MotoGP, la bega della gomma "dura" ad personam. Dorna "Ponzio Pilato". FIM soprammobile

Il 66% dei piloti impone a Michelin la "dura". Chi guadagna e chi perde?

PHILLIP ISLAND, VICTORIA - FEBRUARY 17:  Michelin staff at work in paddock during 2017 MotoGP pre-season testing at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 17, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

La decisione presa nel dopo test di Jerez a maggioranza dai piloti di poter disporre della gomma anteriore più dura non è un sussulto di “democrazia” del Circus ma il segnale dello stato di incertezza in cui versa la MotoGP tutta show-business. Una confusione quasi-caos che solo apparentemente è “tecnica” o relativa a questioni “specifiche” ma riguarda la sostanza di chi decide tutto: cosa, come, quando. Così il 66% dei piloti (sessantasei per cento tondo tondo senza virgola...) ha “votato” per poter avere dal round iridato del Mugello l’anteriore 070, cioè quello con carcassa più rigida (o più dura), la stessa gomma bocciata dagli stessi piloti pochi mesi addietro nei test invernali.

Il “grande timoniere” Mao ripeteva che “Solo i morti e gli stupidi non cambiano opinione” e qui siamo di fronte a persone che più vive non si può e che sovente brillano di spiccata intelligenza. Una scelta, quella di imporre a Michelin di riportare nel paddock la contestata 070, dettata dalla esigenza della sicurezza e soprattutto di avere la gomma “giusta” nel momento “giusto” evitando quanto accaduto in gara a Jerez specie alle due Yamaha ufficiali di Vinales e Rossi, passate dopo le prime tre gare ai vertici al ruolo di comprimari al GP di Spagna, proprio per problemi all’anteriore.

KUALA LUMPUR, MALAYSIA - JANUARY 30:  Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP prepares to start from the box during the MotoGP Tests In Sepang at Sepang Circuit on January 30, 2017 in Kuala Lumpur, Malaysia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Quindi, quella della maggioranza dei piloti, una decisione dettata dalla realtà e perciò saggia o una scelta sospetta per “tornaconto” personale e dei rispettivi Team e Case, cui non è dato sapere cosa… ne pensano? C’è un filo sottile che separa l’essere “troppo poco” furbi all’essere “troppo” furbi. Cambiare strategia costruttiva passando dalla filosofia della “morbida sempre più morbida” a quella della “dura sempre più dura” non è una decisione asettica e super partes perché scontenta alcuni e accontenta altri. Non è stato Rossi a insistere per la “dura” anteriore con il ripetuto “No” di Lorenzo e della Ducati, costretta ora a obbedire di nuovo dopo aver mandato giù il rospo dell’abolizione delle “alette”?

Perché proprio dopo la debacle Yamaha di Jerez la questione si è immediatamente riaperta addirittura mettendo la decisione di “quale gomma” in mano ai piloti – di solito inascoltati - con un voto sulla cui legittimità è lecito dubitare? Non vogliamo dar credito a chi parla di ingerenze e di condizionamenti verso piloti e Team per arrivare a quel 66% dei voti ma da oggi c’è questo precedente del ricorso alle... urne che potrebbe essere richiamato ogni qualvolta si aprisse una diatriba … “tecnica”.

This picture taken on April 22, 2016 shows the Michelin truck tyres factory of La roche-sur-Yon, western France. The plant employs 730 workers who manufacture more than 900,000 tires per year. / AFP / JEAN-SEBASTIEN EVRARD        (Photo credit should read JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)

Qui la tecnica non è mai “neutrale” e incide sui risultati di gare e campionato. Ragion per cui questa decisione avrà ripercussioni polemiche dando in futuro ai “battuti” del voto (il 34% dei piloti contrari) l’alibi di eventuali sconfitte in pista. Ancor più di altre componenti (l’elettronica, la benzina ecc.) le gomme sono la patata bollente della MotoGP, perché condizionano la competitività, soprattutto in regime di monopolio che, a questo punto, viene rimesso in discussione, dai fatti.

Trattasi di gomma “ad personam”, non di gomma dura o morbida. Alla classe regina, già oberata di polemiche più o meno artificiose, questa bega pesa perché rischia di condizionare vieppiù la legittimità dei risultati in pista. La decisione andava presa non dai diretti interessati (i piloti) ma da un ente (dov’è la famosa commissione tecnica?) “super partes”, non favorendo o ostacolando nessuno.

Dorna ha lasciato ad altri il “nodo” facendo il “Ponzio Pilato” come se la storiaccia finisse qui e non rischiasse il boomerang. E la FIM? Assente ingiustificata, come sempre. Soprammobile inutile. Questo passa il convento.

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