Gara clandestina sul Passo di Viamaggio: Forestale fa strage di patenti

Nuovo capitolo della campagna 'Defend Life' del Corpo Forestale: 'sventata' una corsa illegale sull'Appennino Romagnolo organizzata su Facebook.

Torniamo a parlare della campagna 'Defend Life 2013' del Corpo Forestale dello Stato, di cui avevamo già trattato in occasione del discusso blitz del Muraglione e delle lamentele dei commercianti locali per il calo di introiti dovuto ai recenti controlli 'a tappeto' messi in atto dalle forze di polizia, che hanno ovviamente ridotto il numero di turisti nelle zone interessate.

Il più recente capitolo della saga riguarda un'operazione denominata 'Alba' e condotta domenica mattina sul Passo di Viamaggio, in territorio aretino, in seguito ad alcune settimane di indagini avviate dopo diverse 'segnalazioni' che hanno permesso di individuare l'organizzazione di una vera e propria 'corsa clandestina', fissata appunto per domenica mattina e organizzata tramite il noto social network Facebook, con tanto di orario e luogo del ritrovo.

L'operazione sarebbe iniziata alle 6:00 del mattino, con 10 agenti dei NOS di Arezzo e Pieve Santo Stefano che avrebbero iniziato a monitorare alcuni tratti della SR 258, la strada scelta per la 'sfida', servendosi anche della collaborazione di alcuni abitanti della zona, che avrebbero concesso l'utilizzo delle proprie case per l'installazione di alcune telecamere.

Il gruppo di motociclisti in questione si sarebbe ritrovato verso le 7 del mattino, e sarebbe stato osservato compiere prima delle ricognizioni del 'tracciato' e poi procedere con la classica andatura a 'zig-zag' per scaldare le gomme verso valle, particolare che ha fatto presumere al personale dei NOS che la partenza della 'corsa' in direzione del passo fosse ormai imminente. Le forze dell'ordine avrebbero quindi dispiegato la loro safety car per intercettare il gruppo, con un forte rombo di motori da fondo valle che avrebbe confermato loro l'avvenuta partenza della 'gara'.

Nella loro folle corsa, il gruppo di motociclisti in questione avrebbe superato la safety car della Forestale proseguendo nel proprio intento tra i tornanti del valico Viamaggio, ma più avanti, a Ponte Presale, altri componenti delle Forze dell'Ordine stavano già provvedendo a bloccare precauzionalmente il traffico per favorire l'intercettazione dei 'piloti', inseguiti dalla safety car. Entro le 9:00 erano stati tutti fermati ed identificati: si è trattato di un gruppo di 7 forlivesi di età compresa tra i 30 e i 50 anni, che avrebbero tutti ammesso immediatamente le proprie responsabilità e per il quale sarebbe scattato l'immediato ritiro della patente.

Le 'corse clandestine fai da te' sono ovviamente un fenomeno deplorevole che va condannato senza attenuanti - non possiamo che ripetere che c'è la pista per sfogare questo genere di 'bollori' - e soprattutto dopo un 'fine-settimana nero' dal punto di vista dei decessi sulla strada come quello appena trascorso, siamo ancora più convinti nel sostegno di ogni iniziativa atta ad incrementare la sicurezza sulla nostra rete stradale ed autostradale, ma ancora una volta non possiamo non notare il notevole dispiegamento di forze e l'apparente accanimento con il quale la Forestale sembra prendere di mira la categoria dei motociclisti: le operazioni infatti sarebbero poi proseguite per il resto della mattinata, con altre patenti ritirate ad altri motociclisti, ripetendo un rituale ben conosciuto ai frequentatori del Passo, uno dei più 'pattugliati' dell'estate 2013.

Specie dopo i recenti articoli sull'argomento, riceviamo spesso segnalazioni su presunte irregolarità durante i sempre più frequenti controlli della Forestale, con 'punti di rilevamento' non segnalati a norma di legge, comportamenti atti ad indurre i motociclisti in errore e cosi via - sorvolando sulle palesi infrazioni commesse dagli stessi rappresentanti del Corpo, per altro prontamente condannate fermamente dalla stessa Forestale - e ci chiediamo se non sia in corso una qualche specie di 'caccia al motociclista', categoria di per sé già boccheggiante per via della profonda crisi del mercato e degli assurdi costi in Italia di assicurazioni, tagliandi, revisioni, bolli, autostrade, ricambi, caro-benzina, multe, turni in pista etc. etc. Se l'obiettivo è demotivare e rendere la vita ancora più difficile agli appassionati delle due ruote, la strategia sembrerebbe proprio quella giusta, con buona pace dei commercianti locali.

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