Melandri: dopo l'addio all'Aprilia MotoGP, quale sarà il suo futuro?

Con la separazione di Aprilia probabilmente si chiude, forse per sempre, la carriera di Marco Melandri in MotoGP. Superbike con Yamaha all'orizzonte?

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Mentre il circus della MotoGP si appresta a vivere le emozioni della gara del Sachsenring (questi gli orari tv) in Aprilia è stato ufficializzata la separazione da Marco Melandri, per il ravennate è già partita la ormai immancabile ridda di indiscrezioni e speculazioni su quale sarà il suo futuro nelle gare.

Posto per assodato che non ci sia niente di certo, è quasi scontato che “Macho” sia alla ricerca di una sella che possa costituire una sicurezza, prima di tutto a livello mentale, tradizionale tallone d'Achille di un pilota che è stato vice-campione del mondo nella massima serie nel 2005, ma che viene universalmente riconosciuto come emotivamente fragile.

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Con i team ufficiali e le squadre satellite “che contano” non interessate a lui, la logica suggerisce come sia fortemente improbabile la sua permanenza tra i prototipi, a meno di accontentarsi di una Open da profonde retrovie, alias del livello di della RS-GP da dove è appena sceso.

La scelta sembrerebbe quindi obbligata, la Superbike. Sarebbe peraltro una dolce medicina per Melandri, che dalle derivate di serie non se ne sarebbe andato, almeno non per la stagione 2015, dove contava di poter disputare un grande campionato con la RSV4. Questo anche se l'ormai ex-Aprilia non aveva fatto i conti con la diminuzione della competitività della moto di Noale a seguito della modifica dei regolamenti.

Il ravennate, sceso dall'ibrido che è la RS-GP, con ogni probabilità non approderà nei box della casa veneta, ma potrebbe invece ritrovare una sua vecchia conoscenza, quell'Andrea Dosoli con il quale ha condiviso l'esperienza Hayate in MotoGP e Yamaha prima e BMW poi in SBK.

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Oggi il manager è il responsabile del progetto di rientro tra le derivate di serie della casa di Iwata che, dal 2016, schiererà in gara la nuova R1M, moto dominatrice della stagione in corso nel campionato MotoAmerica (la ex-AMA SBK) e seconda in BSB, risultati che potrebbero costituire una base di garanzia di competitività, in ottica Superbike, che Melandri cerca per evitare una nuova stagione da dimenticare.

Il rischio è comunque quello di ulteriori dodici mesi di purgatorio, a meno che la nuova supersportiva della casa dei tre diapason si dimostri vincente da subito anche in SBK, ipotesi possibile, ma oggettivamente non di facile realizzazione.

Una ulteriore opzione potrebbe poi essere quella che prevede un anno sabbatico, da parte del pilota di Ravenna ma, né lui, né il suo manager, Alberto Vergani (presidente Nolan), sembrano aver mai preso in considerazione l'idea. La notizia delle ultimissime ore vedrebbe il pilota rovannate su una Ducati SBK come wild-card. Vedremo nelle prossime ore se la cosa di concretizzerà. Nel frattempo, domenica prossima, in Germania, insieme ad Alvaro Bautista, sulla RS-GP ci sarà Michael Laverty.

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