MotoGP Jerez, il ritorno di Dani! Lorenzo-Ducati, primo podio! Yamaha… “in bambola”

Pedrosa firma a Jerez la gara numero 3000 del Motomondiale

Il piccolo Dani torna il grande Pedrosa con una cavalcata trionfale che manda in visibilio i 100 mila e passa sugli spalti assolati di Jerez festeggiando un podio tutto spagnolo.

Così, dopo un lungo digiuno, Pedrosa firma la gara numero 3000 del Motomondiale, corona nel modo migliore un week end che definire perfetto è poco, (con la ciliegina della scelta della gomme media posteriore) tornando meritatamente sul gradino più alto del podio e indossando – pro tempore – la giubba dell’Ala dorata con i gradi del capitano.

Con questo successo il number two della Honda – stiamo sempre parlando di un signor pilota – si è di nuovo guadagnato la pagnotta, cioè il posto nella squadra ufficiale e oggi con i suoi 52 punti in classifica può anche fare pensierini … iridati ritenuti impensabili fino all’altro ieri. Si vedrà.

Considerando che nel 2016 Dani vinse un solo GP, quello di San Marino, quel che fa da qui in avanti è… grasso che cola. Contento lui – anzi raggiante – contento – si fa per dire – Marc Marquez, cui oggi va bene così (la doppia gomma dura non è stata la scelta ottimale….) vedendo dove sono finiti i suoi avversari più diretti: Vinales (sesto a quasi 25 secondi di distacco) e Rossi addirittura decimo, con gap poco sotto i 40 secondi, una debacle.

Contenti soprattutto in Honda, per una doppietta che parla da sola. Così, l’attesissimo rientro della MotoGP in Europa dopo i primi tre round stagionali in Qatar, in Argentina e in Texas, se da una parte lascia tutti felici e contenti per la vittoria di un Pedrosa considerato (sbagliando?) oramai solo un outsider (di lusso) fuori dalla battaglia dei “giganti”, dall’altra lascia ai più l’amaro in bocca, delusi per il mancato e stromazzato duello fra chi gode dei pronostici per il titolo, in primis Rossi, Marquez, Vinales.

Nella giornata “no” per la Yamaha, un quasi disastro specie per il Team factory, Rossi, oggi disarmato per le vicissitudini tecniche (di gomme? Di assetto?), resta comunque leader in classifica generale (62 punti) con due lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra Vinales (60 punti), anche lui oggi in difficoltà.

Tutto come prima? No! Innanzi tutto perché, pur “solo” con il suo secondo posto, Marquez recupera alla grande il gap che aveva da Rossi prima del GP di Spagna: adesso solo 4 punti!

Poi perché sul podio sale un rinfrancato Jorge Lorenzo per la prima volta su quella Ducati (al secondo podio stagionale) che nelle prime tre gare pareva impossibile domare. Considerate le caratteristiche di Jerez (pista storicamente non favorevole alle moto della Casa di Borgo Panigale) è evidente che il maiorchino ci ha messo del suo, con grande rimonta dall’ottavo posto in qualifica, sfruttando ala grande le due gomme medie, ma è un segnale positivo di un feeling ritrovato fra pilota e moto che lascia ben sperare per l’immediato futuro.

Ciò è confermato anche dalla quinta piazza di Dovizioso (quinto anche nella generale: 41 punti), non eccellente (gap di oltre 22 secondi) ma pur sempre significativo dopo le qualifiche disastrose e perché ottenuto davanti a un big come Vinales (impelagatosi a metà gara in un sorpasso da quasi ko su Iannone) e altri piloti di tutto rispetto.

Iannone? Solito sprazzo iniziale, solita caduta. Il resto in cronaca.

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