Era in un garage, ora vale quanto una villa: il mistero della CB750
Venduto a Mecum Las Vegas il prototipo 1968 della Honda CB750 per 313.500$. Caratteristiche uniche, restauro di Vic World e valore storico.
Quanto può valere un tassello autentico della rivoluzione motociclistica? La risposta, inequivocabile, è arrivata nel gennaio 2026, quando il mercato ha fissato il prezzo della storia a 313.500 dollari. È questa la cifra record raggiunta all’asta Mecum Las Vegas per il primo prototipo della leggendaria Honda CB750, una moto che non rappresenta solo un’icona d’epoca, ma un vero e proprio passaporto verso le origini della superbike moderna. L’esemplare, restaurato e certificato con cura maniacale, fu inviato personalmente negli Stati Uniti da Soichiro Honda nel 1968 per lanciare il nuovo modello e oggi torna alla ribalta mondiale, celebrato dalla comunità internazionale dei collezionisti.
Questa non è una moto qualunque: il pezzo venduto è una testimonianza tangibile di una fase cruciale dell’innovazione motociclistica. Nell’ottobre 1968, Soichiro Honda spedì il prototipo a Bob Hansen, allora dirigente della filiale americana, affidandogli il compito di introdurre il modello sul mercato statunitense. Ogni dettaglio di questa CB750 racconta la storia di un periodo di sperimentazione, di scelte tecniche audaci e di soluzioni che, spesso, non trovarono spazio nella produzione di serie.
Basta un’occhiata attenta per scoprire le differenze costruttive che rendono unico questo prototipo. Il coperchio valvole, ad esempio, sfoggia la scritta “HONDA” fusa direttamente nella lega, un dettaglio che distingue questa versione dalle successive. La sella, dotata di un meccanismo di apertura ribaltabile posteriore, è un’altra peculiarità esclusiva. Il motore, vero cuore pulsante del progetto, rivela l’approccio artigianale e sperimentale della fase di sviluppo: albero a gomiti ricavato dal pieno, bielle alleggerite e dimensioni complessive più compatte rispetto alle versioni commerciali. Ogni componente trasmette l’incertezza e la creatività di chi, in quegli anni, stava scrivendo il futuro dell’industria motociclistica.
Il salvataggio e la rinascita di questo capolavoro si devono alla passione e alla competenza di Vic World, massimo esperto della CB750. Negli anni Novanta, World individuò il prezioso esemplare e avviò un restauro filologico, orientato non tanto a esaltare, quanto a preservare l’autenticità storica. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti di altissimo livello: il primo premio nella categoria giapponese e il prestigioso Best of Show al The Quail Motorcycle Gathering nel 2024. Due premi che certificano la fedeltà della ricostruzione e la rilevanza storica del veicolo.
Ma cosa si cela davvero dietro il valore raggiunto da questa CB750 all’asta Mecum Las Vegas? Gli esperti concordano: la documentazione della provenienza, lo stato di conservazione e la catena ininterrotta di eventi che ha accompagnato questa moto – dalla spedizione voluta da Soichiro Honda al ritrovamento e restauro di Vic World, fino ai premi internazionali – sono elementi che amplificano esponenzialmente il valore collezionistico. Questo fenomeno si riflette in una tendenza ormai chiara: mentre per decenni le moto europee hanno dominato il mercato dei veicoli storici, oggi anche le giapponesi stanno conquistando l’attenzione degli appassionati, proprio nel momento in cui i prototipi originali diventano sempre più rari.
La Honda CB750 ha rivoluzionato il mondo delle due ruote imponendosi come la prima “superbike” moderna. Il suo quattro cilindri in linea, la distribuzione a doppio albero a camme in testa e una formula che combinava affidabilità, potenza e accessibilità economica hanno democratizzato la velocità, costringendo la concorrenza a rivedere le proprie strategie progettuali. La sua influenza si percepisce ancora oggi in ogni sportiva di successo.
Per chi desidera approfondire la storia visiva di questo capolavoro, è disponibile online il documentario “Honda’s First CB750 Prototype Sells for Six-Figures”, che racconta in dettaglio la vicenda dell’asta e offre preziosi spunti di riflessione sul valore crescente dei prototipi storici raramente documentati. Questo episodio non rappresenta solo un nuovo capitolo nella saga dei veicoli d’epoca, ma conferma come la passione, la storia e la rarità possano trasformare un semplice oggetto in un tesoro dal valore inestimabile.