Legend of the Green, il restomod che riporta in vita la Kawasaki 750 Turbo
Bart Hoover e un team di specialisti riportano la Kawasaki 750 Turbo agli splendori: turbo billet, elettronica moderna e design anni '80 per una guida intensa e scenografica.
C’è un fascino irresistibile nell’incontro tra passato e futuro, tra la memoria di un’epoca gloriosa e la forza innovativa della tecnologia attuale. È proprio su questo sottile confine che si muove la rinascita della Kawasaki 750 Turbo, reinterpretata in chiave moderna attraverso il progetto Legend of the Green. Non si tratta solo di un semplice restauro, ma di un’operazione di restomod capace di fondere il design avveniristico degli anni Ottanta con soluzioni tecniche di ultima generazione, dando vita a una moto che sa parlare sia agli appassionati della storia motociclistica sia a chi cerca prestazioni e sensazioni contemporanee.
A raccontare il carattere di questa moto è Bart Hoover, l’artefice principale del progetto, che descrive così la sua creatura: «Sotto i 6.000 giri la moto è docile e gestibile, ma oltre quella soglia l’impeller va supersonico, comincia a cinguettare come un pazzo e tutto va in tilt». Una frase che riassume perfettamente il dualismo di una moto in grado di essere docile o selvaggia a seconda di come la si guida, un vero tributo alla potenza bruta e al controllo elettronico.
Il progetto Legend of the Green nasce dalla collaborazione di un team di specialisti di prim’ordine: Pete Aceto di Top Dead Center, Dom Tucci di Tucci Design, Charlie Brown di Evergreen Turbo e Kar Lee di Kardesign Koncepts. Ognuno ha portato il proprio bagaglio di esperienza e creatività, contribuendo a trasformare un’icona del passato in una moto che può competere senza complessi con i modelli più avanzati di oggi, pur mantenendo intatto il fascino dell’originale.
Gli interventi tecnici realizzati sono tanto sostanziali quanto mirati. Il cuore pulsante di questa evoluzione è il nuovo turbocharger in billet, firmato Evergreen Turbo, che incrementa in modo significativo la potenza e la coppia erogata dal motore. A questo si aggiunge un sofisticato monobraccio posteriore derivato dalla Honda VFR, abbinato a un avantreno prelevato dalla ZX-7R, che insieme garantiscono una stabilità e una tenuta di strada ben superiori rispetto all’originale. L’aggiornamento dell’ECU e l’integrazione dell’elettronica Motogadget permettono una gestione precisa delle pressioni e delle temperature del turbo, portando la Kawasaki 750 Turbo a livelli di affidabilità e sicurezza mai raggiunti prima.
Dal punto di vista estetico, la livrea scelta per la Legend of the Green è un omaggio alla tradizione Kawasaki: il verde smeraldo, il blu e il bianco evocano non solo le gloriose vittorie in superbike, ma anche l’immaginario futuristico che ha caratterizzato la decade degli anni Ottanta. Dettagli stilistici come i richiami alla Kawasaki Aerospace & Turbine Division trasformano la moto in un vero e proprio oggetto di culto, capace di catturare lo sguardo e la fantasia di chiunque la osservi.
Naturalmente, un progetto di restomod di questo livello non è privo di criticità. Gli elevati costi delle lavorazioni, la necessità di una manutenzione altamente specializzata e le problematiche legate all’omologazione stradale rendono la Legend of the Green un prodotto destinato a una ristretta cerchia di collezionisti e appassionati. Non manca chi, tra gli esperti, suggerisce che preservare esemplari originali potrebbe essere una scelta preferibile per chi mira alla conservazione storica pura.
Eppure, i vantaggi tecnici offerti da questa reinterpretazione sono tangibili. Il peso contenuto rispetto a molte concorrenti, la maneggevolezza migliorata e la risposta immediata del motore, garantita dalla gestione elettronica moderna, fanno della Kawasaki 750 Turbo un mezzo unico. L’integrazione tra soluzioni meccaniche tradizionali e controllo digitale riduce i rischi tipici dei turbo d’epoca, aumentando l’affidabilità e rendendo la guida più fruibile e sicura.