rMoto - e luce sia




Gli scooter elettrici sono una gran cosa, utili, puliti, pratici, ma non belli, quasi mai emozionanti.

La fuoristrada elettrica fa cose grandiose, ma il divertimento dura troppo poco.

rmoto invece, beh...questa spacca, sempre che la facciano.

La creatura di Robrady, illuminato (è proprio il caso di dirlo) designer al confine tra sogno e realtà, è emozionante anche in questa veste, solo renderizzata, che prefigura uno dei proptotipi più attesi (non solo nell'emisfero motociclstico) e promesso per l'inizio del 2006.





La rMoto, così come la si vede idealizzata, è bella proprio perché é elettrica; non va, cioè, a cercare confronti con le moto tradizionali sfruttando quale punto di forza la sua eco-compatibilità, ma punta sulla tecnologia che impiega per toccare limiti non raggiungibili dalle moto alimentate a combustibile.

Ne è un esempio l'intera sovrastruttura, dal cupolino al codone, aggrappata ai montanti scatolati del telaio e completamente sospesa nel vuoto: la rMoto può permettersi questo e altri slanci stilistici, proprio perché non ha scarichi, serbatoi, radiatori, ecc. ecc., da ancorare e sorreggere.



Ora la sfida è tutta sul terreno della concretezza; sulla necessità non solo di realizzare un prototipo funzionante, ma di conferire alla rMoto quelle caratteristiche tecniche e prestazionali necessarie per affrontare la sfida della commercializzazione di un prodotto che per essere così bello, dovrà per forza essere anche costoso e quindi emozionante anche nel suo impiego.

Fortunatamente Robrady non è solo in questa sfida; al suo fianco si sono subito schierate le più solide avanguardie industriali impegnate negli studi sulle energie alternative e, si dice, persino l'industria del cinema hollywoodiano, entusiasta all'idea di dotare qualche eroe del futuro di un veicolo che il futuro promette di accenderlo adesso.


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