Faber Beezer: la leggenda del 1968 torna a ruggire in pista
La Faber Beezer, BSA B44 Victor del 1968 restaurata da Steven Chopping, unisce estetica anni '60 e upgrade NEB 500 per gare scrambles e motocross.
Quando la passione per il motociclismo incontra la voglia di riportare in vita un’icona del passato, nasce una storia fatta di dedizione, tecnica e rispetto per la tradizione. È il caso della BSA B44 Victor, un mito degli anni Sessanta che, grazie a un restauro sapiente, si riaffaccia sulle piste con un’anima rinnovata ma fedele alle sue origini. Questa è la rinascita della Faber Beezer, la leggendaria monocilindrica del 1968 che, dopo un importante intervento a cura di Steven Chopping, è pronta a confrontarsi nuovamente con le moderne sfide delle competizioni.
Tutto ha avuto inizio da un cedimento nel circuito dell’olio, un inconveniente che avrebbe potuto segnare la fine della carriera di questa storica moto. Invece, nelle mani esperte di Steven Chopping, artigiano e restauratore di talento, la Faber Beezer ha trovato nuova linfa vitale. Non si è trattato di una semplice opera di conservazione museale, ma di un vero e proprio ritorno alla vita attiva, con l’obiettivo di riportare la moto sui tracciati di scrambler e motocross d’epoca.
Il progetto prende le mosse da una base storica solida: la moto era stata precedentemente preparata da Adrian Mays come riserva per il campionato Pre-68, destinata al pilota Aaron Graves. Ma il destino aveva in serbo un percorso diverso. Dopo il danno meccanico, la scelta è stata quella di andare oltre la semplice riparazione, intraprendendo un restauro radicale capace di coniugare autenticità e competitività.
Uno degli aspetti più affascinanti di questa rinascita riguarda il motore. Grazie all’intervento di NEB Engineering, il propulsore originale della BSA B44 Victor è stato portato a 500 cc, regalando alla moto una spinta e una potenza degne delle migliori rivali moderne. La trasmissione è stata aggiornata con una frizione dedicata e un cambio a tre rapporti ravvicinati, mentre la ciclistica è stata affidata a un telaio e un forcellone replica realizzati da Faber Frames, veri specialisti del settore. Il tutto è completato da una livrea blu policromatica che richiama immediatamente l’estetica degli anni Sessanta, segno tangibile di un rispetto profondo per la storia del motociclismo britannico.
Le sospensioni rappresentano un altro punto chiave del progetto: all’anteriore troviamo le classiche Marzocchi, mentre al posteriore sono stati montati ammortizzatori Reiger, soluzioni che permettono alla Faber Beezer di affrontare con disinvoltura le specialità di scrambler e motocross d’epoca, pur mantenendo un feeling di guida autentico e impegnativo.
I primi test in pista hanno restituito un quadro interessante e ricco di contrasti. Sul rettilineo, la moto sorprende per accelerazione e velocità, arrivando spesso a impensierire anche le moderne rivali del mondo motocross. Tuttavia, quando il terreno si fa particolarmente accidentato e roccioso, le sospensioni limitate e il peso maggiore rispetto alle moto attuali impongono una guida più tecnica e attenta. Questo dualismo tra prestazioni e autenticità rappresenta il vero fascino delle ricostruzioni storiche: il piacere di guidare una leggenda che non rinuncia a competere.
Il restauro della BSA B44 Victor ha riacceso l’interesse attorno a una famiglia di moto nata nel 1966 come evoluzione della B40 e divenuta celebre grazie ai successi agonistici di Jeff Smith. La scelta di integrare componenti originali, repliche di alta qualità e aggiornamenti tecnici mirati, ha inevitabilmente acceso il dibattito tra gli appassionati e i collezionisti: fino a che punto è lecito modernizzare una moto storica senza comprometterne il valore e l’integrità?
A questa domanda, Steven Chopping e i professionisti coinvolti nel progetto rispondono con chiarezza: aggiornare con intelligenza significa preservare il carattere e la funzionalità di una moto d’epoca, evitando che venga relegata a un ruolo puramente espositivo. La Faber Beezer incarna così una filosofia molto diffusa nel mondo delle competizioni storiche: la ricerca di un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra artigianalità e tecnologia, con l’obiettivo di mantenere vive le emozioni e le tecniche di guida che hanno fatto la storia delle due ruote.