MotoGP, Lorenzo ammette: "Sono irriconoscibile"

Il fuoriclasse majorquino ammette le difficoltà con Honda ma stronca le voci su un addio a fine 2019: "Ho un contratto e voglio continuare qui"

Alla luce di una prima annata con Honda obiettivamente disastrosa - soprattutto se rapportata alla trionfale cavalcata del compagno di box Marc Marquez verso il suo 8° titolo iridato - Jorge Lorenzo (Honda Repsol) è tornato prepotentemente al centro di voci di mercato che lo vorrebbero vicino al divorzio dal colosso nipponico al termine dell'attuale stagione, magari rimpiazzato da quel Johann Zarco appena ingaggiato da HRC per sostituire l'infortunato Takaaki Nakagami in LCR Honda nelle ultime gare dell'anno.

Tuttavia, nelle sue dichiarazioni pubbliche, il fuoriclasse majorquino si è sempre ostinato a respingere con decisione qualsiasi ipotesi di prematura separazione dalla casa dell'Ala Dorata, ribadendo anzi la sua ferma intenzione di "giocarsi le sue carte" nella prossimo Mondiale MotoGP con la nuova versione del prototipo RC213V.

Questo copione si è puntualmente ripetuto nel paddock di Sepang, dove questo weekend si svolgerà il GP di Malesia, penultimo round stagionale (clicca qui per orari e copertura TV): raggiunto dai microfoni del quotidiano spagnolo Marca, il 5-volte ha infatti rimandato al mittente qualsiasi congettura di un cambio di moto a fine 2019:

"Si insiste molto con questa domanda ultimamente, ma io rispondo sempre alla stessa maniera: ho un contratto di 2 anni e la mia intenzione è quella di continuare qui, trovare una soluzione ai problemi e andare avanti nel miglior modo possibile. Non so se le critiche mi influenzano in qualche modo, ma probabilmente, nel mio caso, meno rispetto ad altri piloti."

"Sono stato irriconoscibile, perché se vedi Jorge Lorenzo correre con qualsiasi moto, lo sai che è lui... Ma quest'anno, in termini di velocità, sono stato molto spesso "irriconoscibile" con la Honda, detto tra virgolette. A parte qualche sessione isolata in cui ho fatto vedere un po' di velocità, tipo in Qatar, al Montmeló o a Le Mans, non sono stato mai competitivo abbastanza per sperare di finire nella Top 5."

Nonostante le grandi aspettative generate lo scorso inverno dal suo approdo in Honda, Lorenzo non ha mai raggiunto quei livelli di rendimento che ci si aspettava da lui con quella che, da più parti, era ed è considerata la miglior moto della Premier Class. Pur contando qualche assenza per infortunio, l'attuale "bottino" di Lorenzo dopo 17 dei 19 GP in calendario consiste in soli 23 punti iridati, una miseria al cospetto dei 375 ammassati dal suo ingombrante dirimpettaio di box.

Il GP di Australia dello scorso weekend, chiuso all'ultimo posto a oltre 1'06" dal vincitore (il solito Marquez), ha rappresentato certamente uno dei punti più bassi del suo 2019 e lui stesso ne è consapevole, pur contando di invertire la tendenza già a Sepang:

"In Australia è andato tutto male e a Sepang, vista la lunghezza del circuito, i distacchi possono essere davvero importanti. Speriamo di poter tornare a dove eravamo rimasti prima di arrivare in Australia, o anche meglio. Qui, in Malesia, sono state veloce con tutte le moto. Con la Honda è difficile per me sperare di far bene, ma dovrebbe essere molto meglio che in Australia."

Per tutti questi motivi, Jorge Lorenzo è già impaziente di avere un primo assaggio della Honda RC213V 2020 in occasione del test post-gara di Valencia, moto alla quale affiderà i suoi propositi di rivalsa ma che, dai primi feedback, potrebbe anche lasciarlo deluso:

"C'è sempre molta curiosità quando si prova la nuova moto, e tanta emozione, soprattutto se non si ha avuto la possibilità di farlo alla prima occasione, cosa che Cal [Crutchlow, LCR Honda] e Marc hanno fatto a Misano. A quel momento, secondo le loro prime impressioni, la nuova moto non era meglio di quella attuale, nel senso che non ha risolto i problemi della m1oto 2019. Ma spero che questi mesi siano serviti alla Honda per riuscirci."

"Penso che la Honda 2019 mi abbia fatto molto male, in termini di feeling con l'anteriore e di velocità. Per Márquez ha significato vincere più gare rispetto al passato per via del motore molto più potente, ma forse questo ha danneggiato gli altri piloti. Spero che la nuova moto abbia caratteristiche che quella attuale non ha."

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