Franco Morbidelli, storia di fenomeno umile [Foto]

L'Italia torna a trionfare nella classe di mezzo dopo Marco Simoncelli e lo fa con il volto pulito di questo ragazzo romano di Tavullia

Dipinto sul suo casco celebrativo, un pappagallo verde. Felice sorridente, simbolo di quell'animo carioca che gli scorre tra le vene. Franco Morbidelli è cosi: no, non festaiolo, ma amante delle proprie origini. Quest'estate ha visitato il brasile per assaporare le sue origini. Senza rumore, con la calma celebrata anche nella sua maglietta: "Relax" parola d'ordine. Eppure in pista è uno che ha abbinato la furia dei campioni, con la saggezza di essere uomo fin da quando era ragazzino. Senza rumore, senza esser eclatante.

Il suo percorso per arrivare alla vetta della Moto2 non è passato per le cilindrate piccoline del motomondiale no. Lui la trafila l'ha fatta passando per la Stock600.

"Ho sempre sognato di essere un pilota fin da quando ho iniziato a correre nelle minimoto, come tutti i ragazzi - ha ricordato il nuovo campione del Mondo – ho partecipato anche al Campionato spagnolo, ma i costi erano particolarmente elevati, così sono ripartito dalla Stock600, che era molto più economica. Di sicuro la vittoria dell’Europeo mi ha consentito di compiere il passo nel Mondiale, anche se non mi mancava un pizzico di paura”.

E' stato forte Franco, ma quel percorso....veniva raccontato quasi con snobbismo. Viene dalle derivate di serie, la base delle derivate, non può essere un fenomeno. Lui invece, in silenzio, cresceva ogni giorno di più. Non tutti credevano nel talento di questo ragazzo schivo, taciturno, estremamente umile, dedito al lavoro giornaliero in quella Academy di Valentino Rossi che lo scelse come primo allievo proprio per quella scintilla che covava quasi di nascosto.

Perfino all'interno del team e nel paddock, più di qualcuno nutriva dubbi. Uno scetticismo dissipato fin dal primo gran premio di quest'anno tra le luci dei riflettori di Losail, quando Morbido conquista da vero duro sulle due ruote la prima vittoria. E' il trionfo della scommessa di Michel Bartholemy, team manager della squadra, che fin da subito aveva creduto nelle potenzialità di Morbidelli e che ieri, a Sepang, ha potuto esternare tutta la sua gioia:

"Sono felice! Vincere con lui è stata una grande emozione, perchè è stata una mia decisione quella di prenderlo. Non vedo l'ora di lavorare con Franco in motoGP".

Una stagione dominata fin da quella prima affermazione di Losail proseguita con altre otto affermazioni: una cavalcata trionfale quella di un pilota mai visto come fenomeno, ma divenuto campione a suon di risultati. Solamente la costanza di Thomas Luthi aveva tenuto aperto la lotta per l'alloro mondiale.

Perfino alla notizia della conquista del titolo mondiale per il forfait di Luthi, è riuscito a rimanere calmo e pacato nelle sue reazioni. Vincere in quella maniera, senza lottare in pista, non lo soddisfaceva. Voleva prima correre, seppur senza il suo rivale per il titolo. Solamente una volta oltrepassata la bandiera a scacchi si è lasciato andare ai festeggiamenti anche se, sempre alla sua maniera: "Dove festeggerai stasera? A Sepang è pieno di locali!" gli chiedono in conferenza stampa. "Non vedo l'ora di tornare a casa. Festeggerò in Italia".

Dopo Simoncelli, l'Italia torna a dominare nella classe di mezzo. Serviva il volto pulito di un altro ragazzo come Morbidelli per tornare in paradiso.

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