Joan Mir Campione del Mondo: "Era il mio sogno!"

Il 23enne spagnolo regala il titolo più prestigioso alla Suzuki nel GP di Valencia: "Vincere con questa casa è un qualcosa di più del normale"

Grazie al 7° posto rimediato oggi nel GP della Comunitat Valenciana, il 23enne spagnolo Joan Mir (Ecstar Suzuki) ha conquistato il titolo di Campione del Mondo della MotoGP 2020, seconda iride personale per lui dopo il trionfo in Moto3 del 2017 e primo successo per la casa di Hamamatsu nella riformata classe regina, a 20 anni di distanza dal titolo di Kenny Roberts Jr. nella "vecchia" classe 500 cc a 2 tempi.

Dopo la sua prima vittoria in carriera in MotoGP di 7 giorni fa, ottenuta sempre a Valencia nel GP d'Europa, Mir si era ritrovato con un vantaggio di ben 37 punti in classifica a 2 gare dal termine che gli ha concesso oggi di conquistare senza patemi i punti necessari per aggiudicarsi il titolo, con il principale avversario Fabio Quartararo (Petronas SRT Yamaha) già lunghissimo alla prima curva nel tentativo di sopravanzarlo e il compagno di box Alex Rins incapace di risalire fino alle prime posizioni.

Mentre là davanti Franco Morbidelli (Petronas SRT Yamaha) andava a prendersi una strepitosa vittoria davanti all'australiano Jack Miller (Ducati Pramac) e allo spagnolo Pol Espargarò (Red Bull KTM Factory), Mir poteva quindi preoccuparsi di portare semplicemente al traguardo "sana e salva" la sua GSX-RR e dare il via ai festeggiamenti di un titolo su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo a inizio stagione.

Il 23enne majorquino entra così di diretto tra i "grandi" del motociclismo conquistando lo scettro della MotoGP al suo secondo anno di militanza nella Premier Class. Il titolo arriva inoltre nel 100° anniversario dalla fondazione della Suzuki, il che aggiunge un ottimo risvolto anche statistico all'impresa portata a termine dalla compagine guidata dal Team Manager brianzolo Davide Brivio.

Al termine di una giornata memorabile per lui, un euforico Joan Mir ha così commentato il suo storico trionfo:

"Sono "Campione del mondo"? Suona fantastico! È davvero difficile trovare le parole in questo momento, devo solo dire grazie a tante persone in Suzuki per questa grande opportunità e sono davvero felice di poter dare loro il titolo! Essere la persona che riporta qui la corona dopo 20 anni è una sensazione incredibile, un vero onore."

"Tutta la squadra ha fatto un lavoro incredibile ed io sono felicissimo di aver vinto il campionato: ho fatto tanta strada da quando ero un bambino con pochi soldi per correre, devo ringraziare la mia famiglia per avermi aiutato. Ho lavorato molto duramente per arrivare in cima e questa ricompensa è incredibile. La gara di oggi non è stata facile, ma ho ottenuto il risultato di cui avevo bisogno. Spero di fare un ottimo finale a Portimao, ma adesso è tempo di festeggiare, in modo responsabile".

Il neo-iridato ha comunque ammesso che gli ci vorrà un po' di tempo per rendersi conto di quanto successo oggi a Valencia, un traguardo per molti versi inaspettato persino da lui stesso:

"È un qualcosa per cui ho lottato tutta la vita, sin da quando avevo 10 anni. Avevo questo sogno in mente e non mi sono mai fermato fino ad arrivare a questo titolo, quindi cosa posso dire? Onestamente, non me l'aspettavo, perché me lo sarei aspettato più avanti, in futuro, ma adesso abbiamo il titolo ed è tutto nostro!"

"Gara dopo gara, anno dopo anno, sono diventato sempre più veloce e mi sono anche abituato rapidamente alla moto, il che ha facilitato la mia progressione. Questa è stata la chiave per vincere il titolo già al secondo anno in MotoGP."

L'asso spagnolo ha inoltre confermato di aver sentito la pressione durante il GP di Valencia, per lui iniziato dalla 4a fila dopo il deludente 12° tempo nelle qualifiche di ieri:

"Forse sono sembrato calmo e senza pressione, ma non lo ero affatto. Ero molto nervoso, ma la verità è che quest'anno è stato tutto piuttosto difficile. Non avevo solo la pressione per le cose legate alla pista, ma anche a casa, per evitare di prendere il virus, quindi è stato tutto piuttosto complicato da gestire."

"Anche per questo devo ringraziare la squadra, che ha gestito la situazione in modo perfetto."

Ripercorrendo la stagione 2020, Mir ha saputo riprendersi alla grande dopo un inizio difficile per centrare il suo primo podio nel GP d'Austria e lottare per la vittoria una settimana dopo sullo stesso tracciato nel GP di Stiria. La consapevolezza di poter aspirare al titolo è arrivata poco dopo:

"Il GP di Stiria, è stata quella la gara in cui sono stato davvero competitivo, al punto di poter combattere per la vittoria, ma dopo Misano e Barcellona ho pensato che forse potevo essere solo veloce non solo in Austria... forse avrei potuto mantenere quel feeling con la moto anche oltre."

"Per me, quello è stato sicuramente un momento decisivo della stagione."

Essendosi legato a Suzuki per altre 2 stagioni, lo spagnolo l'anno prossimo difenderà il suo titolo con gli stessi colori. La scelta di approdare in MotoGP con il team factory di Hamamatsu, bollata come un "azzardo" un paio d'anni fa dopo una sola stagione in Moto2, ha certamente dato i suoi frutti, e Mir non può che esserne orgoglioso:

"Avevo sacrificato un anno in Moto2 [per venire in Suzuki], normalmente avrei fatto due anni in Moto2, ma la situazione allora era questa. E ora posso dire di aver preso la decisione giusta passando subito in MotoGP."

"Per me sarebbe stato incredibile vincere il titolo con qualsiasi costruttore, era questo il mio obiettivo, ma in quel periodo sono stato coraggioso ad andare in Suzuki perché non mi sarei aspettato questo potenziale sulla moto già al secondo anno. Per me, vincere con la Suzuki significa quindi un qualcosa di più del normale".

Il Team Manager Davide Brivio è senza dubbio uno dei maggiori artefici dell'apoteosi-Suzuki di oggi e la sua commozione a fine gara è stata palpabile:

"È una sensazione incredibile, non avremmo potuto sperare di più! Vincere il titolo quest'anno, nel 100° anniversario della Suzuki, nel loro 60° anno nelle corse, e pure a 20 anni dall'ultimo titolo... neppure nei miei sogni più sfrenati avrei potuto immaginare qualcosa di incredibile come questo, è davvero fantastico!"

"Enormi congratulazioni a Joan, che è stato dovvero costante e professionale in tutto. E anche Alex [Rins8] oggi ha fatto un ottimo lavoro, conquistando i punti del 4 ° posto. Infine voglio ringraziare tutto lo staff a casa, in Giappone o qui al circuito: hanno lavorato molto duramente per arrivare a questo. Grazie a tutti!"

E non sono mancanti ovviamente i complimenti "di peso" di Toshihiro Suzuki, Presidente di Suzuki Motor Corporation:

"Vorrei congratularmi ed esprimere la mia gratitudine al Team Suzuki Ecstar e a Joan Mir per aver vinto il Campionato del Mondo MotoGP in una stagione così difficile, senza precedenti per via della situazione legata al COVID-19. E anche ad Alex Rins, che ha fatto un campionato straordinario ed è ancora in lotta per il secondo posto."

"Questo è il 100° anniversario di Suzuki e in questo anno memorabile abbiamo vinto il campionato MotoGP, che è il titolo più importante al mondo nelle corse motociclistiche. Sono molto orgoglioso della squadra, che ha superato varie difficoltà da quando siamo tornato in MotoGP: ha sempre fatto progressi costanti, anno dopo anno, e ora finalmente è diventata campione".

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