Triumph Miura: la Scrambler 400 XC diventa una moto da corsa

La Triumph Scrambler 400 XC perde quasi 25 kg e diventa Miura, una special da competizione firmata Tamarit

Triumph Miura: la Scrambler 400 XC diventa una moto da corsa
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 11 ago 2026

Prendere una Triumph Scrambler 400 XC, togliere quasi 25 kg e riprogettare buona parte della ciclistica per trasformarla in una vera special da fuoristrada. È questa la ricetta utilizzata da Tamarit Motorcycles per creare Miura, una delle interpretazioni più radicali della monocilindrica britannica.

La preparazione nasce per rappresentare Triumph Spagna nell’edizione 2026 di Triumph Originals, competizione internazionale dedicata alla personalizzazione delle Scrambler. Ma dietro una livrea pensata per richiamare la Spagna c’è molto più di un semplice esercizio estetico.

Tamarit è intervenuta su peso, geometria, sospensioni ed ergonomia. Il motore, invece, mantiene i dati della Scrambler di partenza: 400 cc, 40 CV e 37,5 Nm di coppia massima a 6.500 giri/min.

Il risultato è una moto che sulla bilancia si ferma a 155 kg a secco e che, soprattutto, cambia profondamente carattere rispetto alla Scrambler 400 XC da cui deriva.

Triumph Scrambler 400 XC Miura: quasi 25 kg in meno

L’alleggerimento è uno dei punti centrali del progetto. La Triumph Scrambler 400 XC Miura perde quasi 25 kg rispetto alla moto standard, un risultato ottenuto intervenendo su diversi componenti considerati non indispensabili per l’impiego previsto.

Tamarit ha eliminato parte della strumentazione e dell’elettronica originale, puntando su una configurazione più essenziale. Sono stati utilizzati componenti leggeri in alluminio, mentre lo scarico è stato sostituito con un sistema più diretto.

Particolarmente importante il lavoro effettuato nella zona posteriore. Il telaietto è stato completamente riprogettato con l’obiettivo di dimezzare il peso della sezione posteriore, mentre il parafango è realizzato artigianalmente in alluminio.

Il monocilindrico della famiglia TR non viene invece stravolto. Restano quindi 40 CV e 37,5 Nm, ma devono muovere una moto sensibilmente più leggera.

In un progetto di questo tipo è un dettaglio tutt’altro che secondario. Nel fuoristrada, infatti, ridurre la massa significa avere una moto più facile da controllare nei cambi di direzione, nelle correzioni e nei passaggi tecnici. Senza dimenticare il vantaggio quando bisogna gestire fisicamente il mezzo a bassa velocità.

Tamarit, insomma, non ha inseguito un aumento della potenza. Ha preferito lavorare su tutto ciò che circonda il motore.

Cambiano geometria e sospensioni: fino a 210 mm di escursione

È sulla ciclistica che la Miura prende realmente le distanze dalla Triumph di serie. La geometria dello sterzo è stata modificata in maniera importante. L’angolo di inclinazione passa da 23,1 a 25,5 gradi, mentre l’avancorsa cresce da 108 a 125 mm. Aumenta anche il passo, che passa da 1.418 a 1.450 mm.

Numeri che mostrano quanto il lavoro non si sia limitato a qualche componente aftermarket. Tamarit ha cercato una configurazione specifica per aumentare stabilità, trazione e prevedibilità sui fondi difficili e alle velocità più elevate.

Ancora più evidente è l’intervento sulle sospensioni. La Miura utilizza un kit WP sviluppato appositamente partendo da componenti della Triumph Tiger 800.

Molle e tarature sono state adattate al nuovo peso e alla geometria della moto. L’escursione anteriore passa così dai 150 mm della configurazione di partenza a ben 210 mm, mentre posteriormente sono disponibili 205 mm.

Cambia anche il comparto ruote. Al posto della configurazione originale troviamo cerchi a raggi Excel Takasago da 21 pollici davanti e 18 pollici dietro, abbinati a pneumatici specifici per l’off-road.

È la classica combinazione utilizzata quando le capacità sui terreni accidentati diventano una priorità.

Per la frenata anteriore è stato scelto un disco flottante Brembo da 305 mm, abbinato a una pinza flottante Nissin a due pistoncini. Una soluzione studiata privilegiando modulabilità e controllo, caratteristiche particolarmente importanti quando l’aderenza cambia continuamente.

Ergonomia da off-road per guidare meglio in piedi

Una moto pensata per affrontare seriamente il fuoristrada deve permettere al pilota di muoversi facilmente. Per questo Tamarit ha modificato anche l’ergonomia della Scrambler 400 XC.

Il serbatoio è stato rialzato e spostato in avanti di 25 mm, mentre la sella originale lascia spazio a un elemento monoposto più stretto e vicino, per impostazione, a quello di una enduro.

Il manubrio è in alluminio e specifico per il fuoristrada. Oltre a modificare la posizione di guida, secondo i dati del progetto permette di togliere oltre un chilogrammo dall’avantreno.

Completano la trasformazione delle ampie pedane dentellate, pensate per garantire un appoggio efficace anche durante la guida in piedi.

Tamarit è intervenuta inoltre sull’aspirazione e sui filtri per adattare la moto agli ambienti polverosi. Davanti compare invece una piccola carenatura con un faro minimalista, accompagnata da protezioni specifiche per forcella e catena.

Il risultato finale è quindi molto lontano da una semplice Scrambler personalizzata nella carrozzeria. La Miura è stata ripensata attorno all’utilizzo off-road, intervenendo proprio sugli elementi che influenzano il comportamento della moto.

Miura punta al Triumph Originals 2026

Anche l’estetica ha un ruolo preciso. Il progetto è stato sviluppato da Tamarit come rappresentante spagnola al Triumph Originals 2026 e la livrea richiama esplicitamente i colori della Spagna.

La personalizzazione diventa così parte integrante dell’identità della moto, senza però nascondere l’aspetto più interessante della preparazione: il lavoro tecnico.

Con 155 kg a secco, 40 CV, ruota anteriore da 21″, sospensioni con oltre 200 mm di escursione e geometria completamente rivista, la Miura mostra quanto possa cambiare la Scrambler 400 XC senza dover necessariamente intervenire sulla potenza del monocilindrico.

La fase decisiva del Triumph Originals è prevista tra il 1° e il 22 settembre 2026, periodo durante il quale sarà possibile partecipare alla votazione mondiale.

Per Tamarit sarà il momento di capire quanto questa interpretazione estrema riuscirà a convincere. Per gli appassionati, invece, la Miura offre già uno spunto interessante: dimostra che, lavorando soprattutto su peso e ciclistica, la piccola Triumph Scrambler 400 XC può trasformarsi in qualcosa di molto più specialistico rispetto alla moto da cui è partita.

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