Harley Davidson KK: da pezzo da museo a regina del flat track
Hermann Koepf ha riportato in pista la rara Harley-Davidson KK 1953: restauro tecnico, adattamenti per il flat track.
Quando si parla di rarità su due ruote, poche moto possono vantare il fascino e la storia di una Harley Davidson KK del 1953. Di questa serie furono realizzati soltanto 1.723 esemplari, e oggi, in un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’elettronica, è sorprendente sapere che una di queste moto non solo esiste ancora, ma sfreccia regolarmente sui circuiti europei di flat track. Il merito va a Hermann Koepf, appassionato organizzatore di eventi vintage e fondatore della rivista BRUMMM, che ha trasformato il suo prezioso esemplare in una vera e propria “arma” da competizione, portando avanti un progetto ambizioso iniziato durante la pandemia. La storia di questa moto non è solo un racconto di meccanica e velocità, ma anche un affascinante spunto di riflessione su cosa significhi davvero restauro nel mondo delle moto d’epoca: è più importante preservare o far vivere questi capolavori attraverso l’utilizzo attivo?
Le radici tecniche della Model K
La Harley Davidson KK rappresenta l’apice evolutivo della famiglia Model K, un modello che segnò una vera rivoluzione per la casa di Milwaukee grazie all’introduzione dell’unit construction: motore e cambio integrati in un unico carter, una soluzione tecnica che avrebbe ispirato anche la futura generazione degli Sportster. Rispetto alle sorelle da competizione, le KR 750, la KK manteneva una corsa più lunga, elemento che si traduceva in una diversa erogazione della potenza. Gli alberi a camme più spinti, le teste lavorate e una carburazione raffinata erano eredità dirette delle leggendarie esperienze maturate sulle piste con le WR e KR.
Dalla dragster alla pista: la trasformazione tecnica
Quando la moto arrivò nelle mani di Hermann Koepf, il suo passato era già segnato dalle corse dragster. La trasformazione in flat tracker ha richiesto uno smontaggio completo e una ricostruzione minuziosa del motore: pistoni maggiorati, teste risezionate e portate, e un carburatore Mikuni da 38 mm sono solo alcune delle modifiche apportate per aumentarne la competitività. Per adattare la moto alle esigenze del flat track moderno, sono stati installati un sottotelaio John Penner, ruote da 19 pollici con mozzi Jawa da speedway e una forcella Ceriani replica da 35 mm accorciata. Particolare attenzione è stata data al prezioso Trackmaster tank: l’originale è stato replicato in fibra per preservarne l’integrità, mentre una cover primaria alleggerita ha sostituito il carter laterale di serie. In ossequio alle regole della classe C 750cc storica, la moto corre senza impianto frenante, restituendo un’esperienza di guida pura e autentica.
Restauro: conservazione o utilizzo?
La scelta di riportare in pista una Harley Davidson KK così rara ha inevitabilmente diviso gli appassionati e gli addetti ai lavori. Da un lato ci sono i puristi del restauro, convinti che modelli di questo calibro debbano essere custoditi come opere d’arte, magari in un museo o in condizioni perfettamente originali. Dall’altro lato, invece, c’è chi sostiene che la vera anima di queste moto risieda proprio nell’utilizzo, nella possibilità di vederle e sentirle vivere sulle piste. Hermann Koepf si colloca in una posizione intermedia e pragmatica: la sua esperienza di curatore della Auerberg Klassik e di gestore del circuito KROWDRACE gli consente di apprezzare sia il valore storico che la necessità di mantenere in vita le motociclette attraverso l’attività sportiva. La sua visione rappresenta un ponte tra due mondi, offrendo una prospettiva che valorizza la memoria storica senza rinunciare alla passione per la guida.
Una comunità che alimenta passione e competenza
Il successo di questo progetto dimostra come la rinascita di una moto rara non sia solo il risultato di abilità tecnica, ma anche della forza di una comunità. La storia della Harley Davidson KK di Koepf è innanzitutto una storia di collaborazione: dal recupero di componenti originali WR e KR, fino alla ricerca del prezioso Trackmaster tank a Amburgo, ogni passaggio è stato possibile grazie a una rete di specialisti e appassionati che condividono lo stesso amore per il vintage racing. Nel panorama europeo delle corse storiche, l’equilibrio tra conservazione e funzionalità non è una semplice mediazione, ma la chiave per restituire senso e vitalità alle moto del passato. È così che il mito della Harley Davidson KK continua a vivere, tra storia, velocità e passione condivisa.