MotoGP: Quartararo e Vinales, musica Yamaha in qualifica

Quartararo, quarta pole! Aspettando la festa di Marquez per il titolo mondiale N° 8

Già ieri nel primo turno della prima giornata di prove, con una carambola-show che ha distrutto la sua Honda facendo temere il peggio, Marquez si è preso tutta la scena, anche quella fuori dalla pista, dimostrando davvero, oltre di quale pasta è fatto, che la fortuna aiuta gli audaci. Come definirlo, l’asso catalano, che dopo un volo che ha lasciato tutti col fiato sospeso e dopo una puntata in ospedale per gli accertamenti di rito, rientra in circuito malconcio ma senza fratture, risale sulla moto come niente fosse e oggi in qualifica si guadagna la prima fila, se pur nella terza casella?

Giove pluvio si prende una pausa e l’inferno temuto lascia il posto alla calura. I 30 gradi e passa dell’aria piombata di Buriram e i quasi 48 gradi dell’asfalto bollente giocano brutti scherzi nelle qualifiche MotoGP con a terra diversi protagonisti fra cui Marquez (ancora!), Rossi, Vinales e lo stesso autore della pole, Quartararo. Nessun danno, per fortuna, ai piloti cui però si è accesa la spia dell’allarme anche se nessuno poi si tira indietro, guardingo. L’1’29.719 del siculo francesone della Yamaha, quarta splendida pole stagionale, è una sberla per tutti, compresi Vinales (+0.106) e Marquez (+0.212) che chiudono la prima fila, una spanna (sette decimi il gap del quarto dal primo, mezzo decimo quello del quarto dal terzo) su tutti. Figurarsi per gli altri. Il miglior tempo in Q1 fatto da Petrucci (1’30.685) e il miglior tempo in gara nel 2018 fatto segnare da Marquez (1’31.471) la dicono lunga sulla qualità e sul valore del giro record di Quartararo (veloce anche sul passo così come Vinales) che, se ce ne fosse bisogno, conferma di essere la stella nascente pronta per ogni exploit.

Se non fosse ancora chiaro, a parte il terzo tempo del “guastafeste” Marquez, ci sono tre Yamaha nelle prime quattro caselle (4° tempo Morbidelli +0.712 primo degli italiani e nello scomodo ruolo di compagno di squadra di Quartararo) e la Casa dei tre diapason manca il poker causa il 9° tempo di Rossi (+1.022) – caduto a metà sessione, unico in Q2 con la gomma soft davanti - ultimo della terza fila, quindi domani chiuso nell’imbuto, con scarse speranze di recuperare e infilarsi nella lotta per il podio. Sono solo qualifiche, è solo un giro secco. Ma i tempi contano. Per stabilire la griglia di partenza, per il morale del pilota e della squadra, per questioni di dignità interne alle squadre, se non proprio di gerarchie. Vale per tutti, ovvio.

Detto della Yamaha che così conferma le grandi aspettative anche per la gara di domani, detto della Honda che senza l’acciaccato ma per nulla demotivato Marquez sarebbe perduta, diciamo della Ducati, attese, col dubbio, al riscatto: quinta (+0.8°3) con il Petrux in cerca di un risultato “alto” per ritrovarsi, settima (+0.973) con il Dovi, oggi “coperto” ma in cerca domani di un colpo di prestigio dopo aver dato l’addio ai sogni di gloria iridati, sesta (+0.878) con Miller, incuneato fra le due Rosse ufficiali. Insomma, tre Ducati una in fila all’altra in seconda e terza fila, dietro a tre Yamaha e a una Honda ma davanti a Mir, Rossi, Rins che comunque domani soffieranno sul collo. C’è comunque attesa per una gara ricca di aspettative e certo non priva di sorprese. Non mancheranno battaglie. E forse sarà gran festa per Marquez che potrebbe chiudere la formalità del titolo, con in testa domani la sua meritata, anzi meritatissima corona iridata N° 8. Al catalano servono due punti in più del Dovi. Solo una vittoria di Dovizioso potrebbe rinviare di un round la festa del “Cannibale”. Mai dire mai!

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