Dopo il Vorrei 125 e 150, Nipponia presenta il nuovo Arte, uno scooter dallo stile vintage ma con tecnologia moderna. Arte nasce dall’estro del famoso designer Sotiris Kovos (suoi anche alcuni modelli di auto Toyota).
Arte è uno scooter con ruote da 13 pollici, ideale per l’uso metropolitano. Al design originale abbina un motore quattro tempi proposto in due differenti cilindrate (125 cc e 150 cc), telaio dal baricentro basso per un’ottima tenuta di strada, tachimetro con display LCD e silenziatore con parti in acciaio inox.
Il motore è un monocilindrico 4T Euro 3 con sistema di alimentazione a carburatore capace di sviluppare una potenza di 7,9 CV a 8000 giri (il 125 cc) e di 9,2 CV a 7000 giri (il 150cc), entrambi con cambio CVT trasmissione continuamente variabile e sistema di raffreddamento a liquido.
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Ottima notizia? Ni… Nuovi ecoincentivi sono stati stanziati per il mercato delle due ruote, dopo che questa mattina il Consiglio dei Ministri ha varato il pacchetto dei supporti finanziari per tutto il settore automotive. Dei 300 milioni messi come fondo dallo stato, 12 andranno ad incentivare l’acquisto di un motociclo o ciclomotore Euro3, una quota abbastanza bassa se consideriamo la mole di scooter che vengono venduti in italia ogni anno.
I nuovi ecoincentivi prevedono un finanziamento pari al 10% di listino del veicolo, fino a 750€ di tetto massimo, per i veicoli Euro3 di potenza non superiore a 70kW, mentre per gli ibridi ed elettrici, si arriva al 20% dell’importo totale fino a 1.500€. Come analizza motociclismo.it, calcolando un contributo medio di 400€ per veicolo, e considerando le 400 mila unità annue vendute, si riuscirà ad erogare ecoincentivi per appena 30 mila nuove immatricolazioni, che significa consumare l’intero fondo di 12 milioni in un mese o poco più, senza effettivi giovamenti al mercato e all’economia nazionale.
Staremo a vedere, nel mentre a partire dal 15 aprile, data di inizio della nuova sessione di incentivi statali, potrete seguire su internet il residuo del fondo stanziato e l’andamento delle vendite della campagna 2010.
Nella gamma 2009 di Triumph figura l’edizione speciale della Bonneville: si chiama Bonneville SE, ha un look anni 70 e un equipaggiamento esclusivo: strumentazione completa di contagiri, fregi cromati sul serbatoio e carter motore in lega spazzolati. La SE è disponibile nera o nella livrea bicolore Pacific Blue e Fusion White.
Il motore bicilindrico della Bonneville ha una cilindrata di 865cc, è raffreddato ad aria ed è alimentato ad iniezione; rispetta le normative Euro3. La coppia massima è 69Nm a 5.800 giri, mentre la potenza è di 67cv a 7.500 giri. I carter in lega con finitura spazzolata sono standard sulla Bonneville SE. I nuovi cerchi in lega della SE hanno un look sportivo e diametro da 17″ per migliorare l’agilità e la maneggevolezza alle basse velocità.
La sella della nuova Bonneville SE è più bassa di 25mm rispetto alla precedente e, combinata con la rinnovata posizione di guida, assicura una guida ancor più rilassata e facile. La ridotta altezza da terra (751mm) e il basso baricentro rendono la Bonneville SE una motocicletta maneggevole e alla portata di ogni motociclista.
Ci vogliono 6.690 Euro, che salgono a 7.190 per la versione con Abs, per rendersi felice possessore del nuovo Majesy 400 di Yamaha. Cifra da moto vera viene da pensare, ma se la vostra attenzione è caduta su di lui vuol dire che, almeno in questo frangente, della moto classica ve ne frega ben poco. Ma forse neanche degli scooter, perchè lui scooter non è, ma al massimo scooterone. Anzi Lo Scooterone.
Che però si è rinnovato, rifatto il trucco e aggiunto anche qualche muscolo, che non fa mai male. Risultato? Ora è anche un bell’oggetto il Majesty 400, perfettamente fedele a se stesso ed al suo carattere ma con un nuovo look che, specie nel bianco usato nel corso del test, ha messo nel dimenticatoio quell’aria da perfetto compagno di trasporto ad emozioni zero che ormai faceva un po’ parte della prima serie per entrare nel campo del modaiolo.
Ma stiano tranquilli gli amanti della sostanza, qualche settimana in sella mi ha confermato che nel farlo non ha perso niente dei suoi caratteristici punti forti. Che sono: i volumi big size, il comfort, e quell’aria più rassicurante e comodosa che sportiva che lo rende il perfetto compagno di viaggio quotidiano più che un bruciasemafori da attacco.



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Non ho fatto in tempo a salutare il Malaguti Centro 125 i.e. che mi ha accompagnato nei mesi scorsi che mi sono ritrovato di fronte le forme grintose del nuovo Kymco Agility R16 con motore da 150cc. E’ l’ultima novità del marchio, e di sicuro si fa notare: forme aggressive - e compattissime per la cilindrata, almeno come si ci siamo abituati oggi - ed un look che da l’idea di essere molto curato.
E qui gran merito va anche alle colorazioni: il bianco ed il nero sono tanto modaioli quanto belli, e le ruote nere contribuiscono non poco alla causa. Partiamo bene insomma, compreso il fatto che quelle ruotone grandi quasi da sembrare moto, mi piacciono molto: è strano come paritcolari in apparenza semplici, diano un contributo così grande.
Il risultato è che da fermo fa la sua bella scena, e se siete quei tipi di persone che in uno scooter cercano qualcosa di più, questo Kymco potrebbe rendervi felici. Ma non chiedetemi come va o come ho fatto: ci ho fatto 15 metri per ora, ma ho già capito che è ben diverso dai classici scooter di oggi, sotto ogni aspetto.
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Due settimane e quasi 1000 km. Devo ancora capire se è merito del meteo che finalmente ci sorride o se il fatto di trovarmi in sella ad un mezzo “comodone” (una rarità per il sottoscritto) ha fatto si che aumentassi di colpo i miei spostamenti urbani. Mentre cerco di capirlo, mi rendo conto che la mia convivenza con il Malaguti Centro 125i.e. è stata fin quasi intensa.
Così come son stati intensi anche i motivi che me lo hanno fatto usare: a parte il solito casa/ufficio - che per uno scooter è un po’ come dire la stessa cosa per cui i miei gatti vivono, mangiare e dormire - dove mi ha stupito il Centro è nel avermi dato la voglia di usarlo anche per qualche mini gita fuoriporta.
Niente di mitico assolutamente, ma anche in occasione della SBK di Monza devo ammettere che arrivarci in sella mi ha confermato le buone impressioni dei primi giorni: è’ un prodotto valido questo Malaguti, e questo non è così scontato come possa sembrare. Perchè per 2650 euro ci sono poche cose che di fatto di possa desiderare di più.
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Parlare di scooter sta diventando un qualcosa di non facile: il livello medio è ormai altissimo, l’offerta di modelli è pari a quella dei cellulari ormai e l’emozioni che generalmente possono dare sono le stesse dei forni a microonde. Insomma il settore scooter è quanto mai vivo nonostante la crisi, ma di sicuro si tratta di quello con meno passione del mondo a 2 ruote.
Qui infatti le carte da giocare sono ben altre, e vanno dalla praticità, al costo e non ultimo il design. Che deve piacere, essere al passo con i tempi e protettivo. E da utilizzatore (ma non amante di scooter) è circa una settimana che me ne vado in giro con Malaguti Centro 125 che l’azienda Bolognese ci ha messo cortesemente a disposizione per un test.
E parto dal fondo, ovvero l’effetto placebo che - immancabilmente - molti scooter creano in chi li guida. Mi spiego meglio: man mano che passano i giorni il mio affiatamento con il Centro sta inevitabilmente salendo, ma del resto non potrebbe essere diversamente visto che è così assolutamente perfettino nel suo modo di essere e che questa tipologia di mezzi è così, fin quasi fastidiosamente, comoda e pratica da usare.
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E’ la regina di tutte le strade, un vero incrociatore capace di mangiarsi migliaia e migliaia di chilometri come nulla fosse, ma non solo, perchè è anche la moto del miracolo: che si compie quando trovandosi a muover qualcosa come 417kg si scopre una maneggevolezza quasi irreale. Provare per credere, la Gold Wing è questo e molto di più.
E seguendo la filosofia del squadra che vince non si cambia in Honda per il 2009 hanno deciso di dare solo due nuovi colori alla regina della tourer: che sono il Pewter Silver Metallic e il Dark Blue Metallic. Tutto il resto non cambia, e non ce ne era motivo in fondo.
Spinta dal suo poderoso sei cilindri da 1.800 di cilindrata, è anche particolarmente pulita grazie ad un sistema catalizzante HECS3 con sonda lambda, che riduce sensibilmente le emissioni ben al di sotto della severa normativa EURO3.
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Con due sorelle maggiori tanto toste in casa, parliamo ovviamente delle bicilindriche SXV e RXV, le due piccole Aprilia dedicate ai giovani neopatentati non potevano che avere vita “facile”. E così è stato: le Aprilia SX e RX 125 in edizione 2009 sono le degne eredi delle specialistiche enduro e supermoto dell’azienda veneta e da loro ne riprendono i tratti ed il carattere.
Che è innovativo come non mai e di bellissimo aspetto grazie alla maniacale cura nel design.E poco importa che parliamo di moto che sono “solo” delle ottavo di litro di cilindrata, perché anche a 16 anni è giusto poter disporre di moto specialistiche, raffinate, destinate a chi vuole distinguersi fin dal debutto in due ruote come ci racconta la stessa Aprilia.
Nate sulla medesima base tecnica, esattamente come per le grosse 450 e 550, si differenziano però per cerchi e gomme in base al loro utilizzo, su asfalto nel caso della SX e sulla morbida terra se parliamo della RX. Ma la sostanza rimane la stessa per SX e RX, e con lei anche le sovrastrutture (quanto mai fedeli ora alle sorelle maggiori), il telaio, il motore Euro3 e le sospensioni.

Ci sono interessanti novità in casa Derbi: il marchio spagnolo di proprietà della Piaggio ha infatti ampliato la sua gamma nel settore delle 125 e lo ha fatto con due nuovi modelli decisamente interessanti e pensati proprio per rafforzare la propria leadership nel segmento più giovane: sono la Mulhacén Café 125 e la Terra Adventure 125.
Due moto dalle caratteristiche assai diverso ma accomunate da un progetto che ha un cuore comune ma non senza per questo dare due spiriti completamente diversi. La Mulhacén Café si rifà alla celebre sorella maggiore, e punta tutto su “design, sportività urbana, energia, modernità tecnica e stile seducente” come raccontano in Derbi.
Mentre la nuova Terra Adventure 125 punta su nuove realtà, creando una moto di impostazione trail che fino ad oggi non c’era in questo segemento. E lo fa con il grande pregio di aprire al mondo delle 125 il concetto di avventura e divertimento.



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