Test MotoGP Australia: Casey Stoner non c’è. Perché Ducati non dà la GP16 al “Canguro”?

I ducatisti vorrebbero vedere Casey Stoner sulla Ducati GP16 in Australia. Il programma dei test senza il canguro...

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Uno dei principali motivi di interesse del nuovo test ufficiale della MotoGP che da domani si svolgerà per tre giorni a Phillip Island riguarda la Ducati. Nella prima uscita stagionale dei test Dorna di inizio febbraio a Sepang la Casa di Borgo Panigale ha dimostrato di essere già ai... piani alti (con qualche difficoltà per Andrea Dovizioso) guadagnandosi soprattutto la scena per l’exploit di Casey Stoner, di nuovo sulla Rossa, pur se solo in veste di tester di lusso o in veste di non si sa ancora bene che cosa.

Al di là dei sorrisi di alcuni, dei musi lunghi di altri, delle mezze parole e dei proclami “stop and go”, la strategia della Ducati non pare ancora definita, o meglio, non è chiara all’esterno. Una cosa è certa: i nuovi regolamenti tecnici (soprattutto centralina unica e software unificato e nuove gomme Michelin da 17 pollici) che incidono realmente sulla competitività del mezzo e sulle prestazioni del pilota sono stati “interpretati” egregiamente dalla Ducati, anche perché la marca italiana da anni lavora proficuamente con Marelli conoscendo bene la nuova centralina elettronica, oggi imposta anche alla concorrenza.

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Ducati, si sa, dispone anche di altre buone carte: un management e un budget adeguati alla sfida; un motore al top per potenza e finalmente gestibile a tutti i regimi; un team che gira come un orologio attorno al suo direttore tecnico; forti piloti ufficiali i quali però si trovano fra capo e collo nello stesso “pollaio” non un “signor nessuno” ma un fuoriclasse dal nome di Casey Stoner, da alcuni considerato oltre che un “valore aggiunto” per lo sviluppo della GP 16 anche uno “stimolo” per Iannone e Dovizioso e da altri paventato come “castigamatti” dei due ufficiali e destabilizzatore della squadra. Parlandoci - come si dice - fuori dai denti, i due Andrea, avrebbero volentieri fatto a meno di trovarsi in casa l’incomodo “ospite” capace di alzare l’asticella forse anche troppo in alto.

Fatto sta che il “canguro” alla sua prima uscita ufficiale di Sepang ha segnato il quarto tempo dietro le Yamaha di Lorenzo e di Rossi e alle spalle della Honda di Crutchlow, davanti a tutti gli altri ducatisti. Prestazione raggiunta in tutta scioltezza e in sella alla GP 15 in configurazione regolamenti 2016. Non ci ripetiamo sul valore e sui limiti di tali test. Fatto sta che Stoner è adesso visto come “spauracchio” per tutti. Date queste premesse una domanda s’impobe: perché Stoner è assente dai test Dorna di Phillip Island? Ufficialmente perché Ducati porta avanti coerentemente un programma già definito di test paralleli su circuiti differenti con i piloti ufficiali in Australia e con il “tester” australiano in Qatar. Bene. Ma proviamo a cercare il pelo nell’uovo.

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Dopo il primo test positivo di Sepang, da domani sulla pista “amica” di Phillip Island Stoner (lì davvero straordinario e imbattibile) avrebbe potuto far saltare il banco, addirittura mettendosi dietro tutti gli avversari (non solo i compagni di squadra ducatisti) dimostrando il reale attuale fortissimo livello di competitività della GP 16. Allora? Forse la Ducati non ha oggi una GP16 disponibile per Casey. Forse la Ducati non ha oggi interesse a scoprire le proprie carte, preferendo volare basso.

Forse la Ducati sa già che Stoner non correrà l’intero campionato e che quindi non c’è alcun interesse a mettere in sovra tensione i due piloti ufficiali Iannone e Dovizioso, cui va invece confermata la piena fiducia, la massima attenzione e il totale supporto, anche psicologico. Insomma, Ducati vuole dimostrare (per ora) che Stoner è in Ducati per concorrere allo “sviluppo”, spingendo squadra e piloti, non per fare … un “quarantotto”. Sarà certamente l’evolversi della situazione, presto, a mettere ogni pedina al posto giusto. Visto l’andazzo e visto che siamo ancora solo nella fase dei test non è difficile prevedere … scintille. Le bocce non sono ferme.

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