MotoGP, “benservito” ad Abraham per far posto a Zarco. Ducati punta su Johann per il dopo Dovi?

Così, a 30 anni che compirà fra poco più di un mese, il pilota ceco Karel Abraham abbandona deluso e con astio la MotoGP chiudendo definitivamente con le corse


Così, a 30 anni che compirà fra poco più di un mese, il pilota ceco Karel Abraham abbandona deluso e con astio la MotoGP chiudendo definitivamente con le corse. Con tutto il rispetto, ce ne faremo una ragione. Sì, ma anche stavolta la MotoGP show-business mostra l’altra faccia della medaglia, con un rapporto fra piloti e Team basato per lo più sul “do ut des”, cioè corri se paghi, e con il promoter del Campionato in sala regia, in funzione di “gran burattinaio”. Lo sanno tutti, si sa, ed è tutto legittimo, prendendo per buono chi dice che si fa così per il bene del motomondiale, per valorizzare e dare valore aggiunto alla MotoGP. Cosa è accaduto?
Karel, da sempre pilota con la valigia sostanziosa, ha appena avuto il benservito, via mail, dal Team Avintia per far posto – così pare - al ben più quotato e discusso Johann Zarco (manca solo la firma del contratto) dopo le ultime note vicende, con il funambolico francese candidato a sostituire Jorge Lorenzo sulla Honda ufficiale ma poi “out” per l’arrembante arrivo in HRC di Alex Marquez. In un primo tempo Zarco, non convinto della competitività della squadra e delle sue moto, aveva detto “no” alla ventilata proposta di correre con Avintia minacciando addirittura un suo ritorno in Moto2. Evidentemente, dai “piani alti” del Circus, ci sono state assicurazioni per garantire il necessario supporto e l’adeguata competitività tali da indurre Zarco a cambiare idea. A quel punto, o Abraham o Rabat - al di là del contratto valido per entrambi anche per il 2020 - avrebbero dovuto lasciare il posto al pilota francese. E’ toccato a Karel.

Abraham, proprio perché forte di un contratto con il team Reale Avintia in scadenza a fine 2020, pensava di avere assicurata l’ambita sella anche per la prossima stagione. Ma non è stato così. Adesso Karel, comprensibilmente amareggiato non foss’altro per il metodo “sbrigativo”, ci va giù duro: “Venerdì sera – ha spiegato in una conferenza stampa all’autodromo di Brno di proprietà di suo padre e ripresa dal sito ceco Idnes.cz – ho ricevuto una mail in spagnolo dal legale di Avintia in cui si annunciava la fine del nostro rapporto di collaborazione: ciò nonostante le rassicurazioni ricevute anche in occasione degli ultimi test a Valencia dal team manager Ruben Xaus”. Una pausa, poi la chiosa: “Sapevo di non potermi fidare delle persone in MotoGP. E’ una presa in giro. Avrebbero almeno dovuto dirmi le cose in faccia”. Ancora più dure e sferzanti le parole in libertà dell’ormai ex pilota ceco, a microfoni spenti.E domani lunedì 25 novembre, a Jerez, inizia la seconda importante sessione di test MotoGP di chiusura stagionale in vista del 2020. Fuori Abraham, si vedrà subito in pista a Jerez Johann Zarco (nell’ultimo anno in sella pro tempore a Yamaha, Ktm, Honda) sulla Ducati del Team Avintia? C’è chi dà per certo il debutto di questo inedito sodalizio che prende il largo anche in proiezione futura tenendo conto che tutti i contratti piloti Ducati scadranno al termine del 2020. Chiaro? Insomma, a Borgo Panigale pensano che potrebbe essere proprio il 29enne francese a sostituire dal 2021 gli attuali ufficiali Dovizioso e Petrucci. Sarà così?

Torniamo, per l’ultima volta, sul pilota ceco che comunque merita l’onore delle armi, non foss’altro per i quasi 20 anni passati nel mondo delle corse e i quasi 15 anni di Motomondiale. E’ noto che Karel è il figlio di un facoltoso imprenditore (è anche proprietario del circuito di Brno) ed è noto che senza la valigia non avrebbe mai partecipato come corridore al Motomondiale, tanto meno in MotoGP. A fine anni 50, anche le sterline di papà Stan favorirono inizialmente Mike Hailwood, addirittura acquistando dalle Case più importanti le loro inavvicinabili moto ufficiali. Poi, di lì a poco, visti i risultati, furono i manager e i titolari di quelle grandi Case a mettersi in fila per poter ingaggiare a suon di dollari quel ragazzone lungo e dinoccolato che conquisterà 9 titoli mondiali diventando “Mike the bike”, per i più il “number-one” del motociclismo di tutti i tempi. Il talento è come il coraggio, se non ce l’hai non te lo puoi dare. Karel ha girato quest’anno in ogni circuito mediamente con un gap di un secondo e mezzo a tornata, è giunto in campionato 24esimo (penultimo) totalizzando la miseria di 9 punti contro i 420 del leader Marquez. Karel, dopo esperienze agonistiche nello sci alpino, passa ancora ragazzino al motociclismo nel campionato nazionale poi in quello tedesco ed europeo. Appena sedicenne, fa il suo esordio nel mondiale 125 14 anni fa, nel 2005, senza ottenere punti iridati. Alla sua quarta stagione nella ottavo di litro, con il team di papà che non bada a spese, il “Cardion AB Motoracing”, sfiora la top ten (11° al GP del Portogallo) chiudendo la stagione 24° (8 punti). Magro il bilancio anche in 250 dal 2007 al 2009: due decimi posti e un 16° finale il primo anno, due settimi posti e un 16° finale il secondo anno, due sesti posti e un 14° posto finale il terzo anno. Ottiene la sua prima e unica vittoria (Valencia) e un terzo posto (Giappone) nel 2010 nella nuova Moto2, finendo 10° in campionato. In MotoGP dal 2011 (due volte 7° su Ducati nell’anno del debutto quando chiude 14°; un 7° nel 2012 e 14° finale; un 14° posto nel 2013; due volte 11° e 17° posto finale nel 2014; niente nel 2015. Dopo 11 anni nel Motomondiale, nel 2016 passa nel WSBK finendo 18°. Nel 2017 rientra in MotoGP sulla Ducati del Team Aspar (con Alvaro Bautista) con un 7° e 20° posto finale; nel 2018 miglior risultato un 11° posto terminando 23°. Quest’anno, con la Ducati del Team Avintia Racing (insieme a Esteve Rabat) finisce tre volte 14esimo terminando al 24° posto. C’è da aggiungere che Karel è stato frenato spesso da incidenti frutto di iella o, secondo la voce del paddock, di … altro. Un ragazzo alla mano che mancherà al Circus. Soprattutto per la sua valigia. E’ (anche questo) il motociclismo, bellezza!

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