Apre il tempio della velocità: a Mies nasce il Museo Mondiale FIM

Il Racing Motorcycle Museum della FIM apre a Mies il 18 Febbraio 2026: esposizioni con moto leggendarie e aree interattive per visitatori.

Apre il tempio della velocità: a Mies nasce il Museo Mondiale FIM
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 9 feb 2026

Nel cuore dell’Europa, a pochi chilometri da Ginevra, prende vita un nuovo tempio dedicato alla velocità e all’innovazione: il 18 febbraio 2026, la FIM apre ufficialmente le porte del suo museo motociclismo a Mies, una scelta che unisce valore simbolico e praticità. Non si tratta solo di una raccolta di motociclette da corsa, ma di un vero e proprio viaggio immersivo attraverso i miti, le imprese e le evoluzioni tecniche che hanno segnato la storia delle due ruote. Un luogo dove la memoria sportiva incontra la visione del futuro, offrendo infinite storie di velocità e passione.

Il percorso museale si sviluppa su tre pilastri tematici, ognuno dei quali invita il visitatore a esplorare il mondo delle corse da una prospettiva diversa ma complementare. La sezione Heroes è un omaggio ai grandi campioni che hanno scritto pagine indimenticabili: qui si celebrano i protagonisti come Marc Marquez, la cui audacia ha ridefinito i limiti del possibile, e Toprak Razgatlioglu, esempio di talento e determinazione nelle competizioni mondiali. Le moto che li hanno accompagnati, come la Ducati Desmosedici GP25 e la BMW M 1000 RR, sono esposte non solo come oggetti di culto, ma come testimonianze vive di una continua evoluzione.

Il secondo asse tematico è dedicato alla tecnologia motociclette, documentando il percorso che va dalle prime intuizioni ingegneristiche fino alle soluzioni più avanzate dei giorni nostri. Dai primi passi compiuti con la storica AJS Porcupine, vincitrice del mondiale 500 cc nel 1949, passando per l’iconica Honda RC166 e la rivoluzionaria Kawasaki ZX 10R guidata da fuoriclasse come Jonathan Rea, il museo racconta come l’aerodinamica, l’elettronica di controllo e i sistemi di sicurezza abbiano trasformato il motociclismo, sia in pista che su strada.

Non meno affascinante è la sezione “Dalla Competizione alla Strada”, che mostra come le innovazioni nate per la vittoria siano poi confluite nei modelli accessibili al grande pubblico. Qui il visitatore può comprendere il viaggio inverso che ha portato tecnologie d’avanguardia dai circuiti alle moto di tutti i giorni, segnando un ponte concreto tra il mondo delle corse e la vita quotidiana degli appassionati.

L’esperienza offerta dal museo va ben oltre la semplice contemplazione delle moto. Il Paddock Cafe è pensato come un punto d’incontro dove seguire in diretta gare e dibattiti, favorendo il confronto tra appassionati e addetti ai lavori. Accanto a questo spazio conviviale, la Zona di Simuladores consente ai visitatori di cimentarsi virtualmente su circuiti leggendari e tracciati offroad, rendendo la visita un’esperienza coinvolgente e interattiva, ideale sia per neofiti che per esperti.

La missione dichiarata dalla FIM, come sottolineato dal presidente Jorge Viegas, è quella di trasmettere non solo i dati e i risultati delle competizioni, ma soprattutto le emozioni e l’innovazione che animano il motociclismo. L’obiettivo è coinvolgere un pubblico ampio, raccontando storie che vadano oltre le vittorie e che sappiano ispirare le nuove generazioni di piloti, ingegneri e appassionati.

Sul piano pratico, il museo motociclismo si distingue per un approccio inclusivo: l’apertura è garantita dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18, con tariffe accessibili pensate per favorire la partecipazione di famiglie, studenti e gruppi. Gli adulti pagano CHF 17.50, mentre studenti e seniores godono di una tariffa ridotta a CHF 11.50. L’ingresso è gratuito per i minori di 16 anni e per gli studenti del cantone di Vaud, e non mancano ulteriori riduzioni per gruppi e un’audioguida economica per rendere la visita ancora più completa.

La scelta di collocare il museo nella storica sede della FIM a Mies dona all’iniziativa un’autenticità istituzionale rara, ma comporta anche alcune sfide logistiche. La posizione, leggermente defilata rispetto ai principali flussi turistici, impone la necessità di creare sinergie con eventi motociclistici europei per attrarre un pubblico internazionale. Al tempo stesso, la vicinanza con centri di formazione e professionisti del settore offre l’opportunità di sviluppare attività didattiche di alto livello, consolidando il museo come punto di riferimento non solo per gli appassionati, ma anche per chi opera nel mondo delle due ruote.

Gli esperti del settore accolgono con entusiasmo la nascita del nuovo museo motociclismo, suggerendo però una programmazione dinamica, con mostre temporanee e prestiti di pezzi iconici, per mantenere vivo l’interesse e favorire il ritorno dei visitatori. Se gestito con visione strategica, il Racing Motorcycle Museum potrà diventare un vero laboratorio permanente, dove la storia delle competizioni continua a insegnare come costruire le motociclette del futuro, ispirando una comunità globale di appassionati e professionisti.

Ti potrebbe interessare: