India, boom di moto esportate: il 68% ha fino a 125 cc

L’India accelera nell’export di motociclette: 1,81 milioni di unità spedite tra aprile e luglio 2026, con le economiche 100-125 cc protagoniste del boom.

India, boom di moto esportate: il 68% ha fino a 125 cc
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 3 set 2026

Quando si parla di industria motociclistica, in Europa l’attenzione finisce spesso sulle maxi adventure, sulle sportive da oltre 200 CV o sulle ultime tecnologie elettroniche. Ma il vero mercato globale delle due ruote racconta una storia molto diversa. E soprattutto molto più piccola in termini di cilindrata. L’India sta esportando milioni di motociclette e a trascinare questa crescita sono soprattutto i modelli economici compresi tra 100 e 125 cc.

I numeri spiegano bene le dimensioni del fenomeno. Nel FY2026 l’India ha esportato circa 4,47 milioni di motociclette, stabilendo un nuovo record. E il ritmo è ulteriormente aumentato nei primi quattro mesi del nuovo esercizio fiscale: tra aprile e luglio 2026 sono state spedite all’estero 1,81 milioni di moto, con una crescita del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il dato più interessante, però, riguarda ciò che viene effettivamente esportato. Non sono costose moto premium a fare i grandi volumi. Ben 1,22 milioni di unità appartengono alle fasce 100-125 cc, pari al 68% delle esportazioni di motociclette registrate nei quattro mesi.

Moto 125 cc, ecco perché l’India ne esporta così tante

La crescita diventa più facile da comprendere cambiando prospettiva. In buona parte dell’Europa occidentale una moto rappresenta spesso una scelta legata alla passione o al tempo libero. In molti mercati di Africa, Asia e America Latina è invece un vero strumento di mobilità quotidiana.

Una 100 o una 125 cc può essere utilizzata per andare al lavoro, effettuare consegne, spostarsi nelle grandi città o collegare aree dove il trasporto pubblico è limitato. In questo scenario potenza e sofisticazione tecnologica passano inevitabilmente in secondo piano.

Contano soprattutto prezzo d’acquisto, consumi contenuti, semplicità meccanica, affidabilità e costi di manutenzione. Ed è esattamente su questi elementi che l’industria indiana ha costruito negli anni una parte importante della propria forza.

Le moto prodotte nel Paese hanno inoltre raggiunto una diffusione geografica enorme. Nel FY2026 le motociclette indiane sono arrivate in 154 Paesi, mentre il valore delle esportazioni del settore ha raggiunto 352,53 miliardi di rupie, contro i 129,03 miliardi registrati nel FY2018.

In altre parole, non siamo davanti a una nicchia industriale. Le due ruote sono diventate una componente importante dell’export manifatturiero indiano.

Bajaj e TVS controllano il 76% delle esportazioni

Dietro al boom ci sono soprattutto due nomi: Bajaj Auto e TVS Motor Company.

Tra aprile e luglio 2026 i due costruttori hanno esportato complessivamente 1.384.032 motociclette, conquistando circa il 76% dell’intero mercato indiano dell’export. Ancora più impressionante la concentrazione nelle cilindrate inferiori: insieme rappresentano l’88% delle esportazioni indiane nelle fasce 100-110 e 125 cc.

Bajaj guida la classifica con 854.991 moto esportate nei quattro mesi, il 48% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota sul totale raggiunge così circa il 47%.

Particolarmente forte è la crescita delle cilindrate inferiori. Le esportazioni Bajaj nella categoria 100-110 cc sono quasi raddoppiate, raggiungendo 378.941 unità, mentre quelle comprese nella fascia superiore fino a 125 cc sono salite del 36% a 229.677 esemplari.

Il costruttore sta raccogliendo risultati importanti soprattutto in Africa e America Latina. Nel primo trimestre del FY2027 i volumi retail africani sono raddoppiati, mentre in Brasile la crescita ha raggiunto il 50%. Tra i modelli che contribuiscono all’espansione c’è la Boxer 125 Heavy Duty, particolarmente importante in mercati come quello nigeriano.

Anche TVS vende più moto all’estero che in India

Il secondo grande protagonista è TVS. Nei primi quattro mesi del FY2027 il costruttore ha esportato 529.041 motociclette, registrando una crescita del 31%.

C’è un particolare ancora più significativo: nello stesso periodo TVS ha venduto sul mercato domestico 493.532 motociclette. Significa che le esportazioni hanno superato le vendite interne di oltre 35.000 unità. Anche Bajaj ha esportato più motociclette di quante ne abbia vendute sul mercato indiano nel periodo considerato.

Per TVS il vero motore della crescita resta ancora una volta la piccola cilindrata. Le esportazioni delle 100-110 cc, tra cui modelli come Sport e Star City, hanno raggiunto 156.308 unità, aumentando del 54%.

Ancora più consistente il contributo delle 125 cc, con 315.575 esemplari esportati e una crescita del 27%. Questa fascia da sola rappresenta circa il 60% delle esportazioni motociclistiche di TVS. Tra i modelli protagonisti ci sono Star City 125, commercializzata su alcuni mercati come HLX 125, e Raider 125.

La situazione mostra quanto sia differente la struttura della domanda globale rispetto a quella che siamo abituati a osservare in Europa.

L’India può superare 5 milioni di moto esportate

E il record del FY2026 potrebbe durare pochissimo. Con 1,81 milioni di motociclette esportate tra aprile e luglio, l’India ha già raggiunto in quattro mesi circa il 40,5% dell’intero volume realizzato nell’esercizio precedente.

Mantenendo l’attuale media di circa 453.000 unità al mese, le esportazioni potrebbero teoricamente raggiungere circa 5,44 milioni di motociclette nel FY2027. Si tratta di una proiezione basata sul ritmo dei primi quattro mesi e non di una previsione certa: andamento economico, domanda internazionale e logistica possono modificare sensibilmente il risultato finale.

Resta comunque evidente la direzione intrapresa. L’India dispone di una produzione su enorme scala, una rete consolidata di fornitori e marchi ormai presenti in decine di mercati.

Soprattutto, produce esattamente ciò che una parte enorme della popolazione mondiale continua a chiedere: moto semplici, economiche e poco assetate di carburante.

È questo il dato che rischia di sfuggire osservando il mercato esclusivamente dall’Europa. Le superbike, le maxi adventure e le moto premium rimangono fondamentali per immagine, tecnologia e margini. Ma quando si passa ai grandi numeri mondiali, una piccola 125 cc utilizzata ogni giorno per andare al lavoro può avere un peso industriale enormemente superiore.

E con il 68% dell’export concentrato proprio tra 100 e 125 cc, l’India sembra averlo capito meglio di molti altri.

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