MotoGP, il fattore “M”. Sarà la gomma a fare la differenza?

MotoGP in balia del “fattore M”. La nuova gomma Michelin rimuove i bussolotti e fa saltare i pronostici?


Conclusa l’ultima sessione dei test invernali della MotoGP adesso c’è solo l’attesa per il primo round mondiale 2020. L’8 marzo di Losail è già qui. Tutto pronto? Tutto chiaro? Per chi ha la memoria corta e pensa che i 18 piloti in un secondo dei test MotoGP di Losail 2020 siano un risultato extraterrestre va ricordato che negli stessi test lo scorso anno nel fazzoletto di un secondo furono… in 15. E per chi oggi grida al trionfo Yamaha con i primi tre migliori tempi - Vinales (1’53.858), Morbidelli (1’53.891), Quartararo (1’54.038)- si dimentica che negli stessi test del 2019 in vetta c’erano anche allora le moto della Casa dei tre diapason. Con Vinales leader (1’54.208), Quartararo secondo (+0.233), Rossi quinto (+0.405), con Morbidelli settimo (+0,452). In particolare, Rossi ha subito l’altro ieri lo stesso gap (+0.474) dei test dell’anno scorso (+0.405). Dunque? Poi nel 2019 c’erano la Suzuki di Rins (terzo tempo +0.386) e anche allora, sulla difensiva, la Honda di Marquez (quarto +0.405) e di Lorenzo (sesto +0.445). Anche ne test del 2019 Rossi si lamentava del “passo” e – a differenza di quest’anno – si lamentava dei … passi avanti fatti dalla M1. Ducati nel 2019 non scoprì le sue carte con la prima punta Dovizioso addirittura 15° (+0.997) e il Petrux 10° (+0.610).

Con le Yamaha a valanga e con le Suzuki (Rins) quasi sullo stesso piano dove sono finiti i detrattori del motore 4 cilindri in linea considerato un ferrovecchio da…museo? Certo, sia Yamaha che Suzuki dispongono di minor potenza e sono assai più lente sul dritto: Vinales 346,1(Rossi 343,9), idem Rins 346,1 contro i 355 Kmh e passa della Ducati di Miller (anche le altre moto di Borgo Panigale volano) e i 346,1 della Honda di Marquez: ma ciò dimostra quanto oggi i CV e la velocità massima contino relativamente ai fini del tempo sul giro e, soprattutto, ai fini della vittoria finale. Allora cos’è decisivo per vincere? Tante sono le variabili. Alla fine, come già visto anche in questi anni, è il manico a fare la differenza. Non è stato detto e ridetto che è Marquez il valore aggiunto di Honda, senza il quale la Casa dell’Ala dorata non avrebbe mietuto tanti successi? Non crediamo che i test dicano la verità sullo stato della fiera di Marquez e della Honda. Qualche difficoltà ce l’ha il binomio super iridato, ma da qui a dire che è in crisi o addirittura spacciato, viene da ridere. Marquez-Honda resta il binomio da battere. Non impossibile ma assai arduo. Tutto qui? No. C’è il “fattore M”. C’è la nuova gomma Michelin che potrebbe rimuovere i bussolotti e far saltare i pronostici. Michelin ha fatto una gran gomma, più grip e più velocità, che permette di spingere di più e, forse, dal primo all’ultimo giro. Michelin ha così interpretato al meglio i dettami della DORNA per una MotoGP show. Tocca ai tecnici e ai piloti in pista adeguarsi, interpretare la nuova gomma e dare… gas. Facile? A dirsi, sì. Non mancheranno sorprese. Almeno a Losail.

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