratti tecnici e salti in stile enduro.
Motore e alleggerimento: prestazioni al centro
Sul fronte motoristico, la collaborazione tra Arrow e Akrapovic ha portato all’adozione di collettori in titanio e di un terminale sportivo, elementi chiave per ottenere un sensibile incremento di potenza. Una nuova scatola filtro in alluminio con cono da 5" ottimizza l’aspirazione, mentre i supporti motore in alluminio sostituiscono quelli originali in acciaio, proseguendo la filosofia della riduzione peso senza compromessi.
L’alleggerimento globale di circa 20 kg, ottenuto con un’attenzione maniacale ai dettagli, rende la moto più reattiva e scattante, offrendo una maneggevolezza impensabile sulla versione di serie. Questo, però, richiede una mappatura motore dedicata per sfruttare appieno i nuovi componenti e garantire un’erogazione della potenza fluida e sfruttabile su ogni terreno.
Estetica, funzionalità e protezione
Anche il look della Yamaha Tenere 700 rielaborata da SPKS Lab non passa inosservato. La carrozzeria sfoggia una grafica ispirata alle drift car degli anni 2000, con loghi motorsport e strisce zebrate olografiche che sottolineano la personalità unica del progetto. Parafango, pedane e protezioni inferiori sono stati ridisegnati per coniugare protezione, funzionalità e leggerezza, senza sacrificare l’affidabilità nelle condizioni più impegnative.
Pro e contro: una scelta di carattere
I vantaggi della trasformazione sono evidenti: vivacità, reattività e una vocazione off-road senza compromessi. Tuttavia, l’adozione di scarichi e sistemi di aspirazione aftermarket solleva interrogativi sulle normative di omologazione, emissioni e limiti di rumore. Tali modifiche possono comportare rischi legali per la circolazione su strada e richiedono attenzione particolare nella ricalibrazione della centralina elettronica.
Non meno importante è la questione della garanzia costruttore, che viene generalmente compromessa da interventi così estesi. Alcuni appassionati lodano la nuova anima off-road della Yamaha Tenere 700, mentre altri sottolineano la possibile perdita di versatilità originaria e i costi elevati dell’upgrade, specialmente se l’equilibrio tra prestazioni e comfort non viene mantenuto.
Dubbi e considerazioni per chi vuole osare
Affidabilità a lungo termine, reperibilità dei ricambi e frequenza delle revisioni sono domande aperte per chi decide di seguire la strada tracciata da Cheyne Speak e SPKS Lab. La qualità dei componenti firmati Arrow e Akrapovic è fuori discussione, ma la loro integrazione elettronica e la validazione su strada restano passaggi obbligati per chi non vuole sorprese. Il peso ridotto e l’assetto più aggressivo migliorano accelerazione e maneggevolezza nei percorsi tecnici, ma possono influenzare la stabilità nei lunghi viaggi autostradali.