MotoGP Indianapolis 2014: Scott Redding fa felice il team Gresini

Grande weekend a Indy per il britannico, per la prima volta nella Q2 e vincitore tra le 'Open': "Più forte dopo la pausa". Gongola il boss Fausto Gresini, mentre è crisi nera per Alvaro Bautista.

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In questo Motomondiale 2014, la stella di Marc Marquez (Honda Repsol) è talmente abbagliante da rendere quasi invisibili tutti gli altri protagonisti della MotoGP, ma agli appassionati con l'occhio lungo non sarà certamente sfuggito il grande fine settimana ad Indianapolis di Scott Redding. Il rookie britannico del team GO&FUN Honda Gresini, vice iridato della Moto2, è infatti rientrato dalla pausa estiva in grandissima forma, firmando quello che è stato indubbiamente il miglior Gran Premio della sua ancor breve carriera in Premier Class.

Il 21enne talento del Gloucester inglese, che corre con una Honda RCV1000R 'Open', ha infatti prima centrato la sua prima qualificazione alla Q2 nelle qualifiche del sabato, e nella gara di domenica, con il 9° posto assoluto, si è aggiudicato per la prima volta il successo nella 'sub-classe' Open, ritrovandosi a fine corsa al parco chiuso insieme ai 'big' di categoria. Ed in entrambe le occasioni si è messo alle spalle il compagno di colori Alvaro Bautista, che a differenza sua corre però con il prototipo 'factory' RC213V. Non c'è quindi da stupirsi se in molti sono ormai certi che il britannico rileverà l'ambita moto dello spagnolo a partire dalla prossima stagione.

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Nel GP di Indianapolis, Scott Redding è anche stato protagonista di una bella battaglia con il connazionale Cal Crutchlow (Ducati Team), che lo ha battuto allo sprint sul celebre traguardo del 'brickwall'. In termini di classifica, il rampante pilota inglese è ora 12° a quota 40 punti, a sole 10 lunghezze dal ben più esperto compagno di colori. Nonostante gli ottimi risultati del weekend americano, la sua analisi di fine gara è stata comunque piuttosto obiettiva e lucida:

“Sono stato veloce tutto il fine settimana e sono contento di essere entrato per la prima volta in parco chiuso: ovviamente, dato che Aleix Espargaro si è ritirato, non è il miglior modo per ottenere questo risultato, ma per me la cosa importante era primeggiare nuovamente tra le Honda in configurazione Open, e ci siamo riusciti ancora una volta. All’inizio della gara Aoyama riusciva a seguirmi a un solo secondo di distanza, anche perché io e Crutchlow ci rallentavamo a vicenda, ma all’improvviso il gap su Hiroshi ha cominciato a salire sempre di più, dopodiché è stato bello battagliare con Cal, anche se tutte le volte lui riusciva a superarmi in rettilineo. Abbiamo fatto un buon lavoro e per questo voglio ringraziare tutti i ragazzi del team; è stato un bel modo di rientrare dalla pausa estiva: credo di essere tornato più forte e di prima e con una maggiore confidenza, per cui ora guardiamo con fiducia alle prossime gare”.


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Il brillante weekend dell'inglese è stato naturalmente motivo di grande soddisfazione per il Team Manager Fausto Gresini, che dopo le amarezze nella Gara della Moto3 - con Bastianini 11° e Antonelli fuori dalla zona punti - ha potuto applaudire la grande crescita del suo pupillo d'oltre Manica:

“Per noi è stata una bella soddisfazione entrare in parco chiuso come prima moto in configurazione Open al traguardo: siamo anche contenti di aver regalato in questa occasione questo particolare primato alla Honda. Redding è stato autore di un weekend molto bello, nel quale è sempre riuscito a fare la differenza rispetto agli altri piloti in sella alla RCV1000R. Questo significa che Scott è effettivamente cresciuto e ora può contare su una maggior conoscenza della moto: ciò è molto importante per il futuro. Dall’altro lato, il fine settimana di Bautista non sarebbe potuto andare peggio di così… Alvaro è caduto ieri e oggi la sua gara è finita dopo poche curve. Cerchiamo di dimenticare e guardiamo avanti, fortunatamente la prossima gara a Brno si corre già tra una settimana”.


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Per Alvaro Bautista, infatti, l'intero fine settimana di Indianapolis è invece uno di quelli da mettersi alle spalle al più presto. Dopo il brutto high-side delle FP3 e l'onta di essere stato battuto dal compagno di squadra nella Q1 (fallendo l'accesso alla Q2), in gara l'esperto pilota spagnolo è stato costretto al ritiro al 1° giro per una caduta innescata da un contatto con il colombiano Yonny Hernandez (Ducati Pramac Racing). Comprensibilmente sconsolato il suo commento sul weekend:

“C’è poco da dire, per noi è stato un fine settimana molto difficile sin dall'inizio, con molti problemi di grip al posteriore, e in gara sapevo che partire così indietro avrebbe reso tutto più rischioso del solito: all'ingresso della curva 4 stavo mantenendo la mia traiettoria quando all'improvviso è spuntato Hernandez all'esterno; mi ha toccato e non ho potuto evitare la caduta. Ovviamente non è stato un bel weekend, ma dobbiamo pensare positivo perché sarebbe potuto andare anche peggio: nella brutta caduta di sabato mattina mi sarei potuto fare male, invece fortunatamente sto bene. Ora dimenticare in fretta e cercare di arrivare a Brno con il massimo della motivazione”.

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