Harley Davidson deve evolversi per restare competitiva, lo dice Jim Farley di Ford
Jim Farley chiede a Harley Davidson di evolversi. Con Artie Starrs al timone, l'azienda avvia ristrutturazione, tagli e strategie per attrarre nuove generazioni.
Nel mondo delle due ruote, pochi nomi evocano emozioni e storie come Harley Davidson. Un marchio che ha saputo incarnare il sogno americano e un senso di libertà inconfondibile, ma che oggi si trova di fronte a una delle sfide più impegnative della sua lunga storia: riuscire a rinnovarsi senza perdere la propria anima. Il dibattito sulla necessità di cambiamento è acceso, e non potrebbe essere altrimenti in un mercato globale che si trasforma a velocità sempre più sostenuta.
«Un’azienda non può vivere nel passato». Questa affermazione, pronunciata da Jim Farley, amministratore delegato di Ford e membro del consiglio di amministrazione di Harley Davidson, fotografa perfettamente il momento cruciale che la casa di Milwaukee sta attraversando. L’iconico costruttore americano si trova infatti a un bivio: da un lato la forza della propria eredità, dall’altro la necessità di un’evoluzione profonda per non soccombere sotto il peso di una concorrenza sempre più agguerrita e di un pubblico che cambia rapidamente.
Il contesto attuale vede Harley Davidson alle prese con una base clienti che invecchia e con vendite stagnanti in diversi mercati strategici. La sfida principale? Attirare le nuove generazioni di motociclisti, in particolare gli under 40, senza alienare i fedelissimi che hanno contribuito a costruire il mito del brand. La pressione è alta, e la dirigenza è consapevole che non esistono ricette semplici per invertire la rotta.
Per rispondere a questa situazione complessa, la società ha deciso di puntare su un cambio di leadership: entro la fine del 2025, Artie Starrs assumerà il ruolo di amministratore delegato. Proveniente da Topgolf, Starrs porta con sé una mentalità manageriale orientata all’efficienza operativa e a una disciplina finanziaria rigorosa, caratteristiche che segnano una netta discontinuità rispetto alla tradizionale cultura aziendale, da sempre legata al valore dell’heritage.
Il ruolo di Jim Farley in questa fase di transizione non è marginale. La sua esperienza nella trasformazione di Ford verso la mobilità elettrica e nell’espansione su nuovi mercati internazionali rappresenta un modello concreto che Harley Davidson potrebbe seguire. Farley non si limita a suggerire una generica innovazione: la sua visione è chiara e pragmatica, orientata a un futuro in cui il marchio di Milwaukee sappia abbracciare la modernità senza rinnegare la propria identità.
Le strategie attualmente allo studio sono molteplici e tutte rivolte a rilanciare il brand su scala globale. Tra queste spiccano il lancio di motociclette più accessibili, in grado di avvicinare una clientela giovane e dinamica, lo sviluppo di tecnologie elettriche e sistemi di connettività avanzati, nonché l’implementazione di campagne di marketing pensate per intercettare nuove demografie e aree geografiche finora trascurate.
Naturalmente, ogni processo di evoluzione comporta dei rischi. Gli appassionati storici di Harley Davidson temono che un rinnovamento troppo radicale possa snaturare i valori fondanti del marchio, quei simboli e quel lifestyle che hanno reso unica la loro esperienza sulle strade del mondo. D’altra parte, restare ancorati al passato potrebbe significare perdere irrimediabilmente la leadership in un settore in cui la capacità di adattamento è ormai un requisito essenziale per la sopravvivenza.
La scommessa, dunque, è riuscire a bilanciare tradizione e innovazione, offrendo prodotti e servizi in linea con le aspettative delle nuove generazioni senza tradire la leggenda che ha reso grande Harley Davidson. Sarà fondamentale monitorare come il mercato reagirà alle prossime mosse del management e se la strategia di rinnovamento riuscirà davvero a rilanciare il brand.
Nei prossimi mesi, l’attenzione di analisti, appassionati e concorrenti sarà tutta puntata su Milwaukee. Solo il tempo dirà se Harley Davidson saprà trovare la strada giusta per una rinascita che onori il passato, ma guardi con decisione al futuro. L’industria motociclistica, intanto, osserva con interesse e rispetto il coraggio di una leggenda che, ancora una volta, si prepara a cambiare pelle.