SBK, Sylvain Guintoli: "Sono tra i migliori piloti del campionato"

Sylvain Guintoli, in cerca di una moto per il 2017, ripercorre la sua non facile stagione con la Yamaha del team Pata Racing, le difficoltà di una moto al primo anno di Superbike, parlando dell'incidente di Imola e del futuro.

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Quello appena concluso non è stato certo un anno di gare al top, quello di Sylvain Guintoli, campione del mondo in Superbike nel 2014 con la Aprilia, dopo una rincorsa durata buona parte della stagione e la vittoria su Tom Sykes all'ultima gara, a Losail.

Approdato al team Pata Yamaha dopo un anno incolore passato alla Honda, il pilota francese ha dovuto fare i conti con una R1M ancora acerba a livello di sviluppo, a cui si è aggiunto, ad Imola, un infortunio che lo ha tenuto fermo per alcune gare.

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Al suo ritorno in pista, è però riuscito a regalare alla casa di Iwata il primo podio dal rientro della casa giapponese nel mondiale delle derivate di serie, cosa che gli ha permesso in parte di raddrizzare la stagione. Il futuro è però incerto, per il 34enne di Montelimar che, al momento, non ha ancora una sella per il 2017.

Intervistato dal sito ufficiale del mondiale Superbike, Guintoli è tornato con la memoria sull'incidente occorsogli al Dino Ferrari, ha parlato delle difficoltà incontrate al primo anno sulla Yamaha e di quelli che sono i suoi progetti per il campionato 2017. Di seguito le dichiarazioni del pilota.

Sylvain Guintoli: "Questa stagione è stata molto frenetica per me. Fin dal primo round siamo stati veloci, soprattutto nelle qualifiche. Era un progetto nuovo di zecca e abbiamo lavorato duramente per sviluppare e migliorare la moto. L’inizio della stagione sembrava promettente prima della caduta di Imola, che è stato piuttosto dannoso per lo sviluppo della moto e soprattutto per me!
Quello dell'incidente è stato un periodo molto complicato, per me. Non ho parlato di questo, ma l’infortunio è stato molto più grave di quanto si fosse visto all’inizio. In tutto c’erano nove fratture. Oltre alla caviglia, avevo tre costole rotte, due fratture vertebrali e una frattura al bacino, non potevo muovermi.
Volevo però tornare in buona forma per concludere la stagione, sono molto orgoglioso di aver raggiunto l’obiettivo e sono molto felice dei miei risultati. A Jerez e in Qatar ero molto vicino ai piloti di testa. Ottenere il primo podio per Yamaha quest’anno è stato simbolico e molto importante per me, riflette il duro lavoro che ho fatto quest'anno. Inoltre riflette anche la forte motivazione per tornare più forte di prima. Sono orgoglioso della mia prestazione e questo mostra che sono uno dei piloti più forti del World Superbikes.
È sempre importante concludere davanti al tuo compagno di squadra. Fin dall’inizio della stagione ero davanti a lui, sia nella classifica del Campionato, sia in quella della Superpole. Quando sono tornato alle gare, ho concluso di nuovo davanti.
Sapevamo che sarebbe stato difficile vincere il primo anno contro le altre moto che sono nel Campionato da più tempo. Le altre case sviluppano le moto da anni, ma ottenere un podio significa anche che, nonostante il loro vantaggio, eravamo competitivi.
Il 2016 è alle spalle. Ho dato il mio contributo a Yamaha quest’anno e ho ottenuto risultati. Per adesso nulla è stato deciso per la prossima stagione. Sto parlando con alcuni team, valutando l’opportunità migliore. È importante scegliere il miglior progetto e il mio futuro sarà deciso nei prossmi giorni. Se la decisione sarà concreta, potrei partecipare al prossimo test del WorldSBK a fine mese. Fino a quel momento continuerò ad allenarmi. Non sono in sella ad una moto da una settimana ed è passato troppo tempo! Non vedo l’ora di guidare di nuovo!”

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