MotoGP Argentina: Marquez, e tre! Il fenomeno della Honda gioca a gatto col topo

Contare fino a tre è facile, vincere - come sa fare Marc Marquez – dominando le prime tre gare d’apertura della MotoGP 2014 è un po’ più complicato, indubbiamente esaltante per il baby campione del Mondo in carica della premier class.

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Più complicato, ma non per l’indiavolato vessillifero della Casa dell’Ala dorata. Vittorie ottenute in modo così perentorio – dopo week end a senso unico, wu compresi – perdono un po’ della loro bellezza e rischiano pure di togliere smalto agli avversari. Ma non è così.

Il giovane fenomeno della Honda è uno spettacolo “a parte”, esaltando con le proprie gesta ogni corsa della MotoGP e l’intero campionato. E gli avversari dello spagnolo – a iniziare da Lorenzo, Pedrosa, Rossi – non sono acerbi pivellini o pensionati in disarmo, bensì fuoriclasse consumati che guidano alla grande e sanno vendere cara la loro pelle.

Il fatto è che con questo Marquez, oggi non ce n’è per nessuno. Si lotta per il secondo posto perchè il gradino più alto del podio è oramai affare privato di Marc. Tutto qui. Almeno fino a che la ruota non giri in un’altra direzione, sempre possibile nelle corse.

Nella classe regina del motociclismo, ad armi pari, mai piloti hanno dominato con tanta superiorità (ad esempio, Giacomo Agostini ha mietuto titoli iridati grazie anche a stagioni facili, con avversari su moto inferiori), mentre qui i Pedrosa, Lorenzo, Rossi hanno sostanzialmente lo stesso potenziale di Marquez, un pacchetto straordinario.

Honda ha qualcosina in più ma la vera differenza la fa il manico di Marc, oggi indubbiamente il più forte e completo pilota in pista. E’ vero, nel motociclismo nessuno è imbattibile. Ma in condizioni “normali” chi può oggi passare prima di Marc sotto la bandiera a scacchi?

E sì, perché la domanda non è se le Yamaha riescono a tenere il passo delle Honda, ma se i piloti (nessuno escluso) sono in grado di tenere testa al fenomeno Marc Marquez. Tutto qui. E il verdetto numero tre di questa MotoGP 2014 senza storia è senza appello: Marquez domina e si (stra)merita la vetta di questa gara e della classifica.

Chi lo ferma, uno che gioca a gatto col topo, con tale sicurezza da togliere ogni velleità di riscossa a Pedrosa (comunque valido … nel ruolo di “gregario” di lusso e con punti d’oro per se stesso e per la squadra), a Lorenzo (comunque ci ha provato e si lascia dietro l’illustre compagno di squadra), allo stesso Rossi (che riforma il poker d’assi ma come ultimo vagone del trenino dopo due lunghi … di troppo ad inizio corsa).

Tutto qui? Sì. Gli altri fanno un’altra corsa. Ducati compresa, nuovamente in alto mare, anche con l’aiutino dei nuovi regolamenti. Poi, alla terza gara, se a qualcuno venisse voglia di dire che il campionato è già “chiuso”, come dargli torto? La classifica di gara rispecchia esattamente gli attuali valori in campo. Questo passa oggi il convento.

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