MotoGP, ecco Misano: Agostini getta “benzina sul fuoco”. Marquez imbattibile?

Ecco Misano, il super atteso GP di Misano, 13esimo round stagionale, crocevia bollente del mondiale MotoGP prima del rush finale di Aragon, Buriram, Motegi, Phillip Island, Sepang, Valencia. E il mitico AGO...


Ecco Misano, il super atteso GP di Misano, 13esimo round stagionale, crocevia bollente del mondiale MotoGP prima del rush finale di Aragon, Buriram, Motegi, Phillip Island, Sepang, Valencia. La strada è dunque ancora lunga e nel motociclismo, si sa, “mai dire mai”. Ma gli attuali 78 punti di vantaggio di Marquez (250 punti) su Dovizioso (172), i 101 su Rins (149), i 105 su Petrucci (145), i 132 su Vinales (118) e i 134 su Rossi (116) e soprattutto la martellante continuità del fenomenale asso della Honda (sei vittorie, cinque secondi posti) fanno capire bene cosa è accaduto fin qui lasciando agli avversari, nessuno escluso, ben poche speranze rispetto a come finirà l’avvincente torneo. Non bastasse una classifica generale eclatante quanto perentoria a favore del funambolico asso di Cervera, a 26 anni con sette titoli mondiali in saccoccia e con l’ottava corona iridata già ipotecata, a far capire ancor meglio l’aria che tira in MotoGP gettando altra "benzina sul fuoco" proprio alla vigilia di Misano ci pensa Giacomo Agostini che, papale papale, dice che Marquez è oggi il più forte, imbattibile, quanto meno rispetto alla possibilità di portargli via il titolo mondiale.

Cosa ha detto esattamente il 15 volte iridato, icona del motociclismo? “Marquez puoi batterlo una volta o due, ma durante l’anno prevale. Su 20 gare – aggiunge l’ex campione bergamasco - lui ne vince 10, altri cinque piloti se ne dividono due a testa. Ha un grande talento, ha avuto questo dono di natura, è ancora molto giovane. Bravo, astuto, furbo, ne ha di tutte… è uno dei grandi ed è giusto sia così“. E’ proprio così? I numeri sono lì a confermare quanto Ago sostiene: quest’anno Marquez ha già vinto 6 gare nei primi 12 round. Il 50%! Non solo. Agostini ha tralasciato l’altro elemento fondamentale per vincere i titoli mondiali: la continuità, come già sopra scritto, la martellante presenza sul podio di un pilota che o vince o fa secondo (cinque volte in 12 gare!), a dimostrazione (anche) di una raggiunta maturità tecnico-agonistica e tattica-strategica evitando gli errori delle stagioni precedenti (foga eccessiva, svarioni, cadute ecc.). Ovvio che Marquez è assecondato da una Honda super, moto su misura dell’asso catalano, incompresa da altri piloti di valore come Crutchlow e addirittura come Jorge Lorenzo, in pesante difficoltà, atteso a Misano a un difficile rilancio. Quando poi Agostini dice: “Lui ne vince 10, altri cinque piloti se ne dividono due a testa” è anche questo vero anche se con eccessivo ottimismo. Infatti, fin qui, Dovizioso ha vinto due volte, idem Rins, mentre altri due, Petrucci e Vinales hanno vinto una gara ciascuno. Tutti gli altri a bocca asciutta.

Allora? Messa così, non ci sarebbe più storia, con un futuro uguale al recente passato e al presente – anzi ancor più monopolizzato da un unico binomio – con Marquez imprendibile nel collezionare i mondiali, addirittura mettendo a rischio il record dei 15 titoli che hanno reso fin qui Agostini “unico”. Con tutto il rispetto per il mitico Ago (lui stesso era ritenuto – e forse si riteneva – imbattibile, ma non fu così…) e considerando Marquez oggi il pilota più forte e più completo, vero e proprio fenomeno, non si può però considerarlo vincente “a prescindere” perché le corse sono le corse e quel che sembrava impossibile fino ad oggi diventa possibile domani. Non è sempre stato così dai tempi di Nuvolari, su su fino all’epopea di Agostini e ancora dopo? Il bello del motociclismo, oltre a presentarsi con in pista grandi campioni e moto straordinarie, è dato dalla sua capacità di ricambio, di rinnovamento, di imprevedibilità. Non tutti possono vincere. Ma non è vero che vince (sempre) uno solo. “Del doman non v’è certezza”. Già. E vale anche per il motociclismo. A Misano, dunque, il settimo centro stagionale di Marquez o il terzo successo per il Dovi o Rins, il secondo per il Petrux o Vinales? E se fosse la “prima” per Rossi nel suo (ex) regno, una vittoria dall’effetto dell’uragano Dorian. Vigilia di grande attesa e di grandi aspettative fra conferme e rivincite. Week-end infuocato.

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