Dovizioso, Lorenzo, Dall'Igna e la mappa 8: ha vinto lo sport

La sincerità del team manager e del maiorchino in ambiti opposti. Più di ogni altra cosa però, la bellezza nelle parole dell'italiano: "mi piace molto lo sport, non sono uno che va a chiedere qualsiasi cosa."

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L'anteriore che chiude, il ginocchio che spinge sull'asfalto umido dell'ultima curva del circuito di Sepang e la gamba esterna che quasi vola via. la Ducati di Jorge Lorenzo rimane in piedi quasi per miracolo mentre all'interno Dovizioso si infila per prendere la prima posizione. Un sorpasso vero, figlio di quell'errore certo, che ha tolto molti dubbi su quelli che sarebbero potuti essere dei giochi di squadra in Ducati. Nulla di sbagliato sia chiaro. Ed anzi, è stato piuttosto evidente quando sul dashboard inviato da Borgo Panigale a Jorge Lorenzo pochi minuti è arrivato il messaggio "Mapping 8": in altre parole "Jorge lascia passare Andrea".

Ecco perchè lo stesso Dall'Igna a fine gara ha rimosso qualsiasi dubbio con sincerità e apertura, senza alcun sotterfugio: "In certe situazioni bisogna pensare al team e a tutti i ragazzi che sono a casa a lavorare per portare a casa questo mondiale. Certe scelte, seppur dolorose, vanno fatte". E' una scelta presa dal team e sottolineata anche da quell'abbraccio a fine gara di Gigi a Jorge nel parco chiuso.

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"Mi sembra di poter dire che entrambi i piloti sono stati estremamente intelligenti nell'arco della gara, prendendo i rischi necessari per portare a casa questa doppietta. Bravi ad entrambi ed un grazie anche a Jorge, che oggi ha fatto sicuramente la sua parte". Ed è stato ancora più chiaro Dall'Igna, quando gli è stato chiesto cosa avrebbe detto se si fosse trovato a commentare una doppietta a ruoli invertiti: "Probabilmente che avremmo sbagliato qualcosa".

Lo stesso Lorenzo però ha sottolineato come di "ordini" e questioni del genere non ve ne è stato bisogno. E' bastato usare il buon senso una volta arrivato in seconda posizione. Ma di certo non ha attuato un gioco di squadra il maiorchino: " Sinceramente ero troppo concentrato nella guida per non fare errori, e finire a terra come a Misano, per guardare il cruscotto - risponde Jorge - Mi hanno detto di quel messaggio nel parco chiuso, ma io ho fatto semplicemente la mia gara. Mi si è chiuso l’anteriore e stavo per cadere, ho chiuso gli occhi perché mi ero già visto a terra. Andrea ne ha approfittato e io ho cercato di stare con lui, ma era difficile.

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Eravamo al limite con l’anteriore e mi ha preso qualche decimo. So quanto un titolo mondiale sia importante per Ducati e non ho voluto fare nessuna pazzia. Se fossi stato attaccato al Dovi e avessi avuto un’occasione per superarlo senza rischi, avrei provato. Ma oggi avrei dovuto forzare troppo e al 90% saremmo finiti entrambi a terra".

Alla fine dei giochi però, è nelle dichiarazioni di Andrea Dovizioso e nella sua voglia di sport che si percepisce come Andrea, questa vittoria, se la sia sudata e guadagnata fino alla fine. E' l'intelligenza di un uomo che non ha paura di esprimere le proprie opinioni ma che, più di ogni altra cosa, si è voluto guadagnare la propria vittoria:

"ho sentito parlare di questa famigerata mappa 8. però io non so niente di questa cosa perchè non sono un pilota politico, non sono un pilota che va a parlare con i capi e va a cercare questi aspetti qua. sono uno sportivo, mi piace molto lo sport, non sono uno che va a chiedere qualsiasi cosa. poi se è stato fatto non lo so, e se è stato fatto credo che arrivi dalla ducati l'ordine. non lo so. Sembra strano in questo mondo perchè c'è tanta spinta, tanti sponsor, tanti soldi e c'è tanta voglia di ottenere certi risultati, ma non so se avete ancora capito la persona che sono io, forse sono anomalo o forse stupido ma su queste cose non ci guardo, non abbiamo fatto nessun meeting. io ero ben concentrato a portare a casa i 25 punti questo week end ed abbiamo lavorato bene."

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