Melandri ai saluti: "Come l'ultima tappa al Tour"

Il 37enne asso ravennate si congeda delle corse dopo un weekend opaco in Qatar: "Speravo di uscire di scena con un risultato diverso"

Il round finale del Mondiale Superbike 2019, svoltosi questo weekend in Qatar, ha rappresentato anche l'ultimo capitolo della carriera agonistica di Marco Melandri (GRT Yamaha), che dopo oltre 2 decenni ai massimi livelli del motociclismo sportivo ha deciso si appendere il casco al fatidico chiodo.

I risultati raccolti sotto i riflettori di Losail, in realtà, non sono stati esattamente quelli di un addio "in grande stile" per l'asso ravennate - 12° in Gara-1, 10° nella Superpole-Race e 17° in Gara-2 dopo il 17° crono in Superpole - ma questo ovviamente nulla taglie al carriera del popolare "Macho", iridato in 250 nel 2002, vice-iridato in MotoGP nel 2005 e vice-iridato SBK nel 2011.

Al termine dell'ultimo impegno ufficiale da pilota a tutti gli effetti, il 37enne ravennate della Yamaha ha ammesso di aver sperato in un qualcosa di più dal fine-settimana di Doha:

"Ad essere sincero, speravo di uscire di scena con un risultato diverso. La Superpole-Race non era andata poi così male, sapevo già che sarebbe stata una gara difficile partendo dalla sesta fila della griglia, ma alla fine per me è stata sicuramente la gara più divertente di tutto il fine settimana."

"Anche Gara-2 è stata molto difficile per noi: ho fatto una brutta partenza e poi sono stato spinto fuori pista quando qualcuno ha fatto un errore proprio davanti a me. E quando sono rientrato è stato molto difficile ricucire."

Melandri ha però ammesso che per lui la Gara-2 in Qatar ha avuto un po' il sapore dell'ultimo giorno di scuola, con il furore agonistico che ha lasciato spazio a una maggior "leggerezza":

"Quando Rinaldi mi ha superato e mi ha spinto fuori alla curva-1, si può dire che la mia gara sia terminata lì. Da quel momento, per me, la corsa è diventata un po' come l'ultima tappa del Tour de France: ho semplicemente badato ad andare in moto per il piacere di farlo, solo per il mio divertimento."

"Durante questo fine settimana è stato molto bello avere così tante persone venire da me per salutarmi e congratularsi con me e questo fatto mi rende più orgoglioso rispetto a molte gare".

Ripensando alla decisione del ritiro, da lui comunicata in estate con un'apposita conferenza stampa, Melandri ha però ribadito per l'ennesima volta di non averla presa "a cuor leggero":

"E' stata una decisione difficile da prendere per me: ci ho riflettuto a lungo e prima della gara di Imola ho deciso di dire basta a fine 2019. Sono ancora competitivo, ma penso che sia meglio fermarsi adesso, quando ancora mi diverto molto a correre, piuttosto che aspettare che arrivino i momenti difficili, sia in termini di risultati che di divertimento."

"Correre l'ultima gara della tua carriera è una cosa particolare, ma non sono soddisfatto dei risultati raggiunti. È stata una stagione difficile, nella quale non sono mai riuscito a trovare un buon feeling con la moto. Ho fatto del mio meglio, e adesso è bello ricevere i saluti da così tanti amici e dai colleghi al termine di una lunga carriera. Ne sono orgoglioso."


Per Marco Melandri è quindi iniziato un nuovo capitolo della sua vita, che per il momento appare nebuloso per diversi aspetti ma che, in un futuro si spera non troppo lontano, potrebbe tornare a comprendere anche le 2 ruote:

"Ora ho bisogno di staccare un po’ la spina dal mondo delle gare e magari più in là, tra qualche anno, proverò a far partire qualche nuovo progetto in questo ambiente."

"Un grosso grazie va comunque alla mia squadra, GRT Yamaha: spero di essere stato loro di aiuto con la mia esperienza in quella che è stata la loro prima stagione nel Mondiale SBK. Auguro loro il meglio in questa avventura."

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