SBK Phillip Island: Guintoli si “scopre” con una Superpole da record. Dominio di Aprilia e Ducati. Giugliano e Melandri in prima fila

E’ già spettacolo nella migliore tradizione SBK, il mondiale delle derivate di serie che apre la stagione 2014 sul magnifico circuito australiano di Phillip Island con una Superpole da leccarsi i baffi merito di Sylvain Guintoli (Aprilia) e del suo tempone record (1’30.038) – bruciato il precedente record di Carlos Checa: 1’30.234 - ma anche degli avversari, primi fra tutti gli italiani Davide Giugliano (Ducati): 1’30.135 e Marco Melandri (Aprilia): 1’30.332.

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Quindi prima fila dominata dalle moto italiane che ridimensionano le velleità della attesissima Suzuki dominatrice di test e prove precedenti (“solo” in seconda fila con Laverty: 1’30.385 e con il rookie Lowes: 1’30.610) e delle Kawasaki, con il campione del mondo in carica Tom Sykes, relegato in terza fila (dietro al suo compagno Baz), ottavo tempo (1’30.835), a causa di una brutta caduta nella zona dello scollinamento proprio sul finale, a un minuto e mezzo dalla bandiera.

Anche la Honda fatica affidandosi più ai virtuosismi dei suoi piloti che ai reali progressi delle sue quattro cilindri: Rea chiude la seconda fila (1’30.660) e Haslam chiude la terza fila (1’31.138). Un plauso a Niccolò Canepa, nella top ten (1.31.274) con la Ducati EVO: grande prestazione, specie su un tracciato non favorevolissimo alla nuova Panigale che già graffia forte anche a danno di alcune più sofisticate Sbk (oggi davanti alla Ducati Sbk Factory di Chaz Davies in evidente difficoltà di assetto con una brutta imbarcata e volo evitato per un pelo) e che potrà scalare la classifica nelle prossime gare.

Da seguire il debutto della MV Agusta, 14esimo tempo con Claudio Corti, strada in salita ma percorribile per il glorioso marchio varesino.

Nove piloti nel fazzoletto di un secondo (e un decimo), cinque moto di Case diverse nelle prime tre file, parlano da soli. Se il buon giorno si vede dal mattino domani saranno due round al cardiopalma e soprattutto ci sono le premesse per un campionato avvincente, ricco di novità sul piano tecnico e agonistico, con grandi aspettative ma non privo di interrogativi e anche di polemiche, specie per i nuovi regolamenti (debutto della EVO, contingentamento dei motori e delle gomme, limitazioni per cambio e airbox, sospensioni e freni meno sofisticati e a prezzo imposto, orari ravvicinati delle due corse, Superpole tipo MotoGP ecc.) ma anche per il calendario a … singhiozzo, con la seconda gara fra 50 giorni, ad Aragon in Spagna.

Domani, Aprilia e Ducati sono in grado di fare la differenza, con Melandri leggermente favorito alla distanza. Ma, come si sa, non dire gatto finchè non è nel sacco.

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