Amarcord: Honda Africa Twin

Amarcord: Honda Africa Twin

Il viaggio nel passato tra le moto immortali protagoniste della rubrica Amarcord si sposta oggi dalle piste asfaltate alle sabbie dei deserti africani. Chi a cavallo degli anni Ottanta non ha infatti desiderato di emulare le gesta eroiche dei dakariani con la sua enduro? Nel frattempo ricordiamo che se avete una moto o anche un ciclomotore che vi sono rimasti nel cuore e volete raccontarci la vostra storia, mandate una mail a suggerimenti@motoblog.it allegando se possibile qualche vostra immagine d’epoca.

Negli anni Ottanta il mito della Parigi-Dakar ebbe un riscontro ben evidente sui modelli da enduro dell’epoca. Honda aveva in listino la sua XL600 Paris-Dakar, derivata dalla XL600R, già dal 1983 e nel 1985 fu seguita dalla XL600LM, con serbatoio maggiorato rispetto alla cugina XL600RM. All’epoca le moto da enduro erano al 90% monocilindriche ma ben presto la competizione africana spinse le case a progettare dei modelli bicilindrici, per contrastare lo strapotere della BMW R80 G/S.

Nel 1986 Honda si presentò dunque al via della Dakar con la rivoluzionaria NXR 750, una bicilindrica 8 valvole di 780 cc con i cilindri a V di 50° e oltre 75 cavalli, per 160 Kg di peso in ordine di marcia, che vinse la massacrante maratona per ben 4 edizioni di fila. Nel frattempo Honda pensava anche al mercato dove era presente già dall’83 solamente con la pesante XLV750R con trasmissione a cardano. Serviva dunque più che un’erede della XLV, una degna “replica” della NXR, che infatti arrivò in occasione del Salone di Parigi del 1987, dove la Honda presentò la XRV 650 Africa Twin.

Amarcord: Honda Africa Twin
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Amarcord: Honda Africa Twin

Contraddistinta dalla sigla RD03, la prima Africa Twin aveva una spiccata attitudine fuoristradistica, sebbene le differenze con la NXR fossero molte, a partire dal motore, derivato da quello della Transalp, che aveva una cilindrata di 647 cc, i cilindri a V di 52°, la distribuzione a 3 valvole per cilindro ed era alimentato da due carburatori da 32 mm. La potenza dichiarata era di 57 CV a 8000 giri, la coppia di 6,1 kgm a 6000 giri e la velocità massima superiore ai 170 km/h, che soprattutto su strada la rendeva di molto superiore alle monocilindriche dell’epoca. Con il ritiro ufficiale della Honda, e della NXR, dalla Dakar, l’Africa Twin divenne la nuova regina del deserto per molti piloti privati, tanto che la stessa Honda approntò la versione Marathon (dal nome della categoria in cui potevano correre alla Dakar), che disponeva degli accessori indispensabili per le maratone africane, come i serbatoi da 56 litri (quello di serie ne aveva 25).

Nel 1990 arrivò la versione RD04, con motore portato a 750 cc, visto che nel frattempo anche Yamaha aveva tirato fuori il suo Super Ténéré. I carburatori passarono da 32 a 34 mm, la potenza arrivò a 62 CV, erogati a 7500 giri, e la coppia a 6,4 kgm, sempre a 6000 giri. Le modifiche riguardarono però un po’ tutta la moto, compreso il telaio e l’impianto frenante, ora con due dischi all’avantreno, mentre il serbatoio perse un litro di capienza.

Nonostante l’enorme successo, questa versione venne presto sostituita, nel 1993, dalla RD07, una delle più apprezzate. Nuovo il telaio, più leggero e con baricentro più basso, nuova gomma posteriore da 140/80, in sostituzione della 130/90, nuovi carburatori a valvola piatta da 36 mm, cassa filtro montata in alto sul nuovo serbatoio da 23 litri, più adatto anche ai piloti di alta statura, e infine nuove anche le sospensioni. Lievemente inferiori le prestazioni su strada, con 60 CV di potenza a 7500 giri e 6,3 Kgm di coppia a 6500 giri, a fronte però di una migliore attitudine fuoristradistica.

Amarcord: Honda Africa Twin
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Nel 1996 l’Africa Twin RD07A subì un leggero restyling, con lievi modifiche alla carena, alle sospensioni, allo scarico e centralina. Nel 2000 si presentò sul mercato con le ultime due colorazioni, che rimasero immutate fino a tutto il 2003, quando la regina del deserto uscì di produzione. Ancora oggi rimane un mito e francamente ci chiediamo come mai Honda non abbia mai pensato a una sua erede, visto che ormai anche Yahama ha “rispolverato” il suo Super Ténéré.

Senza arrivare ai 1200 cc di cilindrata, una versione da 800 cc, magari ancora con la cara e vecchia ruota anteriore da 21”, farebbe la felicità di molti estimatori di questo modello, che di certo non hanno trovato una degno sostituta nel Varadero e mai la troveranno nelle attuali pesanti quadricilindriche “Cross”. I dakariani attendono… e non solo loro!

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