Maxi sportive: i chili di troppo e i cv che mancano (ma si pagano con il bollo)

Avete mai pensato che se la vostra moto ha meno cavalli del dichiarato, voi pagate comunque il bollo per la potenza indicata a libretto?

Ducati 1299

E' inutile girarci intorno... quando, prima di acquistare una moto (ma il discorso vale anche per le auto), leggiamo la sua scheda tecnica, ci sono due numeri su cui certamente si fionderà il nostro sguardo, la potenza ed il peso (che in realtà sarebbe più corretto chiamare massa).

Sono anni che viene sbandierato il rapporto 1:1 tra queste due grandezze ma, negli ultimissimi tempi e con la nuova escalation delle prestazioni delle Superbike-replica, si è oggi davvero raggiunto il traguardo. Cavalli e chilogrammi rilevati però, non sono quasi mai quelli dichiarati. Tutto questo ha un costo per le nostre tasche, vediamo quale.

BMW S1000 RR

In primis c'è la genetica del chi (tra i costruttori), fa la voce “ragionevolmente” più grossa degli altri. A ruota segue il fatto che la relazione tra queste due grandezze può generare risultati magici in termini di performance. Sì, perché mai come nelle moto, vale la regola del motorismo all'inglese: peso ridotto ancor prima di maggior potenza.

Ma le divisioni marketing delle case (tutte quante), da questo punto di vista non sembrano “sentirci” ed allora si legge di misurazioni della massa, come della potenza, che potrebbero essere definite creative, oltre che quasi regolarmente "ottimistiche”.

E' pur vero, dirà qualcuno, che le normali tolleranze di produzione fanno sì che un motore non sia esattamente uguale, a livello di resa, ad un altro identico, ma il dato di fatto è che tutti o quasi gli esemplari testati risultino, a livello di potenza e coppia, meno esuberanti rispetto al dichiarato (all'albero).

Aprilia RSV4 RF

Se però il peso maggiore non comporta altri problemi se non il surplus di chili da portarsi in giro quando si è in sella, l'argomento cavalleria è diverso, perché la tassa automobilistica (il bollo), in Italia, viene calcolata proprio sulla potenza del motore.

Questo origina il fatto che, se una moto viene omologata per avere 160 cavalli (117,6 kw), alla ruota ne possa avere 145 (106,6 kw), d'altronde attriti e masse in movimento non si possono eliminare. Discorso diverso è se all'albero ne vengono rilevati, magari, solo 153 (112,5 kw). E perché?

Semplicemente perché 7 cavalli (5,1 kw) a noi costano, ipotizzando di possedere un mezzo Euro 3, la cifra di 4,97 € l'anno nel Lazio e 4,55 € in Lombardia. Se il mezzo ha una omologazione più datata, la somma sale. Non c'è certo di che arricchirsi, risparmiando quella cifra ma, una briciola oggi, una briciola domani, tutto fa, per le tasche dei poveri motociclisti, già abbastanza vessati da costi di altro genere.

Yamaha R1M

Senza lanciarsi in voli pindarici che vadano a mettere sotto accusa le procedure di omologazione, sarebbe forse auspicabile che venisse modificata la normativa al riguardo. Oggi infatti, il paradosso è che il bollo da pagare per una Suzuki GSX-R1100 (95,5 kw) vecchia di ormai 30 anni e dal valore di due-tremila €, sia superiore (per via dell'omologazione Euro 0) a quello dovuto per una fiammante BMW R1200 GS Adventure (anch'essa con 95,5 kw, ma omologata Euro 3), che di euromonete ne costa quasi 18 mila.

Tutto questo dal momento che qualche € l'anno a causa dei cavalli "rubati" ad ognuno dei possessori dei milioni di mezzi (moto+auto) che circolano nel nostro Paese, concorre a fare una bella cifretta che gli utenti si trovano a sborsare, ed in tempi di crisi... ;)

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