Valentino Rossi: "Contento di esserci stato"

Il pilota di Tavullia: " Non ero al 100%, negli ultimi giri ero abbastanza cotto". Sulla gara: " sono stato veloce, bene all’inizio, poi soffriamo troppo il calo della gomma posteriore"

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Un'impresa bella di quelle da raccontare negli annali, da inserire negli scaffali delle storie del motociclismo insieme a tante altre belle storie. Valentino Rossi (Team Yamaha Movistar) oggi ha compiuto qualcosa di grande a soli 24 giorni dall'operazione. Storie belle, di coraggio e dedizione, storie di piloti che, semplicemente vogliono tornare in sella. Rossi come Capirossi ad Assen, quando corse con la mano fratturata al mattino, come Jorge Lorenzo quattro anni fa quando si operò alla clavicola e dopo 36 ore era in sella.

Rossi come Sheene, come Pirovano, come tanti colleghi, come tanti piloti. Razza strana quella dei piloti: lo percepisci Valentino quando, come fatto già nei giorni scorsi, valutava la frattura come una variabile al pari di un assetto o della scelta della gomma. Ne parla quasi staccato. A questo punto la domanda sorge spontanea: felice per il rientro o deluso per il risultato visto il calo finale?

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Naturalmente è molta di più la soddisfazione per esserci stato e comunque di aver guidato bene, di essere partito in prima fila e di aver fatto una gara al massimo dall’inizio a quasi alla fine. Sono molto contento perché una settimana fa erano molte di più le possibilità di guardarla a casa, anche se in compagnia del gatto Rossano (ride, ndr) non è che mi diverto tanto. Invece è stata bella, sono stato veloce, bene all’inizio, poi soffriamo troppo il calo della gomma posteriore, infatti anche Vinales alla fine è arrivato con me. E’ un problema che stiamo cercando di risolvere, stiamo cercando di lavorare, però al momento le altre moto, soprattutto la Honda e la Ducati, riescono a calare meno nella seconda parte di gara.

La domanda giunge spontanea: cosa vuol dire fare 23 giri con una gamba rotta e ferrata?

Abbiamo fatto un grande lavoro a casa, perché subito dopo l’infortunio abbiamo cercato di fare il massimo per la gamba e quindi ricominciare ad appoggiarla, con i miei dottori e con i miei uomini, però abbiamo cercato di mantenere allenato anche il resto del corpo, perché comunque sapevo che 23 giri sono molto difficili, anche se sei in forma. Non ero al 100%, negli ultimi giri ero abbastanza cotto e facevo più fatica nei cambi di direzione, avevo un po’ di dolore e la mia posizione sulla moto non era al massimo, però sono riuscito a spingere fino alla fine e quindi sono molto contento. Era importante essere qui perché l’altra volta, nel 2010, avevo saltato 3-4 gare e ci avevo messo un po’ di tempo a riprendere gli automatismi dalla partenza dei primi giri del feeling con le gomme, invece avendo saltato solo una gara qui mi sono trovato bene dall’inizio e adesso il lavoro continuerà forte perché abbiamo due settimane a casa e voglio cercare di arrivare a Motegi, se non al 100%, abbastanza in forma.

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