Bakker Turbo, la "macchina da guerra" da 252 CV nata per stupire
Approfondimento sul progetto Bakker Turbo: telaio Bakker, GSX R1100 modificata con Garrett GT2560, 252 rwhp, storia di Nico Bakker e il proprietario Tom Davidson.
Nel mondo della preparazione motociclistica, esistono progetti che superano la semplice passione per diventare vere e proprie opere d’ingegneria. È il caso della Bakker Turbo, una moto che racchiude in sé una miscela unica di tradizione, innovazione e potenza estrema. Frutto dell’ingegno olandese di Sander Van Delft, questa creazione ha già percorso oltre 11.000 chilometri nelle mani di Tom Davidson, testimoniando come la determinazione e la competenza possano trasformare una visione in una realtà su due ruote capace di emozionare e sorprendere.
Un cuore Suzuki, una mente turbo
Alla base di questo straordinario progetto pulsa un motore GSX R1100 del 1991, completamente rivisitato per affrontare nuove sfide meccaniche. La cilindrata è stata portata a 1.216 cc, mentre l’anima del propulsore è stata rinforzata con pistoni forgiati e una testata alleggerita, arricchita da molle valvole ZZ-R1100. L’alimentazione si affida a un sistema di iniezione Bosch da 650 cc, abbinato a uno scarico in acciaio inox realizzato su misura. Ma il vero protagonista è il turbo: un Garrett GT2560 con turbina a cuscinetto radiale, capace di generare 10 psi di boost e di sprigionare ben 252 rwhp e 178 Nm di coppia direttamente alla ruota. Questa trasformazione ha convertito un classico propulsore Suzuki in una macchina da guerra contemporanea, pronta a sfidare ogni limite.
Un telaio leggendario firmato Bakker
Il telaio su cui si innesta questa potenza non è da meno in termini di prestigio e storia. Si tratta di un raro esemplare realizzato nel 1983 da Nico Bakker, figura iconica nella costruzione di telai personalizzati per le competizioni e fondatore della Bakker Framebouw. Proveniente dalla Formula 1000 degli anni ’80, questo telaio rappresenta un pezzo di storia delle corse, progettato per garantire una rigidità strutturale senza compromessi. L’adattamento alle nuove esigenze del turbo è stato eseguito senza alterare l’assetto originale, preservando così le qualità dinamiche che hanno reso celebre la scuola olandese di costruzione telai.
Componentistica da gara e tecnologia moderna
Per completare il quadro tecnico, la Bakker Turbo è stata equipaggiata con forcelle WP rovesciate, cerchi in magnesio provenienti dalla ZX-10R, impianto frenante AP Racing e un mono posteriore WP, tutti elementi che assicurano precisione e affidabilità nella guida. L’elettronica, affidata a componenti Motogadget di ultima generazione, consente una gestione ottimale dei parametri vitali della moto, portando la sinergia tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica a livelli d’eccellenza.
Stabilità e fiducia: la vera forza della Bakker Turbo
Nonostante la potenza straordinaria, ciò che più sorprende chi guida questa moto è la sensazione di totale controllo e sicurezza. Tom Davidson, attuale proprietario e collaudatore quotidiano, sottolinea come la stabilità trasmessa dal telaio e dalle sospensioni consenta di sfruttare a fondo le potenzialità del turbo senza mai perdere la fiducia nella risposta della moto. L’erogazione della potenza è fluida, senza ritardi significativi, e la gestione del boost avviene in modo progressivo e prevedibile. Questo aspetto distingue la Bakker Turbo dalle preparazioni improvvisate, rendendola un riferimento assoluto per chi cerca prestazioni senza compromessi nella guida di tutti i giorni.
Obiettivo 200 miglia orarie: la sfida del futuro
Guardando al futuro, il progetto punta a un traguardo ambizioso: superare la barriera delle 200 miglia orarie (oltre 320 km/h) entro il 2026. Per raggiungere questo obiettivo, saranno necessari ulteriori affinamenti sull’aerodinamica, sui rapporti di trasmissione e sui sistemi di sicurezza, portando la Bakker Turbo a un livello ancora superiore di evoluzione tecnica. Si tratta di una sfida che unisce la tradizione della Bakker Framebouw con la ricerca costante dell’innovazione, rappresentando un punto d’incontro tra passato e futuro nel mondo delle due ruote.